arte oggettiva

A chiunque abbia la pazienza di leggere…

G.I. GURDJIEFF

“Ciò che io chiamo arte oggettiva è difficilmente definibile, innanzi tutto perché voi attribuite le sue caratteristiche all’arte soggettiva, poi perché voi ponete le opere d’arte oggettiva, quando vi trovate di fronte ad esse, sullo stesso livello dell’arte soggettiva.
Vi esporrò chiaramente il mio pensiero. Voi dite: un artista crea. Io riservo questa espressione per l’artista oggettivo. Per l’artista soggettivo, dico che in lui ‘si crea’.
Ma voi non fate questa distinzione, che pure è immensa. Inoltre, voi attribuite all’arte soggettiva un’azione invariabile, in altre parole credete che tutti reagiranno allo stesso modo a opere d’arte soggettiva.
Immaginate, ad esempio, che una marcia funebre farà sorgere in ognuno pensieri tristi e solenni e che qualsiasi musica ballabile susciterà pensieri allegri. In realtà non è affatto così. Tutto dipende dai processi associativi.
Se mi accadesse di udire per la prima volta, sotto l’impressione di una grande disgrazia, un motivo allegro, questo motivo in seguito susciterebbe in me, e per tutta la vita, pensieri tristi e opprimenti.
E se, un giorno in cui mi sentissi particolarmente felice, udissi un motivo triste, questo motivo provocherebbe sempre in me pensieri felici. Così accade generalmente.
La differenza tra l’arte oggettiva e l’arte soggettiva, consiste nel fatto che l’artista (oggettivo)’crea’ realmente, fa ciò che ha l’intenzione di fare, introduce nella sua opera le idee e i sentimenti che vuole.
E l’azione della sua opera sulla gente è assolutamente precisa; essi riceveranno, naturalmente ciascuno secondo il proprio livello, le stesse idee e gli stessi sentimenti che l’artista ha voluto trasmettere. Quando si tratta di arte oggettiva, non può esservi nulla di accidentale, né nella creazione dell’opera stessa, né nelle impressioni che essa suscita.
Quando invece si tratta di arte soggettiva, tutto è accidentale.
L’artista (soggettivo), ripeto, non crea; in lui ‘qualcosa si crea da sè. Ciò significa che un tale artista è in balia di idee, di pensieri e di umori che egli stesso non comprende e sui quali non ha il minimo controllo.
Essi lo dominano e si esprimono da se sotto varie forme.
Una volta assunta accidentalmente una qualunque forma, sempre altrettanto accidentalmente, produrrà sullo spettatore questa o quella reazione a seconda dei suoi umori, dei suoi gusti, delle sue abitudini, e della natura dell’ipnosi sotto la quale egli vive.
Non vi è in questo niente di invariabile, niente di determinato.
Nell’arte oggettiva, al contrario, nulla di indefinito.”

P.S. Io credo che il ‘bello’ sia soggettivo mentre il ‘Bello’ sia ‘oggettivo’. Ma è una vecchia questione irrisolta…

This post was submitted by anulla.

December 21, 2009

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Categoria: Cultura, Tutto il resto

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