Business Olimpiadi
Che le Olimpiadi siano soprattutto bussiness non ci piove sopra. Gli sport minori si possono esprimere solo qua, piuttosto sarebbero da non accettare il calcio, il ciclismo, il tennis, e altri che hanno già ampiamente il loro eco di risonanza senza questo evento. Ciò però ridurrebbe senza dubbio l’appeal della manifestazione, e magari ci sarebbero meno sponsor e si andrebbe almeno parzialmente in direzione dell’antico spirito olimpico.La seconda cosa… gli atleti. Anche per chi non ha possibilità di puntare a una medaglia, una partecipazione alle Olimpiadi è una cosa che ricorderà per tutta la vita. Ci sono grossi sacrifici dietro una partecipazione, e non si può liquidare con 2 parole questo… Sul doping ovviamente sono d’accordo, ma qui si scopre l’acqua calda… Il doping è proibito, punto. Chi si dopa dovrebbe essere squalificato. Chi non vigila a dovere sul doping dovrebbe essere processato penalmente. Ma le Olimpiadi non c’entrano con questo, il doping è un problema di TUTTO lo sport.
This post was submitted by salvity.
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Comments
Per quanto le olimpiadi come qualunque evento mediatico finisce col subire l’effetto distorto degli sponsor, di finanziamenti a pioggia e dello spettacolo ad ogni costo, non mi piace che in un sito come questo dove si affrontano argomenti seri legati alla nostra libertà, salute, ecc. si possa avere così poca considerazione di chi ha deciso di dedicare la propria vita allo sport, magari anche uno di quelli che nessuno conosce, ma lo sport che in sè rappresenta la cosa più naturale e salutare e di sicuro ciò che conserva ancora oggi valori importanti da recuperare.
Non mi piace che si possano denigrare i praticanti di sport che anzi sono i veri eroi di oggi, se pensiamo ai sacrifici che fanno e a cosa guadagnano se confrontati con gli “atleti” del calcio o del basket americano!
pensiamo piuttosto agli speculatori di questi giochi che guadagnano una barca di soldi tra sponsor e diritti televisivi, mentre ai veri protagonisti rimangono solo le briciole da raccogliere avidamente per sopravvivere altri 4 anni!
parte il fatto che qualsiasi cosa oramai è business, deplorevole o no, questo è. detto che le olimpiadi, fatte di sport, non sono altro che una rappresentazione schematizzata della guerra (vedetevi un bel documentario sugli scimpanzè bonobo..sapere cosa eravamo ci fa capire cosa siamo e cosa diventeremo..), e per questo organizzate secondo un modello tribù-centrico (la nazione, ma potrebbe essere il paese o la contrada), e che sì, sono diventate show business come molte altre cose. una volta assunto questo, resta il fatto che una ciritca del genere a me sembra quantomeno superficiale ed incocludente: in fondo la cosa bella di noi uomini è che abbiamo la facoltà di discernere e prendere spunti positivi dagli eventi, che fino a prova contraria sono neutri. io personalmente ritengo lo sport qualcosa di genuino sotto l’aspetto dei valori che uno può decidere di fare propri, e le olimpiadi, lo spirito olimpico, qualcosa di bello e ideale. dopo di che dipende da me coglierne un aspetto, e farne tesoro, piuttosto che uno negativo. l’atleta che piange di fronte al suo inno nazionale a me scusate suscita sentimenti positivi, molto differenti da quelli descritti dal post di oggi. poi ogniuno è libero di vederci quello che vuole, e criticare, criticare, criticare, ma mi pare che facendo così non s’arriva mai da nessuna parte
NON SO VOI, ma per me ogni tanto c’è una buona notizia. Una bellissima: SONO FINITE LE OLIMPIADI!. L’immondo carrozzone ha chiuso. Abbiamo sentito, nell’ordine:
-L’inneffabile Petrucci, corso a Pechino con i grandi capi a difendere i suoi e i loro lautissimi stipendi, proclamare: “la politica resti fuori dallo sport.” Non si sono accorti, poverini che lo sport è stato ed è usato soprattutto dalle dittature per fini politici.
-Gli atleti, veri monaci disinteressati, proclamare che “lo sport non può risolvere i problemi della politica. Per noi è un appuntamento di tutta la vita..bla bla bla”. Loro soprattutto, partecipano disinteressatamente per puro amore della competizione. E’ pur vero che una medaglia anche negli sport minori gli cambia la vita. Promozioni, interviste, presentazioni, assunzioni e via discorrendo. Ma che c’entra?. Loro sono puri di cuore.
-Sempre gli atleti che, a medaglia guadagnata e a fine olimpiadi, dedicano le vittorie alle vittime del regime. Che schifo e che pena.
-La legione dei giornalisti e degli esperti, un numero infinito sul luogo a nostre spese, a volte in difficoltà con l’italico idioma. Vere fabbriche di scemenze. Purtroppo ce li ritroviamo nei campionati di calcio. Della serie:” se non sono scemi e ignoranti non li vogliamo”.
-Da ultimo e non per ultimo il supremo reggitore dei nostri destini, LUI, il PRESIDENTE, NAPOLITANO che, ci informavano puntualmente le cronache, telefonava al Petrucci per sapere:”come stavano gli atleti e che previsini c’erano di madaglie”. Un vero padre interessato alle italiche sorti.
-Parte del popolo bue che stava su di notte per vedere concorsi di ginnastica artistica, tuffi, tiro al piattello, canoa e cazzate varie.
Le Olimpiadi originali Greche non erano certe orientate agli sponsor.
Avevano lo scopo di mostare il valore dei soldati. Per la maggior parte infatti le discipline comprendevano esercizi che risultavano utili nelle battaglie (il giavellotto che lanciavano, per esempio, era un’arma).
In più l’educazione fisica per i greci aveva una valenza stratosferica, molto superiore allo studio teorico e in genere alle attività solo mentali.
Mi dispiace vedere che quelle olimpiadi si siano tramutate in una macchina per i soldi.
Lo spirito olimpico degli atleti veri deve restare, sono gli sponsor che se ne devono andare.
Costruire villaggi olimpici per utilizzarli 3 settimane è un altro grande esempio di consumismo sfrenato e stupido.
Io non sono contro le olimpiadi, però è vero che questa manifestazione dovrebbe unificare i popoli, ma quello che succede dimostra semplicemente l’ipocrisia del guadagno a tutti i costi (anche in vite umane).

Tutto è ormai business, business che cammina sui cadaveri, olimpiadi comprese. Anticamente in Grecia durante i giochi le guerre erano interrotte, questa tregua si chiamava Ekecheiria. Non penso di essere più informato di Voi ma alla lista dei paesi invasori e bellicosi aggiungerei la Georgia perchè è stata la Georgia ad invadere l’ Ossezia e trucidare un pò di civili. La Russia è poi intervenuta e ha schiaffeggiato l’ invasore. Il fatto che lo stesso WBusch si sia schierato a favore della Georgia dovrebbe farci riflettere.
Ci sono nuvole dense e minacciose all’ orizzonte