January 2, 2012

Posted by: tommo

Category: Salute

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sulle radiazioni elettromagnetiche

Il principio di precauzione è un abominio logico prodotto da paranoici e complottisti. Porta alla paralisi.

“Un danno temuto” da chi? Se io dico che ho paura che l’asfalto faccia male, bisogna bloccare la costruzione di strade fino a test sopraggiunti? Se ho paura che facciano male i platani, bisogna tagliarli e aspettare a ripiantarli fino a test sopraggiunti?

La letteratura sulle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti è infinita, gli studi fatti sono centinaia. Per ora, non si è trovata nessuna evidenza empirica che le persone sottoposte a radiazioni sino a limiti anche venti volte quelli di legge hanno maggior probabilità di sviluppare tumori.

Può essere che tutti questi studi non abbiano visto qualcosa? Certo, ovvio. Ma bisogna anche quantificare l’effetto. Se ad una ricerca grossolana non trovo nulla, posso sicuramente escludere che vi siano effetti importanti: se guardo la relazione tra amianto e tumori, al primo test è venuto fuori, ampiamente significativo. Se non viene fuori dopo due test, posso pensare che se c’è qualcosa, è un effetto minimo. Se non viene fuori niente dopo infiniti test, tanto che la IARC (associazione genericamente paranoica) ha finalmente declassificato le radiazioni non ionizzanti all’ultimo livello della scala degli agenti potenziali studiati (sostanze che probabilmente non causano tumori), vi deve essere un momento in cui si dice: vabbé, se qualcosa c’è, l’effetto è piccolo. Il che non vuol dire che si ferma la ricerca, ma che si inizia a ragionare sui numeri.

Se ci costa davvero tanto evitare le radiazioni aggiuntive, per evitare un effetto che se c’è è piccolo, meglio investire quei soldi in ricerca, in sicurezza stradale (attraversare una volta una strada in una grande città è un’azione con probabilità di morte documentata e quantificabile), in energie alternative (la combustione degli idrocarburi è decisamente cancerogena).

Principio di precauzione sì, principio della paura irrazionale paralizzante no.

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January 2, 2012

Posted by: tommo

Category: Politica

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totale mancanza di regole

Questo è un mondo finto , duro , bastardo dove la cosa piu’ evidente è la totale mancanza di regole ; costituzionali , sovrane e dove l’europa è dominata da forze che contravvengono principi base da loro emessi , con una faccia da culo , tracotanza di REGIMI dittatoriali RETTI DA POCHI CHE DECIDONO PER TUTTI. Non mi riferisco ai COGLIONI , i sudditi , mi riferisco alle CASTE MINORI.
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Buttate al cesso lauree , diritto , diritto costituzionale , diritto internazionale e vomito UE con regolamenti , principi che includono la BCE , la madre di tutte le porcate .
La BCE non puo’ emettere prestiti , viola il suo fondamento e statuto e con Draghi , l’itaGliano l’ha fatto. La BCE è fatta di PREDONI , i banchieri europei che dominano la politica degli stati ed il prestito serve SOLO per dare ossigeno alle banche afinchè comprino i titoli pubblici dei paesi piu’ indebitati , ricavandone da un 5% a un 10% a fronte di un prestito dell’1% garantito dallo stesso stato mezzo fallito. I soldi andavano prestati agli stati direttamente come CUSTODI AL 1% ; invece gli usurai si prestano i soldi E INDEBITANO GLI STATI .
Siccome le speudo GARANZIE le danno gli stati , di fatto QUESTA MOSSA AUMENTA IL DEBITO PUBBLICO , OTTIMO SUPER-MONTI.
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intesa Sanpaolo* ha emesso un bond per 12 miliardi
Banca Mps per 10 miliardi
Unicredit per 7,5 miliardi
Banco Popolare per 3 miliardi
Popolare di Vicenza per 1,5 miliardi
Carige per 1,3 miliardi
Dexia Crediop per 1,05 miliardi
Popolare di Sondrio per 1 miliardo
Credem per 800 milioni,
Popolare dell’Emilia Romagna per 750 milioni
Iccrea Banca Impresa per 650 milioni
Credito Valtellinese per 500 milioni
Iccrea per 290 milioni
Banca Etruria per 100 milioni

Eccole ….le nostre….e guardà un po’ PER CASO LA BANCA DI PASSERA E’ LA N. 1 .

I gendarmi sono all’opera ; tolte le pensioni , aumentate le tasse , distruggeranno Sanita’ e scuola .

A meno che la gente imbracci i forconi.

Tinazzi

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November 27, 2011

Posted by: Ettore Colella

Category: Economia

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consulenza fiscale e consulenza tributaria

Qual’ è la differenza tra consulenza fiscale e consulenza tributaria? Si può occupare un avvocato tributarista di entrambe le consulenze? Anche di consulenza societaria & del lavoro? Queste sono alcune delle domande più frequenti nei forum on-line e non solo.
Nella sostanza non ci sono differenze. La figura del “Tributarista” tanto tempo fa era addirittura una attività regolata in apposita sezione di un registro tenuto dalla Camera di Commercio. Per l’iscrizione non era necessario nessun esame di stato. Successivamente l’elenco fu abrogato a “colpi di sentenze” della Cassazione alla quale si erano rivolte sia l’Ordine dei Dottori Commerciali che il Collegio dei Ragionieri per esercizio abusivo della professione. Oggi rimane un’Associazione di categoria la LAPET che cura gli interessi della “categoria”. Ad onore del vero, in tale associazione risultano iscritti fior fiore di “professionisti” ma attenti comunque a chi vi affidate. Recentemente la Cassazione ha liberalizzato le attività non riservate a soggetti iscritti ad albi professionali o provvisti di specifica abilitazione. Possono infatti essere legittimamente svolte consulenze da chiunque, perché in questo campo vige il principio generale della libertà di lavoro autonomo e della libertà di impresa. Da un lato si pongono le attività che comportano prestazioni di esclusivo appannaggio di soggetti iscritti ad albi o provvisti di specifica abilitazione (iscrizione o abilitazione prevista per legge come condizione di esercizio di quell’attività). Dall’altro tutte le altre attività di professione intellettuale, di assistenza o consulenza, che possono essere espletate liberamente e producono il diritto a un compenso.
Quanto sopra sancito dalla Cassazione non pone problemi per gli iscritti all’Albo degli Avvocati, infatti gli stessi possono svolgere tali attività senza problemi (avendone comunque le capacità cognitive nella sostanza delle materie). Nella pratica dubito però che un Avvocato, essendo in possesso di un titolo accademico ed un iscrizione ad un Albo di sicuro rango superiore, si metta fare i cedolini paga o fornire la consulenza del lavoro sul collocamento obbligatorio per esempio; l’Avvocato avendone una formazione specifica all’altezza potrà sicuramente costituirsi avanti tutte le giurisdizioni senza preclusione alcuna in materia di lavoro, tributaria, etc.
In generale, attenzione comunque all’art. 2231 del codice civile, in base al quale “Quando l’esercizio di un’attività professionale è condizionato all’iscrizione in un albo o elenco, la prestazione eseguita da chi non è iscritto non gli dà azione per il pagamento alla retribuzione.”.
Occorre verificare se la prestazione espletata dal professionista rientri in quelle attività riservate in via esclusiva a una determinata categoria professionale o, in altri termini, se l’esercizio della professione è subordinato per legge all’iscrizione in apposito albo o ad abilitazione.
L’esecuzione di una prestazione d’opera professionale di natura intellettuale effettuata da chi non sia iscritto nell’apposito albo previsto dalla legge, rende privo di effetti il contratto stipulato tra cliente e professionista, affetto in questo caso da nullità assoluta.

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Dott. Ettore Colella ha frequentato due master: uno in Business Administration a Londra ed uno in Contenzioso Tributario con il Prof. Cesare Glendi padre fondatore della legge sul contenzioso tributario (546/92).

Ettore Colella ha maturato una significativa esperienza nella revisione contabile nella prima società di revisione a livello mondiale Price Waterhouse Worldwide Network (oggi PriceWaterhouseCoopers) e successivamente presso lo Studio Internazionale Tributario corrispondente per l’Italia di PW.

Dott. Ettore Colella è abilitato all’esercizio della professione di Dottore Commercialista ed iscritto:

- all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Sezione A, di Milano e Lodi
- all’Albo dei Revisori Contabili presso il Ministero di Grazie e Giustizia

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November 11, 2011

Posted by: tonio

Category: Casa Famiglia

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Goldman Sachs e Italia

Ordunque la Goldman scongiura le elezioni in Italia auspicando un governo tecnico presieduto o comunque veicolato da Mario Monti. Che, tò guarda, è stato nominato ieri senatore. E, tò guarda, è international advisor della suddetta Goldman Sachs (per i meno preparati trattasi della banca più potente del globo terraqueo), presidente europeo della Trilateral Commission (per i meno preparati trattasi di organizzazione internazionale non elettiva di cui fanno parte 300 privati cittadini al servizio del mondialismo quale modello unipolare di sviluppo globale, by David Rockefeller) e membro del Gruppo Bildeberg (che sempre per i meno preparati è un gruppo di simpatici men in doppiopetto già ideatore della Trilateral Commission).
In soldoni, mentre state lì a piangere o gioire per l’addio del Berlusca è iniziata la svendita definitiva del vostro paese. sempre per i meno preparati la Goldman Sachs (insieme a Leman Brothers e tante altre belle associazioni a delinquere travestite da banche, comprese le famose agenzie di rating tanto famose in questo periodo) è quella che grazie all’invenzione dei prodotti derivati ha combinato il più grande disastro economico della storia, cioè la crisi che stiamo vivendo e che ci ha trascinati nella me..a!!! (sempre per i meno preparati consiglio di vedere il film – documentario “Inside Job”…giusto per capirci qualcosina)

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November 10, 2011

Posted by: tonio

Category: Casa Famiglia

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Per risollevare l’Italia

Per risollevare l’Italia dall’attuale dissesto economico vengono proposte terapie e misure che in un modo o nell’altro richiedono ancora sacrifici alla maggioranza delle famiglie, giovani e pensionati i cui redditi sono al livello di sopravvivenza, mentre una elite(30%circa) detiene il 60% e più della ricchezza nazionale e non paga, nella maggior parte dei casi, le imposte dovute.E’ ormai noto che nel nostro paese sussiste una evasione fiscale pari a 3 bilanci dello stato ed è la più alta in Europa. Se solo si riuscisse a recuperare 1/4 di essa, oltre ridurre il debito pubblico, si potrebbero finanziare, senza chiedere sacrifici, sviluppo e crescita e con esse lavoro e concrete prospettive soprattutto ai giovani.L’evasore fiscale oltre mancare di senso del dovere e della solidarietà, costituzionalmente previsti,approfitta della insufficienza dei controlli e verifiche da parte degli apparati preposti(Guardia di Finanza; Uffici delle Imposte,Agenzie delle Entrate e quant’altro) i cui organici sono inadeguati rispetto al fenomeno.In America lo Stato dispone di ferrei e capillari apparati di controllo oltre a leggi molto severe e di rapida applicazione contro l’ evasione. Non c’è spazio per condoni o pattuizioni. C’è la galera per l’evasore. Si è sempre sostenuto che i dipendenti statali sono troppi e improduttivi è incidono molto sulla spesa pubblica.Perché non prenderne una buona fetta( appartenente alle qualifiche più alte)e fargli fare un corso approfondito e serio di almeno un anno sulle materie finanziarie e sui bilanci d’impresa, riprofessionalizzandoli a costo zero?.Si creerebbe così un nutrito corpo civile di ispettori di finanza in grado di esplicare verifiche e controlli su tutto il territorio nazionale contrastando efficacemente l’evasione fiscale.A ciò aggiungere una legislazione che dia poteri sanzionatori agli ispettori e sia più severa e snella per gli evasori.D’accordo su una patrimoniale, che vada però a colpire solo i grossi patrimoni.

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November 10, 2011

Posted by: tonio

Category: Casa Famiglia

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L’Italia è già in bancarotta

L’Italia è già in banca rotta fraudolenta,la situazione può essere risanata, si fa per dire, solo da una svalutazione della moneta, vedi come sono preciso,svalutazione della moneta, quello che doveva dire lei l’ho detto io.
Ma possiamo immaginare che tu, il grande prof della Bocconi, dall’alto della tua scienza , ti sia prodigato per un intervento, magari consapevolmente fasullo, ma con lo scopo di calmare i sciacalli, e le iene.
Ma anche in questo caso sei un pò patetico, non ti rendi conto che non si possono trattare gli italiani come coglioni. Mi ricordi Bertinotti quando scioperava contro il governo , e lui era al governo.Poi abbiamo visto la fine che ha fatto.
Caro prof tu sei corresponsabile di questo disatro, almeno sul piano morale.Che cosa hai insegnato in tutti questi anni alla bocconi ?
Vorrei darti un piccolo consiglio di economia di vita, non ti mettere ad aggiustare le maniglie delle porte delle cabine che sono un pò difettose, sei sul Titanic.
Sei sul Titanic ragazzo.

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November 10, 2011

Posted by: tonio

Category: Casa Famiglia

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sistema politico italiano

Ma perche’nessuno dice chiaro e tondo che questo sistema politico non eìpiu’sostenibile,costa troppo,con o senza berlusconi,bisogna semplificare e fare un governo di gente che lavora e guadagna il suo stipendio e basta e se sbaglia licenziati.Il quirinale va’abolito,costa troppo ,basta una residenza normale ,non e’mica un re il presidente della repubblica,troppi camcri che zavorrano i costi.PENSIAMO A CHI NON HA LAVORO E QUESTI POLITICI PRENDONO LO STIPENDIO CHE L’ITALIA VADA MALE O NO….NON E’PIU’SOSTENIBILE CIO’,BISOGNA FALCIARE TUTTI I PRIVILEGI E SEMMAI FARE CHE CHI GOVERNA ABBIA DELLE AGEVOLAZIONI PER IL LAVORO CHE DEVE SVOLGERE,MA MAI AUTO BLU E SCORTA A CHI NON E’IN CARICA,SIAMO ASSURDI ,TROPPE SPESE E TROPPI ABUSI,
PRIMA PENSARE A CHI NON HA LAVORO E CHI NON ARRIVA A FINE MESE.ALLORA FORSE SAREMO UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA ED EUROPEI.SOLO ALLORA.
CIAO

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November 9, 2011

Posted by: Laura

Category: Casa Famiglia

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Studio Commercialista

Studio Commercialista,fornisce tutti i supporti necessari alla tenuta delle scritture contabili sia elaborandoli da supporto cartaceo presso la propria sede sia dando gli strumenti (Hardware e Software) al Cliente per l’imputazione in proprio.
Qualora il Cliente desideri elaborare in proprio la contabilità, Start Up fornisce un servizio di consulenza contabile e manutenzione del software gestionale, unitamente alla produzione ed archiviazione elettronica di tutte le dichiarazioni e stampe fiscali connesse.   Grazie alla gestione in modalità Server Farm il Cliente non dovrà preoccuparsi nè degli aggiornamenti software nè del backup dei dati.
L’assistenza viene fornita sia c/o la sede del Cliente che mediante connessione ad internet con collegamenti remoti che permettono sia la trasmissione dei dati che il controllo del digitato e la risoluzione di eventuali problemi.
Contabilità
Dalla tenuta delle scritture contabili alla predisposizione e stampa di tutti i registri, le comunicazioni e dichiarativi previsti dalla vigente normativa civilistico fiscale.
Possibilità per il nostro Cliente di avere rendiconti e prospetti comparativi periodici e di accedere via web ai propri dati contabili aggiornati.
Per la clientela dotata di proprio ufficio amministrativo possibilità  di utilizzo del nostro software per la tenuta delle scritture contabili e produzione di rendicontazioni e classificazioni predefinite e personalizzabili. Non è richiesta alcuna installazione software né implementazione hardware presso la sede del cliente. Canone di utilizzo omnicomprensivo di backup dati, manutenzione e aggiornamento software, produzione e stampa dei registri civilistico fiscali. 
Documento Programmatico sulla Sicurezza
Predisposizione e redazione personalizzata del Documento Programmatico sulla Sicurezza per il trattamento dei dati personali e sensibili a mezzo di strumenti informatici. Prima redazione completa del documento a nostra cura con successiva possibilià  da parte del cliente di poter gestire in autonomia gli aggiornamenti annuali previsti dalla norma o, se preferisce, affidare alla nostra struttura il mantenimento ed aggiornamento del DPS nei termini di legge previsti.
Privacy Documentale
Predisposizione e redazione personalizzata di tutta la modulistica necessaria per ottemperare alla normativa sul trattamento dei dati personali.
PEC
Espletamento di tutte le pratiche per la registrazione di indirizzi di Posta Elettronica Certificata. Possibilità  per il cliente di scegliere il proprio indirizzo@pec.it al costo di 25 euro comprensivo di CINQUE anni di registrazione e manutenzione indirizzo PEC
Regolamento informatico aziendale
Predisposizione e redazione personalizzata del regolamento informatico aziendale contenente , tra le altre, le indicazioni ai collaboratori sulle modalità  di utilizzo dei sistemi informatici aziendali e sulle modalità  di trattamento dei dati ai quali hanno accesso durante lo svolgimento delle proprie mansioni. 

Bonifica, ottimizzazione e protezione PC e Notebook

Interventi presso la sede del Cliente e da remoto per l’individuazione e rimozione di software dannosi e virus. Approfondite analisi ed interventi per il ripristino delle prestazioni ottimali di personal computer e notebook, recupero dati e file danneggiati, recupero spazio libero su hard disk. Ritiro hard disk da PC da rottamare o dismessi per l’eliminazione sicura dei dati a norma di legge (non è sufficiente la semplice formattazione).

Software Antivirus
Acquistiamo per i nostri clienti direttamente dai maggiori distributori nazionali ed internazionali avvalendoci, inoltre, del supporto di partner commerciali con i quali collaboriamo da più di venti anni. 
Smstartup

SMStartUp è il programma che promette di semplificare la vostra comunicazione, permettendovi di inviare, con la massima facilità e flessibilità , e-mail ed sms a più gruppi di destinatari selezionandoli con un solo “click” da un unico elenco centralizzato.

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October 8, 2011

Posted by: Gaspare Serra

Category: Casa Famiglia

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IL “PARADOSSO” DELLA FELICITA’…

ELUCUBRAZIONI ALIEATORIE E SPARSE SUL SENSO COMUNE DELLA FELICITA’…

COS’E’ LA FELICITA’?

Bernard Shaw (scrittore e drammaturgo irlandese) sosteneva che “il segreto per essere infelici è di avere il tempo di chiedersi continuamente se si è felici o no…”.
Sarà vero?
Ad ogni modo, chi di noi non si è mai posto almeno una volta nella vita l’interrogativo “ma io sono felice?”.
Se ponessimo a chiunque ci sta vicino questa semplice domanda -”sei felice?”-, stiate certi che riceveremmo pressoché sempre la stessa risposta: “forse, o meglio qualche volta…”.
Ma se a questo interrogativo aggiungessimo anche la domanda “ma cos’è per te la felicità?” ci accorgeremmo presto di ricevere non una ma tante diverse risposte quante le persone a cui ci saremmo rivolte.
Per quale ragione?
Perché la felicità è un sentimento universalmente conosciuto e perseguito ma non facile da descrivere.
Forse non c’è nulla nelle nostre vite di più soggettivo ed opinabile, vago e relativo, discutibile e surreale come il concetto stesso di “felicità”, indeterminato a tal punto che -sosteneva Immanuel Kant, che non ha certo bisogno di presentazioni…- “nonostante il desiderio di ogni uomo di raggiungerla, nessuno è in grado di determinare e dire coerentemente che cosa davvero desideri e voglia”!

Tra mille relativismi, un piccolo punto fermo è possibile apporlo alla descrizione della felicità: con tale parola non intendiamo di certo una condizione materiale, uno stato oggettivo, bensì una condizione sentimentale, uno stato d’animo positivo, di pieno benessere psico-fisico.
Se volessimo, poi, ricorrere ad altre parole per descrivere ancor meglio questo concetto, suggerirei le seguenti: la felicità è una straripante sensazione di soddisfazione totale, di “pienezza” che ci pervade l’animo e ci pone per un attimo sulla cima più elevato di un Olimpo!
La felicità -ove sperimentata- è un pò come un Kharma, forse l’unica forma di Illuminazione per davvero alla portata di tutti: uno stato -evidentemente temporaneo- nel quale l’uomo diviene imperturabile di fronte ad ogni avversità, non chiendeno più nulla alla vita nella vana convinzione di non aver bisogno più di nulla per appagare i propri desideri!
Chi è felice è una persona fieramente libera, pienamente autonoma, compiutamente realizzata!

QUANTO PUO’ DURARE LA FELICITA’?

“Davanti ad una prospettiva di felicità permanente e invariata non indietreggerebbero forse tutti, per il terrore di morire di noia?”, si chiedeva lo scrittore britannico Aldous Huxley.
Di certo nessuno potrà mai scoprirlo, poiché non esiste in alcuna forma una felicità “stabile e perpetua”.
Anzi -sosteneva Pier Paolo Pasolini- “la felicità ha sempre vita breve”: “la felicità della vita è fatta di frazioni infinitesimali: di piccole elemosine, presto dimenticate, di un bacio, di un sorriso, di uno sguardo gentile, di un complimento fatto col cuore” (Samuel Taylor Coleridge).
Se la felicità esiste per davvero -e se agli uomini è data la possibilità di viverla-, stiate certi che poc’altro nelle nostre vite appare più sfuggente di quest’effimero stato febbrile chiamato “felicità”!
Arde più di tutti esser felice soprattutto chi ha provato almeno una volta cosa voglia dire esserlo… Ma è proprio chi è stato felice ad esser consapevole più di ogni altro di come la felicità non lo accompagnerà mai abbastanza nella propria vita per appagarlo pienamente!
Se esser felici è impresa alquanto ardua, dunque, praticamente impossibile è restarci a lungo!

PERCHE’ E’ COSI’ ARDUO RAGGIUNGERE LA FELICITA’?

La ragione di tutto forse è più semplice di quanto appaia: la felicità non fa per l’uomo!
E la causa di ciò potrebbe risiedere nell’innata “contraddizione esistenziale” umana, ben descritta da Socrate nella notoria definizione di “animale sociale”.
Secondo una mia personalissima interpretazione del pensiero socratico, difatti, la natura umana è contraddistinta da due forze “uguali e contrapposte”:
1- l’”animalità”, qualità che si ricollega alla natura istintiva, primordiale, emotiva, irrazionale dell’uomo (alla tendenza innata a seguire ciecamente i propri istinti e desideri…);
2- e la “socialità”, qualità che si ricollega alla sua natura razionale, ragionevole, “cogitante” (alla spinta ad uniformarsi ai propri doveri sociali, dettati dalle ragioni di una necessaria convivenza con i propri simili…).
Proprio nella perenne contrapposizione tra queste due “spinte interiori” dell’uomo si può rintracciare il principale ostacolo incontrato nella via verso la felicità!

Cosa concretamente ci impedisce, quindi, d’esser felici?
A farlo sono i “condizionamenti esterni” (legati al mondo delle persone “giudicanti” che ci circonda), i quali ci rendono impossibile essere pienamente “noi stessi”, realizzare compiutamente i nostri più naturali istinti (così finendo col mortificare o spegnere sul nascere i nostri più primordiali desideri).
Ciò spinge gli uomini, piuttosto che a realizzare se stessi, a realizzare i desideri che “gli altri” esprimono su di loro, regolando le proprie scelte sulla base delle aspettative altrui.
Tutti ricerchiamo la felicità, ma il più delle volte finiamo con l’inseguire “target di felicità” a noi inculcati, a cui siamo stati ben allenati, educati, esortati con sapiente maestria fin dai primi anni dell’infanzia.
L’ideale di felicità, così, finisce con l’assomigliare più ad un “pacchetto pubblicitario” preconfezionati dalla società a perfetto uso e consumo di ogni consumatore!

L’affermazione universale di una cultura “consumista ed iper-capitalista”, poi, ha finito col creare una “religione laica interclassista” fondata su un unico dogma: quello per cui l’aumento della ricchezza sia sufficiente a garantire un proporzionale aumento della felicità (o quantomeno a non provocarne la diminuzione).
Una religione il cui straordinario successo è pari solo alla propria assiomatica “velleità”: quella di credere l’uomo un perfetto consumatore e non anche un essere dotato di sentimenti e capace di emozionarsi!
Fondare la felicità sulla ricchezza equivale a costruire un enorme castello di sabbia: come credere che la misura della felicità di un uomo possa dipendere dalla capienza del suo portafoglio?
Come immaginare che la felicità possa essere un bene misurabile con unità di misura economiche quali il Pil, il reddito pro-capite o le rendite di capitale?!
La vera natura umana -diversamente da un comune bancomat!- si nutre non solo di bisogni materiali ma anche di bisogni squisitamente emozionali!
La ricchezza, dunque, può apportare certamente benessere all’uomo modermo ma non offre alcuna “garanzia di felicità”.
“La felicità interna lorda è molto più importante del prodotto interno lordo”, ha recentemente sostenuto sul Financial Times il re del piccolo stato del Bhutan, Jigme Singye Wangchuck.
Come dargli torto?…

Non solo non esiste alcuna equazione matematica del tipo “+ricchezza = +felicità” ma, almeno stando a Richard Easterlin (professore di economia all’Università della California e membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze), vi sarebbe tra tali due termini una relazione inversa.
Secondo il cd. “Paradosso della felicità” (elaborato proprio da Easterlin nel 1974) la felicità delle persone dipende molto poco dalle variazioni di reddito e ricchezza che si riscontrano nel corso delle loro esistenze.
Anzi alcune ricerche avrebbero dimostrato come, quando aumenta il reddito (e quindi il benessere economico), la felicità umana aumenta fino ad un certo punto, per poi cominciare a diminuire, seguendo una curva ad U rovesciata!
Può la scienza matematica porsi come oggetto di studio quanto di meno oggettivo e concreto vi sia, quale uno stato d’animo?
A parte ogni legittima perplessità in merito, un dato empirico è comunque facilmente verificabile: inseguire i soldi, il benessere, la fama, il successo o il potere ritenendo che “solo” il loro raggiungimento sbarri le porte della felicità vuol dire condannarsi ad essere infelici: le ansie, le paure di fallire e il senso di inadeguatezza che inevitabilmente seguiranno non faranno che allontanarci sempre di più dal nostro desiderato traguardo!
“Non è quanto si possiede, ma quanto si assapora a fare la felicità” (Chareles Spurgeon, predicatore battista britannico).

Se la “socialità”, quindi, è il primo ostacolo alla nostra felicità, allo stesso tempo non è dato all’uomo altra via che ricercare la felicità in comunione con i propri simili: la felicità, infatti, è l’unico bene che si moltiplica -piuttosto che ridursi- condividendolo con gli altri!
Il paradosso conclusivo cui giungiamo, allora, è che:
- se, da un lato, l’unico uomo in grado di raggiungere una piena e perpetua felicità sarebbe l’uomo “unico” (nel senso di solo sulla faccia della Terra);
- dall’altro lato, un uomo solo, anche se felice, sarebbe condannato all’infelicità!

Per questo non possiamo che riporporre il nostro interrogativo iniziale: ma la felicità è davvero alla portata degli uomini?
La risposta la lascio ad ognuno di voi, ricordando qui chi una risposta se l’è di certo data: “c’è un unico errore innato, ed è quello di credere che noi esistiamo per esser felici…” (Arthur Schopenhauer).

COME TENTARE DI ESSER FELICI?

“Non esiste una strada verso la felicità. La felicità è la strada!” (Buddha)
Certamente non esiste “una” via per la felicità -o, quantomeno, se estiste la sconosco!-.
Piuttosto credo che di vie ne esistano almeno 7 miliardi, una per ogni abitanti di questo nostro Pianeta!
Dipende da ognuno di noi trovare la propria strada verso la felicità -e, una volta individuata, percorrerla fino in fondo!-.

Quale consiglio offrire, allora, ai lettori?

1- Siate il più possibile voi stessi!
“La felicità non è sempre e tutta opera del caso”, scriveva Baltasar Gracián (filosofo spagnolo).
Allora ingegnatevi per esser felici!
Rompete le “dighe sociali” costruiteci intorno fin da bambini per frenare i nostri impulsi!
Smettetela di recitare come burattini su di un palco su cui ci è ritrovati senza aver nemmeno partecipato ad alcun provino!
Divenite protagonisti -non più figuranti…- della vostra esistenza!
Riappropriatevi di voi stessi e della vostra autostima!
Cominciate a costruire la vita con le vostre mani!
Fate vostro l’appello di Friedrich Nietzsche (altro grande pensatore che non abbisogna di presentazioni…): “diventa ciò che sei!”.

2- Circondatevi di persone meritevoli del vostro affetto!
La felicità si gusta meglio se condivisa e dipende, più che da ciò che ci sta attorno, da ciò che abbiamo dentro!
Del resto -diceva il filosofo americano Elbert Hubbard- “si può sopportare il dolore da soli, ma ci vogliono due persone per provare gioia”…

3- Prima ancora di essere felici, sentitevi felici!
“Ad alcuni per essere felici manca soltanto la felicità” (Stanislaw Jerzy Lec, scrittore polacco).
La felicità è un modo di vedere, dunque per cominciare ad esser felice occorre anzitutto guardare nella giusta prospettiva!
Felicità non è inseguire sogni ed aspettative ma, al contrario, godere pienamente dell’oggi!
La felicità non è uno stato a cui arrivare ma un modo di viaggiare: non un traguardo ma un cammino, la cui ricerca è il miglior modo di onorare la nostra esistenza…

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Gaspare Serra

Blog “PANTA REI”:

http://gaspareserra.blogspot.com

Pagine facebook “ARMONIA E LIBERTA’”:
- gruppo facebook: http://www.facebook.com/groups/76458342581
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September 16, 2011

Posted by: Marco Alteri

Category: Casa Famiglia

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I poster

I poster un tempo erano un accessorio utilizzato solo ed esclusivamente dai ragazzi più giovani per rendere più belle le loro camerette e personalizzarle in modo intenso. Negli ultimi anni però i poster sono diventati un complemento di arredo di grande tendenza ideale per arredare con gusto ogni ambiente della casa e per renderlo molto più moderno.

Oggi è inoltre possibile trasformare in un poster tutte le nostre più belle fotografie e creare così dei poster davvero unici al mondo che sono perfetti anche come regali per le più disparate occasioni. I poster possono essere sfruttati come regali di Natale sia per i parenti che per gli amici. Per gli amici vi consigliamo di realizzare un unico poster uguale per tutti in cui far stampare la più bella immagine di gruppo scattata negli ultimi tempi oppure la più vecchia immagine di gruppo che possedete per far rivivere durante le festività anche i ricordi più intensi. Per i parenti invece vi consigliamo di scegliere un’immagine diversa per ognuno in modo da creare dei regali davvero molto originali e con emozioni profonde che ognuno vivrà come qualcosa di assolutamente eccezionale.

I poster possono essere sfruttati poi anche come regali di anniversario. In questo caso vi consigliamo di scegliere un foto collage su poster, un collage capace di racchiudere in sé tutti i momenti più belli della vostra storia d’amore dai primi giorni sino ad oggi. Vedrete che con un regalo così bello non potrete che fare colpo su tutte le persone che amate. Ovviamente i poster sono un regalo perfetto anche da fare a se stessi, un piccolo pensiero ideale per dare nuova vita alla propria abitazione. Scegliete di rinnovare la vostra casa proprio sotto le feste natalizie offrendovi questo piccolo dono, i vostri ospiti non potranno che rimanerne stupefatti.

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