November 10, 2011

Posted by: tonio

Category: Casa Famiglia

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sistema politico italiano

Ma perche’nessuno dice chiaro e tondo che questo sistema politico non eìpiu’sostenibile,costa troppo,con o senza berlusconi,bisogna semplificare e fare un governo di gente che lavora e guadagna il suo stipendio e basta e se sbaglia licenziati.Il quirinale va’abolito,costa troppo ,basta una residenza normale ,non e’mica un re il presidente della repubblica,troppi camcri che zavorrano i costi.PENSIAMO A CHI NON HA LAVORO E QUESTI POLITICI PRENDONO LO STIPENDIO CHE L’ITALIA VADA MALE O NO….NON E’PIU’SOSTENIBILE CIO’,BISOGNA FALCIARE TUTTI I PRIVILEGI E SEMMAI FARE CHE CHI GOVERNA ABBIA DELLE AGEVOLAZIONI PER IL LAVORO CHE DEVE SVOLGERE,MA MAI AUTO BLU E SCORTA A CHI NON E’IN CARICA,SIAMO ASSURDI ,TROPPE SPESE E TROPPI ABUSI,
PRIMA PENSARE A CHI NON HA LAVORO E CHI NON ARRIVA A FINE MESE.ALLORA FORSE SAREMO UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA ED EUROPEI.SOLO ALLORA.
CIAO

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November 9, 2011

Posted by: Laura

Category: Casa Famiglia

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Studio Commercialista

Studio Commercialista,fornisce tutti i supporti necessari alla tenuta delle scritture contabili sia elaborandoli da supporto cartaceo presso la propria sede sia dando gli strumenti (Hardware e Software) al Cliente per l’imputazione in proprio.
Qualora il Cliente desideri elaborare in proprio la contabilità, Start Up fornisce un servizio di consulenza contabile e manutenzione del software gestionale, unitamente alla produzione ed archiviazione elettronica di tutte le dichiarazioni e stampe fiscali connesse.   Grazie alla gestione in modalità Server Farm il Cliente non dovrà preoccuparsi nè degli aggiornamenti software nè del backup dei dati.
L’assistenza viene fornita sia c/o la sede del Cliente che mediante connessione ad internet con collegamenti remoti che permettono sia la trasmissione dei dati che il controllo del digitato e la risoluzione di eventuali problemi.
Contabilità
Dalla tenuta delle scritture contabili alla predisposizione e stampa di tutti i registri, le comunicazioni e dichiarativi previsti dalla vigente normativa civilistico fiscale.
Possibilità per il nostro Cliente di avere rendiconti e prospetti comparativi periodici e di accedere via web ai propri dati contabili aggiornati.
Per la clientela dotata di proprio ufficio amministrativo possibilità  di utilizzo del nostro software per la tenuta delle scritture contabili e produzione di rendicontazioni e classificazioni predefinite e personalizzabili. Non è richiesta alcuna installazione software né implementazione hardware presso la sede del cliente. Canone di utilizzo omnicomprensivo di backup dati, manutenzione e aggiornamento software, produzione e stampa dei registri civilistico fiscali. 
Documento Programmatico sulla Sicurezza
Predisposizione e redazione personalizzata del Documento Programmatico sulla Sicurezza per il trattamento dei dati personali e sensibili a mezzo di strumenti informatici. Prima redazione completa del documento a nostra cura con successiva possibilià  da parte del cliente di poter gestire in autonomia gli aggiornamenti annuali previsti dalla norma o, se preferisce, affidare alla nostra struttura il mantenimento ed aggiornamento del DPS nei termini di legge previsti.
Privacy Documentale
Predisposizione e redazione personalizzata di tutta la modulistica necessaria per ottemperare alla normativa sul trattamento dei dati personali.
PEC
Espletamento di tutte le pratiche per la registrazione di indirizzi di Posta Elettronica Certificata. Possibilità  per il cliente di scegliere il proprio indirizzo@pec.it al costo di 25 euro comprensivo di CINQUE anni di registrazione e manutenzione indirizzo PEC
Regolamento informatico aziendale
Predisposizione e redazione personalizzata del regolamento informatico aziendale contenente , tra le altre, le indicazioni ai collaboratori sulle modalità  di utilizzo dei sistemi informatici aziendali e sulle modalità  di trattamento dei dati ai quali hanno accesso durante lo svolgimento delle proprie mansioni. 

Bonifica, ottimizzazione e protezione PC e Notebook

Interventi presso la sede del Cliente e da remoto per l’individuazione e rimozione di software dannosi e virus. Approfondite analisi ed interventi per il ripristino delle prestazioni ottimali di personal computer e notebook, recupero dati e file danneggiati, recupero spazio libero su hard disk. Ritiro hard disk da PC da rottamare o dismessi per l’eliminazione sicura dei dati a norma di legge (non è sufficiente la semplice formattazione).

Software Antivirus
Acquistiamo per i nostri clienti direttamente dai maggiori distributori nazionali ed internazionali avvalendoci, inoltre, del supporto di partner commerciali con i quali collaboriamo da più di venti anni. 
Smstartup

SMStartUp è il programma che promette di semplificare la vostra comunicazione, permettendovi di inviare, con la massima facilità e flessibilità , e-mail ed sms a più gruppi di destinatari selezionandoli con un solo “click” da un unico elenco centralizzato.

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October 8, 2011

Posted by: Gaspare Serra

Category: Casa Famiglia

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IL “PARADOSSO” DELLA FELICITA’…

ELUCUBRAZIONI ALIEATORIE E SPARSE SUL SENSO COMUNE DELLA FELICITA’…

COS’E’ LA FELICITA’?

Bernard Shaw (scrittore e drammaturgo irlandese) sosteneva che “il segreto per essere infelici è di avere il tempo di chiedersi continuamente se si è felici o no…”.
Sarà vero?
Ad ogni modo, chi di noi non si è mai posto almeno una volta nella vita l’interrogativo “ma io sono felice?”.
Se ponessimo a chiunque ci sta vicino questa semplice domanda -”sei felice?”-, stiate certi che riceveremmo pressoché sempre la stessa risposta: “forse, o meglio qualche volta…”.
Ma se a questo interrogativo aggiungessimo anche la domanda “ma cos’è per te la felicità?” ci accorgeremmo presto di ricevere non una ma tante diverse risposte quante le persone a cui ci saremmo rivolte.
Per quale ragione?
Perché la felicità è un sentimento universalmente conosciuto e perseguito ma non facile da descrivere.
Forse non c’è nulla nelle nostre vite di più soggettivo ed opinabile, vago e relativo, discutibile e surreale come il concetto stesso di “felicità”, indeterminato a tal punto che -sosteneva Immanuel Kant, che non ha certo bisogno di presentazioni…- “nonostante il desiderio di ogni uomo di raggiungerla, nessuno è in grado di determinare e dire coerentemente che cosa davvero desideri e voglia”!

Tra mille relativismi, un piccolo punto fermo è possibile apporlo alla descrizione della felicità: con tale parola non intendiamo di certo una condizione materiale, uno stato oggettivo, bensì una condizione sentimentale, uno stato d’animo positivo, di pieno benessere psico-fisico.
Se volessimo, poi, ricorrere ad altre parole per descrivere ancor meglio questo concetto, suggerirei le seguenti: la felicità è una straripante sensazione di soddisfazione totale, di “pienezza” che ci pervade l’animo e ci pone per un attimo sulla cima più elevato di un Olimpo!
La felicità -ove sperimentata- è un pò come un Kharma, forse l’unica forma di Illuminazione per davvero alla portata di tutti: uno stato -evidentemente temporaneo- nel quale l’uomo diviene imperturabile di fronte ad ogni avversità, non chiendeno più nulla alla vita nella vana convinzione di non aver bisogno più di nulla per appagare i propri desideri!
Chi è felice è una persona fieramente libera, pienamente autonoma, compiutamente realizzata!

QUANTO PUO’ DURARE LA FELICITA’?

“Davanti ad una prospettiva di felicità permanente e invariata non indietreggerebbero forse tutti, per il terrore di morire di noia?”, si chiedeva lo scrittore britannico Aldous Huxley.
Di certo nessuno potrà mai scoprirlo, poiché non esiste in alcuna forma una felicità “stabile e perpetua”.
Anzi -sosteneva Pier Paolo Pasolini- “la felicità ha sempre vita breve”: “la felicità della vita è fatta di frazioni infinitesimali: di piccole elemosine, presto dimenticate, di un bacio, di un sorriso, di uno sguardo gentile, di un complimento fatto col cuore” (Samuel Taylor Coleridge).
Se la felicità esiste per davvero -e se agli uomini è data la possibilità di viverla-, stiate certi che poc’altro nelle nostre vite appare più sfuggente di quest’effimero stato febbrile chiamato “felicità”!
Arde più di tutti esser felice soprattutto chi ha provato almeno una volta cosa voglia dire esserlo… Ma è proprio chi è stato felice ad esser consapevole più di ogni altro di come la felicità non lo accompagnerà mai abbastanza nella propria vita per appagarlo pienamente!
Se esser felici è impresa alquanto ardua, dunque, praticamente impossibile è restarci a lungo!

PERCHE’ E’ COSI’ ARDUO RAGGIUNGERE LA FELICITA’?

La ragione di tutto forse è più semplice di quanto appaia: la felicità non fa per l’uomo!
E la causa di ciò potrebbe risiedere nell’innata “contraddizione esistenziale” umana, ben descritta da Socrate nella notoria definizione di “animale sociale”.
Secondo una mia personalissima interpretazione del pensiero socratico, difatti, la natura umana è contraddistinta da due forze “uguali e contrapposte”:
1- l’”animalità”, qualità che si ricollega alla natura istintiva, primordiale, emotiva, irrazionale dell’uomo (alla tendenza innata a seguire ciecamente i propri istinti e desideri…);
2- e la “socialità”, qualità che si ricollega alla sua natura razionale, ragionevole, “cogitante” (alla spinta ad uniformarsi ai propri doveri sociali, dettati dalle ragioni di una necessaria convivenza con i propri simili…).
Proprio nella perenne contrapposizione tra queste due “spinte interiori” dell’uomo si può rintracciare il principale ostacolo incontrato nella via verso la felicità!

Cosa concretamente ci impedisce, quindi, d’esser felici?
A farlo sono i “condizionamenti esterni” (legati al mondo delle persone “giudicanti” che ci circonda), i quali ci rendono impossibile essere pienamente “noi stessi”, realizzare compiutamente i nostri più naturali istinti (così finendo col mortificare o spegnere sul nascere i nostri più primordiali desideri).
Ciò spinge gli uomini, piuttosto che a realizzare se stessi, a realizzare i desideri che “gli altri” esprimono su di loro, regolando le proprie scelte sulla base delle aspettative altrui.
Tutti ricerchiamo la felicità, ma il più delle volte finiamo con l’inseguire “target di felicità” a noi inculcati, a cui siamo stati ben allenati, educati, esortati con sapiente maestria fin dai primi anni dell’infanzia.
L’ideale di felicità, così, finisce con l’assomigliare più ad un “pacchetto pubblicitario” preconfezionati dalla società a perfetto uso e consumo di ogni consumatore!

L’affermazione universale di una cultura “consumista ed iper-capitalista”, poi, ha finito col creare una “religione laica interclassista” fondata su un unico dogma: quello per cui l’aumento della ricchezza sia sufficiente a garantire un proporzionale aumento della felicità (o quantomeno a non provocarne la diminuzione).
Una religione il cui straordinario successo è pari solo alla propria assiomatica “velleità”: quella di credere l’uomo un perfetto consumatore e non anche un essere dotato di sentimenti e capace di emozionarsi!
Fondare la felicità sulla ricchezza equivale a costruire un enorme castello di sabbia: come credere che la misura della felicità di un uomo possa dipendere dalla capienza del suo portafoglio?
Come immaginare che la felicità possa essere un bene misurabile con unità di misura economiche quali il Pil, il reddito pro-capite o le rendite di capitale?!
La vera natura umana -diversamente da un comune bancomat!- si nutre non solo di bisogni materiali ma anche di bisogni squisitamente emozionali!
La ricchezza, dunque, può apportare certamente benessere all’uomo modermo ma non offre alcuna “garanzia di felicità”.
“La felicità interna lorda è molto più importante del prodotto interno lordo”, ha recentemente sostenuto sul Financial Times il re del piccolo stato del Bhutan, Jigme Singye Wangchuck.
Come dargli torto?…

Non solo non esiste alcuna equazione matematica del tipo “+ricchezza = +felicità” ma, almeno stando a Richard Easterlin (professore di economia all’Università della California e membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze), vi sarebbe tra tali due termini una relazione inversa.
Secondo il cd. “Paradosso della felicità” (elaborato proprio da Easterlin nel 1974) la felicità delle persone dipende molto poco dalle variazioni di reddito e ricchezza che si riscontrano nel corso delle loro esistenze.
Anzi alcune ricerche avrebbero dimostrato come, quando aumenta il reddito (e quindi il benessere economico), la felicità umana aumenta fino ad un certo punto, per poi cominciare a diminuire, seguendo una curva ad U rovesciata!
Può la scienza matematica porsi come oggetto di studio quanto di meno oggettivo e concreto vi sia, quale uno stato d’animo?
A parte ogni legittima perplessità in merito, un dato empirico è comunque facilmente verificabile: inseguire i soldi, il benessere, la fama, il successo o il potere ritenendo che “solo” il loro raggiungimento sbarri le porte della felicità vuol dire condannarsi ad essere infelici: le ansie, le paure di fallire e il senso di inadeguatezza che inevitabilmente seguiranno non faranno che allontanarci sempre di più dal nostro desiderato traguardo!
“Non è quanto si possiede, ma quanto si assapora a fare la felicità” (Chareles Spurgeon, predicatore battista britannico).

Se la “socialità”, quindi, è il primo ostacolo alla nostra felicità, allo stesso tempo non è dato all’uomo altra via che ricercare la felicità in comunione con i propri simili: la felicità, infatti, è l’unico bene che si moltiplica -piuttosto che ridursi- condividendolo con gli altri!
Il paradosso conclusivo cui giungiamo, allora, è che:
- se, da un lato, l’unico uomo in grado di raggiungere una piena e perpetua felicità sarebbe l’uomo “unico” (nel senso di solo sulla faccia della Terra);
- dall’altro lato, un uomo solo, anche se felice, sarebbe condannato all’infelicità!

Per questo non possiamo che riporporre il nostro interrogativo iniziale: ma la felicità è davvero alla portata degli uomini?
La risposta la lascio ad ognuno di voi, ricordando qui chi una risposta se l’è di certo data: “c’è un unico errore innato, ed è quello di credere che noi esistiamo per esser felici…” (Arthur Schopenhauer).

COME TENTARE DI ESSER FELICI?

“Non esiste una strada verso la felicità. La felicità è la strada!” (Buddha)
Certamente non esiste “una” via per la felicità -o, quantomeno, se estiste la sconosco!-.
Piuttosto credo che di vie ne esistano almeno 7 miliardi, una per ogni abitanti di questo nostro Pianeta!
Dipende da ognuno di noi trovare la propria strada verso la felicità -e, una volta individuata, percorrerla fino in fondo!-.

Quale consiglio offrire, allora, ai lettori?

1- Siate il più possibile voi stessi!
“La felicità non è sempre e tutta opera del caso”, scriveva Baltasar Gracián (filosofo spagnolo).
Allora ingegnatevi per esser felici!
Rompete le “dighe sociali” costruiteci intorno fin da bambini per frenare i nostri impulsi!
Smettetela di recitare come burattini su di un palco su cui ci è ritrovati senza aver nemmeno partecipato ad alcun provino!
Divenite protagonisti -non più figuranti…- della vostra esistenza!
Riappropriatevi di voi stessi e della vostra autostima!
Cominciate a costruire la vita con le vostre mani!
Fate vostro l’appello di Friedrich Nietzsche (altro grande pensatore che non abbisogna di presentazioni…): “diventa ciò che sei!”.

2- Circondatevi di persone meritevoli del vostro affetto!
La felicità si gusta meglio se condivisa e dipende, più che da ciò che ci sta attorno, da ciò che abbiamo dentro!
Del resto -diceva il filosofo americano Elbert Hubbard- “si può sopportare il dolore da soli, ma ci vogliono due persone per provare gioia”…

3- Prima ancora di essere felici, sentitevi felici!
“Ad alcuni per essere felici manca soltanto la felicità” (Stanislaw Jerzy Lec, scrittore polacco).
La felicità è un modo di vedere, dunque per cominciare ad esser felice occorre anzitutto guardare nella giusta prospettiva!
Felicità non è inseguire sogni ed aspettative ma, al contrario, godere pienamente dell’oggi!
La felicità non è uno stato a cui arrivare ma un modo di viaggiare: non un traguardo ma un cammino, la cui ricerca è il miglior modo di onorare la nostra esistenza…

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Gaspare Serra

Blog “PANTA REI”:

http://gaspareserra.blogspot.com

Pagine facebook “ARMONIA E LIBERTA’”:
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September 16, 2011

Posted by: Marco Alteri

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I poster

I poster un tempo erano un accessorio utilizzato solo ed esclusivamente dai ragazzi più giovani per rendere più belle le loro camerette e personalizzarle in modo intenso. Negli ultimi anni però i poster sono diventati un complemento di arredo di grande tendenza ideale per arredare con gusto ogni ambiente della casa e per renderlo molto più moderno.

Oggi è inoltre possibile trasformare in un poster tutte le nostre più belle fotografie e creare così dei poster davvero unici al mondo che sono perfetti anche come regali per le più disparate occasioni. I poster possono essere sfruttati come regali di Natale sia per i parenti che per gli amici. Per gli amici vi consigliamo di realizzare un unico poster uguale per tutti in cui far stampare la più bella immagine di gruppo scattata negli ultimi tempi oppure la più vecchia immagine di gruppo che possedete per far rivivere durante le festività anche i ricordi più intensi. Per i parenti invece vi consigliamo di scegliere un’immagine diversa per ognuno in modo da creare dei regali davvero molto originali e con emozioni profonde che ognuno vivrà come qualcosa di assolutamente eccezionale.

I poster possono essere sfruttati poi anche come regali di anniversario. In questo caso vi consigliamo di scegliere un foto collage su poster, un collage capace di racchiudere in sé tutti i momenti più belli della vostra storia d’amore dai primi giorni sino ad oggi. Vedrete che con un regalo così bello non potrete che fare colpo su tutte le persone che amate. Ovviamente i poster sono un regalo perfetto anche da fare a se stessi, un piccolo pensiero ideale per dare nuova vita alla propria abitazione. Scegliete di rinnovare la vostra casa proprio sotto le feste natalizie offrendovi questo piccolo dono, i vostri ospiti non potranno che rimanerne stupefatti.

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August 2, 2011

Posted by: prozak

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“La finestra sul mare” il primo film italiano sull’eutanasia

La finestra sul mare”, è il primo film italiano (in questo caso un corto) che tratta il tema dell’eutanasia.Girato interamente sulla costa jonica del nord-est della Calabria, con un cast quasi interamente autoctono, ha già ricevuto l’approvazione dal Partito Radicale Transnazionale italiano e dell’ Associazione Luca Coscioni,e, naturalmente, il veto della chiesa cattolica apostolica romana, preoccupata com’è che la ragione prevalga sulla fede.
Sarà per questo, forse, che la produzione DMK Dreamwork Entertainment Italia,ha deciso di alleggerirela sceneggiatura (ideata da Mauro Cerminara e Aaron Ross), oltre che di livellare la forza della critica razionalista e di abbassare lospirito innovativo di un’opera che come tale poteva restare integra. Un particolare, questo, che non fa onore a nessuno,tanto meno ad un film che in molte nazioni al mondo sarebbe considerato considerato “d’interesse nazionale” Il film è stato prodotto da ” DMK Dreamwork Entertainment Italia” patrocinato dall’ “Associazione LUCA COSCIONI” è stato realizzato con un budget ridottissimo ottenuto in gran parte grazie all’autotassazione dei membri della troupe, da alcune aziende private e dall’impegno dei produttori Mauro Cerminara e Francesco Garasto,che si sono battuti contro tutto e tutti pur di realizzare questa produzione, i quali tengono a precisare lo scarso interesse delle istituzioni (Calabresi) sia pubbliche che private ,ad aiutare la produzione nella realizzazione di un film che mostra una problematica sociale attuale, vedendosi negare ogni sorta richiesta.
La cosa che ci fa rabbia dicono, è che vediamo finanziati progetti assurdi e senza senso, a volte di gente che col territorio non cerntra nulla, e si nega ad una produzione interamente Calabrese ,dalla regia alle musiche, dagi attori alle maestranze, qualsiasi tipo di aiuto non solo economico. Speriamo che dopo questo film le cose cambino, visto il notevole interesse che sta suscitando, anchè perchè è nostra intenzione iniziare al più presto il lungometraggio, tant’è che già siamo al
lavoro sulla sceneggiatura, che verra leggermente modificata inserendo fatti di cronaca reali e soprattutto non modificheremo nulla, anche rischiando di non poterlo distribure con i canali tradizionali, cercheremo metodi alternativi Purtroppo con le poche risorse a nostra disposizione è stato molto difficile relizzare questo progetto,
anche se abbiamo fatto l’impossibile per farlo al meglio con i pochi mezzi a nostra disposizione in questo film abbiamo adottato alcune scelte stiliste di forte impatto,soprattutto nella fotografia come i toni di diverso colore del caso di Alex, e nell’ audio come quella diinserire dei disturbi nelle traccie , per dar modo allo spettatore non di guardare un film, ma di sentire una storia , una stora che, anche se di fatasia potrebbe rappresentare la realtà.

La trama:
La storia nata da un idea di Mauro Cerminara, narra la vicenda di ALEX giovane calciatore di talento,la cui vita viene sconvolta da un incidente automobilistico, che lo costringe immobile a letto spezzando tutti i suoi sogni. Da quel giorno per Alex inizia una nuova vita, una vita che non accetta, e dagli spazi immensi dei campi di calcio si ritrova chiuso in una stanza dove il suo unico svago consiste nel sognare di viaggiare per il mondo attraverso “La finestra sul mare” della sua stanza. Inizia così a farsi largo dentro la sua mente quel processo interiore che nessuna cronaca riuscirà mai a farci capire, e che si traduce in una frase per i più terrorizzante: Così un giorno decide che è arrivato il momento di aver coraggio, e di chiedere di metter fine alla propria esistenza,questa sua decisione scatena aspri conflitti con le persone a lui care, in particolare col suo migliore amico DENIS noto Dj radiofonico, che in tutti i modi cerca di convincerlo che vale la pena continuare a vivere comunque, e che questa sua idea non farà altro che fargli ancora più male, visto che non vi sono leggi che trattano l’argomento. Da qui colpi di scena e gesti eclatanti accompagneranno i protagonisti della storia.
Di rilevante il film, oltre alla trama già citata, ha un cast che, come precisato, si compone di molti attori, alcuni di fama nazionale Alessandro Pess, Mauro Cerminara entrambi calabresi ed altri meno noti, Chiara Pavon Alessandra Nardo, Pierluigi Ortiero, Mario Pennacchietti. Come consuetudine molti attori sono non professionisti come Giuseppe iacobino,Nicola rovito,Rocco Santoro,
Giusy Maricolo,Domenico Liguori,Caterina Di Dio Ecc.
Le musiche sono state compostre dal maestro Gino Accardo e da Francesco Garasto ingegnere del suono che ha curato anche il suono del fiml assieme al fonico Rocco Santoro,la fotografia è stata affidata ad Ernesto Boccut mentre gli operatori sono Nicola Rovito e Domenico Liguori. Un gran bel film che merita di essere visto.

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July 13, 2011

Posted by: TravelToDentist

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Turismo dentale

Hai bisogno delle cure dentali ma non sai sicuramente se vale la pena di fare un turismo dentale? 

Il Turismo dentale in Moldavia turismo dentale è un nuovo fenomeno nel mondo quando gli uomini vanno all’estero per trattarsi i denti a prezzo più basso e con migliore qualità.

Nonostante il fatto che i dentisti italiani sono professionisti e le cure dentali sono di ottima qualità, purtroppo il prezzo da pagare dai pacienti e spaventoso.

Anche se un italiano (con uno stipendio medio) tanto vorrebbe mettersi impianti dentali o magari una protesi a base di impianti, non potrebbe permettersi mai di pagare tali prezzi. Ecco la causa principale per la quale il turismo dentale fiorisce di più ogni anno e i studi dentistici italiani si lamentano a causa delle scarse visite dei pacienti. Solo dall’Italia nel 2010, sono partiti attorno a 20.000 di pacienti per fare cure dentali all’estero. Dunque, con il turismo dentale puoi avere denti nella bocca e rimanere con i soldi nelle tasche. Ma non in tutti i casi si può risparmiare …

Per quali servizi odontoiatrici non vale la pena di fare un turismo dentale?

Prima di tutto, si deve tener conto del tempo e del numero di visite necessarie per le cure specifiche dentali, perché, a volte, le spese del viaggio possono superare i potenziali risparmi, ma in questo caso,  perderebbe il suo significato.

Non vale la pena di fare un turismo dentale solo per apparecchi ortodontici che richiedono frequenti aggiustamenti, o per una singola otturazione dentale.

Ma quando hai bisogno di complesse procedure dentarie come restauro bocca piena (ricostruzione), impianti dentali, protesi dentarie (protesi), corone e ponti, odontoiatria estetica, chirurgia della mascella, rialzo del seno il turismo dentale potrebbe risparmiarti migliaia. Allo stesso modo, sarebbe una buona idea per visitare un dentista per lo sbiancamento dei denti o per una rapida pulizia professionale dei denti, nel caso che siete in un viaggio di lavoro o ad una conferenza scientifica in un paese dove si fa il turismo dentale

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July 13, 2011

Posted by: antonia

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liberta di vivere

italia la culla dell’arte,conosciuta in tutto il mondo,ed io un’artista,devo vendere la mia casa per poter sopravvivere.Ho lavorato in America e in sud america ,ricevendo tante gratificazioni,ma solo in italia faccio la fame,non voglio neanche più parlare di questo paese,tutti ci stiamo rendendo conto del degrado sociale ,morale etc,voglio solo andare via e ritrovare la mia dignità,non essere considerata una fallita,solo perchè non ho un lavoro fisso,e non avrò pensione.Lasciamo questo paese agli imbroglioni,disonesti,corrotti,ai teledipendenti,e ai ricchi che se la spassano.Addio Italia

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July 2, 2011

Posted by: Travel To Dentist

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i Dentisti

Spesse volte i dentisti italiani (e non solo) ricorrono alle bugie per attrarre più clienti alla loro clinica.
Forse hai sentito dei casi nei quali il dentista ha promesso una cosa e ha fatto un’altra; o forse ha fatto un preventivo e poi, dopo il trattamento i soldi da pagare si erano aumentati ecc.

In questo articolo analizzeremo 5 bugie maggiore sentite al dentista italiano, e tu potresti evitare di essere ingannato nello studio dentistico (se conosci altri casi puoi lasciare commenti).

1. Il dentista ti mente del prezzo per il trattamento dentale.

Il prezzo per il trattamento è la prima cosa che interessa al paciente, perché non tutti gli italiani possono permettersi un trattamento dentale serio a prezzo molto alto e cercano studi dentistici secondo le loro tasche.

È noto il fatto che i prezzi sono molto diversi dal dentista al dentista, da città a città, da Paese a Paese. In Italia per esempio, i prezzi negli studi odontoiatrici a Nord sono molto alti rispetto Sud. Per questo motivo (che in altri studi dentistici i prezzi sono meno alti) i dentisti inventano diversi motivi per non perdere i loro pacienti i quali li intrattengono e li arricchiscono.

Per esempio, in alcuni studi odontoiatrici si fa così con gli impianti dentali:
Qualche anno fa, la carriera dei dentisti italiani era di più in crescita, così detta ,,età d’oro”. Ogni anno aumentavano i studi odontoiatrici inanzitutto non mancavano ai dentisti italiani i pacienti i quali si curavano i denti a prezzi altissimi.

Una volta con la crisi economica negli anni 2000, i dentisti italiani hanno sentito molto una diminuzione in crescita dei pacienti perché i servici odontoiatrici erano costosi mentre le tasche dei pacienti a mezza vuote, non li permettevano già a tutti delle cure dentale piuttosto compliccate.
Un studio fatto nel 2010 su l’odontoiatria italiana ha dimostrato che 30% dei pacienti sono di meno che negli anni precedenti.
Secondo ANDI (associazione nazionale dei dentisti italiani) il 30 % dei dentisti italiani pensano di rottamare lo studio dentistico. Gli altri dentisti, per mantenere la loro carriera e i loro pacienti hanno intrapreso diverse strategie.

Dunque, il 73% si hanno proposto di investire più soldi negli studi odontoiatrici e nelle gamme delle cure da proporre ai pacienti, i 63,9% hanno cominciato di lavorare di più sulla qualità ed efficienza del lavoro dentistico, il 35% dei dentisti italiani hanno pensato alla collaborazione con gli altri dentisti, il 16 % ha cominciato di collaborare con le cliniche di stato e solo il 17,4 % hanno rievaluato le loro tariffe e li hanno abbassato.

Secondo quest’indagine, si può osservare che solo pochi dentisti italiani hanno capito la causa principale per la quale diminuisce il numero dei pacienti cioè il prezzo alto, e solo qualche percenti dei dentisti italiani hanno abbassato il prezzo.

Ma i dentisti dall’estero, hanno capito come si può di approffittare di tale situazione. Loro propongono ai italiani di farsi le cure nelle loro cliniche dentistiche dove i prezzi per le cure dentali sono molto di meno che in Italia. Il numero dei italiani che decidono di fare turismo dentale aumenta di più ogni anno. Secondo Gianfranco Prada, il presidente dell’Associazione Nazionale dei Dentisti Italiani, già nell’anno 2010, più di 20.000 pacienti italiani si hanno curato i denti all’estero.

Questo fenomeno disturba molto i dentisti italiani e loro fanno di più affermazioni sui casi delle cure insoddisfatte all’estero. Ma, se lo spavento rimarrà l’unico metodo di mantenimento dei pacienti, allora ci permettiamo di presupporre che attorno all’2015 mezza dei dentisti italiani dovranno finire la loro attività. Rimaranno solo quei dentisti italiani i quali forniranno servizi urgenti e altri come otturazioni, apparecchi i quali necessitano visite spesse al dentista i quali e meglio di trattarli nelle cliniche locale. Invece, le cure più complicate: impianti dentali, realzo del seno mascellare, protesi dentali ecc. saranno più spesso curate nelle cliniche estere.

Potete aspettare anche qualche anno finché i dentisti italiani abbasseranno i prezzi per servizi odontoiatrici, o potete beneficiare di servizi dentistici a prezzi convenienti anche ora

abbassano il prezzo per la vite e aumentano il prezzo per moncone o per la corona (forse tu non sapevi che i dentisti italiani quando dicono ,,impianto dentale,, vogliono dire ,,la vite di quell’impianto,, e non anche il moncone e la corona).

2. La qualità cresce una volta con il prezzo.

Si dice che un buon lavoro è solo quel costoso, nel senso che se in un altro paese, (o in altra città, o ad altro dentista) il prezzo è molto basso rispetto Italia, significa che la qualità del trattamento dentale è bassa J)) – bugie! Non credete tali dentisti, loro vogliono guadagnare su di te.

Alcuni dentisti potrebbero proponerti le corone di porcellana pressata (priva di metallo) dicendo che se costano molto allora sono migliore (nascondono il fatto che le corone in porcellana non sono abbastanza forti per le mascelle), sulle mascelle sarebbe meglio infatti, di mettere una corona in metallo-ceramica, quali sono più resistente.

3. L’essperienza è uguale agli anni lavorati.

È errato attrarre attenzione all’età del dentista perché non si sa in realtà che essperienza di lavoro ha e neanche il suo successo. Potrebbe essere un dentista giovane, ma con tantissimi pacienti contenti del trattamento, invece, potrebbe essere un dentista vecchio e non conosce le nuove tecnologie di trattamento, altri sono troppo sicuri su se stessi e non sono così attenti. Alcuni dentisti, per guadagnare la tua fiducia, aggiungono qualche anni d’essperienza proffessionale.

Infatti l’essperienza non si misura negli anni lavorati in odontoiatria o nell’età del dentista, ma nel numero dei pacienti trattati con successo.

4. Non è importante nel quale laboratore si prepara la protesi o la corona.

Il dentista potrebbe essere molto buono, ma se la protesi dentale non si fa sotto la sua direzione allora il tuo trattamento potrebbe fallire.

Pensi che la tua protesi dentale si fa in uno studio locale? Sbagli. Oggi, più spesso i dentisti italiani mandano le impronte dei pacienti all’estero, per esempio in Cina (hai fiducia nei denti fatti in Cina? Io no).

5. Lo sbiancamento dentale non è dannoso.

Ciascuno di noi ha il colore specifico dei denti. Alcuni li hanno bianchi, gli altri li hanno un po gialli, questo dipende dai diversi fattori.

Un buon dentista ti dirà se è bene o no di fare lo sbiancamento e tu deciderai, ma più spesso succede di incoraggiarti di fare un tale trattamento. In realtà, lo sbiancamento dentale porta risultati migliori solo esteticamente ma per la sanità dentale non è consigliato. I sostanzi chimici usati per lo sbiancamento rovinano lo smalto dentale e i denti diventano più sensibili al cibo e bevande.

Oltre a questo, ogni dentista sa che lo sbiancamento dentale ha effetto ,,dei narcotici,, cioè una volta che si fa lo sbiancamento dentale, il paciente dovrà venire ancora e ancora farelo perché l’effetto dello sbiancamento sparisce col tempo.

Una volta con lo sviluppo del turismo dentale, i dentisti italiani hanno cominciato di fare di più affermazioni false solo per mantenere i loro pacienti.

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June 22, 2011

Posted by: Gaspare Serra

Category: Casa Famiglia

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BYE BYE, Berlusconi!

UN PAESE NON PIU’ “AD PERSONAM”!

Legittimi impedimenti? Prescrizioni brevi? Processi brevi (o “morti”)? Bavagli sulle intercettazioni? Lodi (e lodini…)? Decreti interpretativi? Depenalizzazioni di reati finanziari? Proposte di reintroduzione di immunità parlamentari???

BASTA!
IL “REGICIDIO” SI E’ COMPIUTO!

Dopo il clamoroso esito del referendum sul “legittimo impedimento” (con cui anche gran parte dell’elettorato del centrodestra ha pubblicamente sconfessato la politica giudiziaria del Premier) l’Italia si è riscoperta un paese “non più a disposizione” dei servigi del re: non più disponibile a ingerire “bocconi amari” (l’”ipergarantismo” e la tendenza a “farla franca” di certi politici…) spacciati come dosi di vitale garantismo!
Forse è finalmente arrivato il tempo per il nostro Paese di risvegliarsi dal “coma” di 17 anni di nevrotico e inconcludente “berlusconismo”, per ricominciare a pensare ai problemi reali degli Italiani con la logica del “Noi” (e non più del “Capo”, impudicamente presentato dai suoi uomini più fedeli come un “sovrano illuminato”!).

Il 12/13 giugno quasi 27 MILIONI DI ITALIANI, cittadini di sinistra esattamente come di destra, HANNO BOCCIATO SENZA APPELLO L’ENNESIMA LEGGINA “SALVA PREMIER”, ideata nel 2010 dagli avvocati del Presidente per evitargli di comparire nelle udienze dei processi Mediaset e Mills (e già stravolta, a dir il vero, da una sentenza della Consulta -la n.23 del 2011- che ne ha dichiarato la parziale incostituzionalità, nella misura in cui rendeva automotico l’impedimento attestato da una semplice certificazione della Presidenza del Consiglio senza che i giudici ne potessero vagliare la reale sussistenza!).

Il messaggio politico più generale emerso dalle urne è di tutta evidenza.
GLI ELETTORI (quelli veri, non quelli “finti” dei sondaggi!) HANNO DETTO a chiare lettere:

1- NO ALLE LEGGI “AD PERSONAM” (O “NORME DEL PRIVILEGIO”), ad una politica “autoreferenziale” al servizio dei privilegi di pochi eletti piuttosto che dei problemi reali dei cittadini!

2- NO ALLO SVILIMENTO DEL PRINCIPIO PER CUI LA LEGGE E’ “UGUALE PER TUTTI” (art. 3 della Costituzione), perpetrato per il tramite di provvedimenti legislativi miranti a minare proprio le fondamenta del principio di eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge, introducendo inammissibili “zone franche” in favore della “Casta”!

3- e NO A PROGETTI DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA:
I- “PUNITIVI” NEI CONFRONTI DELLA MAGISTRATURA, un potere dello Stato la cui autonomia e indipendenza va salvaguardata a garanzia dello Stato di Diritto;
II- e UN “COLPO DI SPUGNA” ALLA LEGALITA’, ostacolando il perseguimento dei reati dei cd. “colletti bianchi” (quelli finanziari e contro la Pubblica Amministrazione).

L’unica riforma della Giustizia che i cittadini attendono da troppo tempo invano, semmai, è quella volta a sburocratizzare e snellire il Sistema Giustizia, per render più semplice ed efficace sia il perseguimento dei reati che la celerità dei processi “di tutti”, garandento il loro utile compimento (non la loro “prescrizione”!).

Un altro dato, poi, mi sembra tratto: UN PREMIER “delegittimato” dai cittadini, “sotto processo” permanente e IN APERTO CONFLITTO CON LA MAGISTRATURA NON APPARE più agli occhi degli Italiani come LA PERSONA PIU’ GIUSTA e credibile PER METTER MANO AD UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA!
Del resto, il fatto che proprio il Cavaliere, dopo 17 anni di promesse, non sia stato capace di realizzare una sola riforma della Giustizia che non sia stata funzionale solo ai propri problemi giudiziari è la riprova migliore che il principale impedimento a qualsiasi seria riforma in materia è rappresentato proprio dal protagonismo politico di Silvio Berlusconi!

Il giorno in cui “l’uomo di Arcore” si farà da parte forse tutti gli Italiani potranno finalmente scrollarsi di dosso almeno le grane giudiziarie del Presidente e sarà possibile -chiunque governi questo Paese- ragionare in maniera serena, costruttiva e “de-ideologizzata” su come riformare la Giustizia…

LE “10″ PORCATE DEL PRESIDENTE…
…PIU’ LE “3″ PORCHETTE IN ARRIVO!

Il giorno in cui la pagina di storia dell’uomo più potente dell’Italia contemporanea, Silvio Berlusconi, potrà dirsi definitivamente “chiusa”, archiviata, appare a molti sempre più vicino (se non altro per non molto rinviabili “limiti d’età”…).
Quello sarà il momento migliore per trarre un bilancio complessivo del “ventennio” berlusconiano (l’ennesimo che la storia d’Italia ci lascerà in eredità…).

Quel che già appare di tutta evidenza, in ogni caso, è che sui libri di storia la figura del Cavaliere sarà presentata quale quella di un leader carismatico che è riuscito in un’impresa in cui molti altri grandi della storia hanno fallito: far convinta gran parte della propria gente che i problemi “personali” del Presidente meritassero un’attenzione prioritaria da parte della classe politica rispetto ai problemi reali dei cittadini!

Il “legittimo impedimento” appena abrogato, difatti, costituisce solo l’ultimo di una lunga serie di leggi “ad personam” varate dalla maggioranza facente capo a Silvio Berlusconi dal 1994 ad oggi.
Il giornalista Marco Travaglio lo scorso 12 marzo, dalle pagine de “Il Fatto Quotidiano”, ha enunciato ben “37″ provvedimenti ad personam (o, addirittura, “ad aziendam”!) di cui il Premier, una delle sue aziende o alcuni suoi stretti collaboratori si sono giovati personalmente!
Rimanendo al solo settore della giustizia, può essere qui utile ricordare qualche “antenato diretto” del legittimo impedimento:

1- Il decreto Biondi del 1994 (cd. “decreto salvaladri”) vietò la custodia cautelare in carcere per i reati contro la Pubblica amministrazione e quelli finanziari (comprese la corruzione e la concussione).
Ciò mentre alcuni ufficiali della Guardia di Finanza confessavano di essere stati corrotti da quattro società del gruppo Fininvest e stavano per partire le prime richieste d’arresto per i manager del gruppo!
Effetto collaterale di questa operazione “salva amici”, però, fu anche la scarcerazione immediata di ben 2.764 detenuti (dei quali 350 colletti bianchi coinvolti in Tangentopoli!).
Solo le proteste della Lega e di An costrinsero Berlusconi a fare un passo indietro, lasciando decadere il “decreto vergogna” in Parlamento…

2- La legge sulle rogatorie internazionali (n. 367/2001) limitò l’utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria (stabilendo l’inutilizzabilità di tutti gli atti trasmessi da giudici stranieri che non fossero in originale o autenticati, che fossero giunti via fax, via mail, brevi manu o in fotocopia o che presentassero qualsiasi “vizio di forma”).
L’effetto atteso fu quello di cancellare le prove giunte dall’estero ai magistrati italiani della corruzione dei giudici romani da parte di Previti (i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Cesare Previti e Renato Squillante, al centro del processo “Sme-Ariosto 1″).
Fortunatamente, però, si scoprirà che la legge contraddiceva tutte le convenzioni internazionali ratificate dall’Italia e le prassi seguite da decenni in tutta Europa, così rimase disapplicata…

3- La legge sul falso in bilancio (n.61 del 2001) rese tremendamente più difficile il perseguimento del reato in questione (abbassando sia le pene previste che i tempi di prescrizione, rendendo il reato perseguibile solo a querela del socio o del creditore per le società non quotate, depenalizzando alcune fattispecie di reato e fissando amplissime soglie di “non punibilità”).
Conseguenza immediata fu l’assoluzione di Berlusconi nei 5 processi che lo vedevano imputato, casualmente proprio in quanto mancava la querela dell’azionista o i falsi non superavano le soglie di non punibilità o il reato risultava estinto grazie alla nuova “prescrizione lampo”!

4- La mancata ratifica del trattato sul “mandato di cattura europeo” nel 2001 rese l’Italia l’unico fra i paesi dell’Unione a rifiutarne il recepimento, ma guarda caso solo relativamente ai reati finanziari e contro la Pubblica amministrazione (la norma verrà recepita soltanto nel 2004).
Sarà stato un caso che il Premier, proprio in quel periodo, temeva di essere arrestato dai giudici spagnoli nell’ambito dell’inchiesta “Telecinco”?!

5- La Legge Cirami sul “legittimo sospetto” (n.248 del 2002) introdusse nell’ordinamento italiano, quale causa di ricusazione e trasferimento del processo, il legittimo sospetto sull’imparzialità del giudice.
La norma, così, venne immediatamente invocata sistematicamente dagli avvocati di Berlusconi e Previti nei processi in corso (dei quali venne chiesto lo spostamento a Brescia in quanto il tribunale di Milano era accusato di essere viziato da un’inguaribile prevenzione contro di loro!).
La Cassazione, però, nel gennaio 2003 respinse la richiesta, giudicando il tribunale di Milano “sereno e imparziale”…

6- Il “lodo Schifani” (legge n.140 del 2003) fu il primo tentativo di risolvere le grane giudiziarie del Premier “a monte”, rendendolo “immune” dai processi introducendo la sospensione “sine die” dei processi per le cinque più altre cariche dello Stato.
Stavolta sarà la Consulta, però, a vanificare i “cavilli legislativi” degli avvocati del Premier, dichiarando l’incostituzionalità della norma (con sentenza n. 13 del 2004)…

7- La legge “ex Cirielli” (n. 251 del 2005) introdusse una riduzione dei termini di prescrizione per gli incensurati e trasformò in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni.
L’effetto desiderato fu quello di evitare il carcere a Previti (anche Berlusconi, poi, stava per compiere 70 anni…) e di consentire l’estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi in corso (“Lodo Mondadori”, “Lentini” e “Diritti tv Mediaset”).
L’effetto collaterale della norma, purtroppo, fu quello di portare il numero dei reati prescritti ogni anno da 100 a “150 mila”!

8- La legge Pecorella (n. 46 del 2006) introdusse l’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento di I grado da parte del pm.
La “ratio legis” era di chiara evidenza: salvato dalla prescrizione nel processo Sme in I grado solo grazie alle attenuanti generiche, Berlusconi temeva che in appello le stesse gli venissero revocate!
Quale modo migliore per evitare il rischio che impedire l’appello?!
Spetterà nuovamente alla Corte Costituzionale il compito di dichiararne la parziale incostituzionalità (con sentenza n.26 del 2007)…

9- Il lodo Alfano (legge n.124 del 2008), riproponendo sostanzialmente il vecchio lodo Schifani, ha previsto la sospensione “sine die” dei processi penali per le più alte cariche dello Stato.
Immediata conseguenza fu la sospensione dello svolgimento del processo Mills a carico del Premier proprio alla vigilia della sentenza!
Paradossalmente, così, i giudici poterono giudicare (e condannare in I grado come in appello) il corrotto, l’avvocato inglese Davis Mills, senza alcuna possibilità di giudicare il corruttore!
Per l’ennesima volta sarà la Consulta, con sentenza n.262 del 2009, a dichiarare l’illegittimità costituzionale della legge (e, con essa, l’”assoluta incapacità” degli avvocati-parlamentari del Premier di scrivere norme, oltre che “a misura d’imputato”, anche “a misura di Costituzione”!).

10- Il decimo noto provvedimento “ad personam” del ventennio berlusconiano è stato, come detto, l’ormai abrogato “legittimo impedimento” (ex legge n.51 del 2010)…

Il resto è mera attualità parlamentare, ossia ripetuti tentativi posti in essere dalla maggioranza di “mettere in cantiere” ulteriori provvedimenti utili per “mettere una pezza” ai guai giudiziari del Premier:
1- il d.d.l. sul “bavaglio alle intercettazioni”;
2- il d.d.l. sul cd. “processo breve”, che prevederebbe per l’imputato incensurato una durata massima del processo a suo carico di sei anni (ovviamente la norma si applicherebbe anche ai processi di primo grado in corso, quanto basta per consentire anche a Berlusconi di beneficiarne nei suoi processi!);
3- e il progetto di “lodo Alfano-bis” con legge costituzionale!

Possiamo dirci sicuri, allora, che questo “infinito conflitto” tra gli interessi personali del Cavaliere e quelli generali del Paese possa davvero dirsi qui concluso?!

UN IMPUTATO NON PIU’ “IMPEDITO”!

Bocciata dai cittadini la politica delle “leggi ad personam”, una sola strada resta percorribile per il Presidente del Consiglio: accettare “sommessamente”, come qualsiasi altro comune cittadino, il giudizio della Magistratura…

In realtà, dovrebbe essere ovvio in un paese “normale”, civile, che chiunque rivesta cariche pubbliche non invochi mai “impedimenti di sorta” a farsi processare…
L’unico “privilegio” di cui questi potrebbe godere, semmai, dovrebbe essere quello di fruire di una “corsia giudiziaria preferenziale” che gli consenta di essere giudicato più celermente di ogni altro cittadino!
Un privilegio che sarebbe opportuno prevedere:
- non tanto a tutela dell’imputato (di per sé uguale ad ogni altro cittadino…)
- quanto a tutela dell’interesse pubblico alla “trasparenza e legalità” (del diritto dell’opinione pubblica di sapere se chi la governa -e gestisce denaro pubblico- sia una persona onesta e rispettosa delle leggi, piuttosto che un emerito “delinquente” disposto a violare le regole e ad abusare della propria posizione per un mero tornaconto personale!).

Non sarebbe un “dovere” per ogni Presidente del Consiglio che si rispetti, allora, farsi giudicare ed assolvere al più presto da tutti i reati imputatigli?
Non sarebbe nell’interesse dello stesso Cavaliere, inoltre, provare inconfutabilmente la propria innocenza in tribunale, così da rassicurare gli Italiani del fatto di non essere stati governati per molti degli ultimi 17 anni da un corruttore, concussore e “favoreggiatore della prostituzione”?!

Ovviamente la precondizione per poter provare la propria innocenza dinanzi a qualsiasi tribunale è quella non solo di proclamarsi ma anche di “essere innocenti”!
Ad ogni modo, non ci sono più “Angelini o Ghedini che tengano”: dopo l’ultimo responso referendario, l’unica certezza su cui potrà contare il Cavaliere sarà quella di non poter avere più la sicurezza di “farla franca”!

UN PRESIDENTE NON PIU’ “CREDIBILE”!

Se adesso la “strada obbligata” per il Premier è quella di farsi processare senza più scorciatoie, la “strada maestra” che in qualsiasi altro paese si imporrebbe ad un Capo di Governo sarebbe anche quella delle “dimissioni”, intese non come una ammissione di colpa bensì come un doveroso atto di “responsabilità” a tutela dell’”onorabilità” delle Istituzioni e della buona immagine internazionale del Paese!

Lo scenario a cui assistiamo inermi è quello di una perdita assoluta di “credibilità” del nostro Sistema Paese, ancor più pericolosa nel pieno di una grave crisi economica che ci espone ai facili attacchi delle speculazioni finanziarie!
Discredito al quale innegabilmente ha contribuito in maniera “decisiva” il nostro attuale Presidente del Consiglio, almeno agli occhi dell’establishment politico, finanziario e giornalistico mondiale!

Basta rileggere il trattamento riservato dalla stampa estera a Silvio Berlusconi negli ultimi anni per scoprire come il Cavaliere si sia reso un bersaglio tanto facile quanto obbligato della critica internazionale.
Questi, ad esempio, i giudizi più “lusinghieri” che nel 2001 i principali giornali esteri riservavano al nostro Presidente del Consiglio:
Liberation: “Berlusconi è pericoloso a causa dell’incredibile concentrazione economica e politica che provocherebbe il suo arrivo al potere e per la possibile messa in discussione dell’autonomia della Giustizia…
Affarista fino al midollo, silenzioso sulle origini della sua immensa fortuna, risparmiato una volta dalla giustizia in un caso di finanziamento politico soltanto per prescrizione ma sempre perseguito per falso in bilancio e corruzione di un magistrato, demagogo al punto di diffondere in milioni di esemplari una biografia agiografica della quale i coniugi Ceausescu non avrebbero rinnegato l’enfasi, preso dalla sua immagine fino a vietare ai suoi di utilizzarne un’altra sui manifesti elettorali, sospettato di oscure familiarità in Sicilia con la mafia…
No, decisamente Berlusconi non è un personaggio simpatico…”;
Le Monde: “L’elezione di Berlusconi a Primo Ministro sarebbe un giorno cupo per la democrazia italiana e per lo stato di diritto…
Ai problemi di trasparenza ed onestà si possono aggiungere il rischio per le libertà pubbliche di installare al potere un uomo che controlla quasi la metà dei mezzi d’informazione del Paese e che è in guerra aperta con la magistratura…”;
Los Angeles Times: “Il ritorno del Cavaliere ricorda il fallimento dell’Italia nel portare a termine la propria trasformazione politica dopo i massicci scandali che hanno scosso il Paese dieci anni fa…”;
Financial Times: “Ci sono, sulla idoneità a governare di Berlusconi, forti perplessità…
In caso di vittoria, Berlusconi controllerebbe la Rai oltre a Mediaset: questa concentrazione di potere sui media appartiene più al mondo del romanzo 1984 di George Orwell che a una moderna democrazia europea…”;
El Mundo: “L’impronta che Berlusconi ha lasciato in Spagna è coerente con la scia d’illegalità e corruzioni che è stata una costante nelle attività di Berlusconi e rappresenta un grave inconveniente per chi vuole diventare Primo Ministro italiano…”;
The Economist (dall’editoriale intitolato “Perché Berlusconi è inadatto a governare l’Italia”, del 26 aprile 2001):“In ogni democrazia che si rispetti, sarebbe impensabile che l’uomo sul punto di essere eletto Primo Ministro sia stato di recente sotto inchiesta -tra le altre cose- per riciclaggio di denaro sporco, complicità in omicidio, legami con la mafia, evasione fiscale, corruzione di politici, giudici e Guardia di Finanza.
Ma il Paese è l’Italia e l’uomo è Silvio Berlusconi, quasi certamente il cittadino più ricco del Paese…
Il signor Berlusconi non è qualificato per guidare il Governo di qualsiasi Paese, men che mai di una delle più ricche democrazie del mondo…”.

Dieci anni sono trascorsi (durante i quali per ben otto il Cavaliere è stato a Capo del Governo).
Sarà forse cambiato, nel frattempo, il giudizio della stampa straniera?
A leggere i titoli degli ultimi editoriali dell’Economist dedicati al nostro Premier parrebbe proprio di no:
- “Basta, Berlusconi” (The Economist, 6 aprile 2006);
- “Mamma mia!” (The Economist, 17 aprile 2008);
- “Un animale da party” (The Economist, 20 gennaio 2011);
- “Silvio Berlusconi, l’uomo che ha fotturo un intero paese!” (The Economist, 9 giugno 2011).

Scrive l’Economist (20 gennaio 2011), riferendosi agli scandali sessuali che hanno convolto Berlusconi, paragonato al personaggio Cetto La Qualunque: “Se in altri paesi sarebbero i suoi stessi compagni di partito a chiedere le dimissioni di Berlusconi, questo non può accadere in Italia. Perché?…
In questa situazione il Paese corre due pericoli:
- il primo è che il governo, dopo due anni in cui non ha fatto molto perché il suo leader è stato ripetutamente distratto dai propri problemi, rimanga inerte per mesi, disattento ai problemi economici dell’Italia;
- il secondo è che Berlusconi possa tentare di ottenere un nuovo mandato per schiacciare l’indipendenza della magistratura…
Non rimane, dunque, che un’amara conclusione: povera Italia…”.

Ed ancora (9 giugno 2011): “L’Italia ha tutte le cose che le servono per ripartire, quello che serve è un cambio di governo.
Nonostante i suoi successi personali, Berlusconi si è rivelato tre volte un disastro come leader nazionale: il primo disastro è la saga del bunga bunga, il secondo sono le vicende che hanno visto il premier in Tribunale rispondere di frode, truffa contabile e corruzione, ma il terzo difetto è di gran lunga il peggiore: il più totale disinteresse per la condizione economica del Paese.
Forse perché distratto dai suoi problemi legali, in nove anni come Primo Ministro non è stato in grado di trovare un rimedio o quanto meno di ammettere lo stato di grave debolezza economica dell’Italia. Il risultato è che si lascerà alle spalle un Paese in grave difficoltà…
Il colpevole? Berlusconi, che non ci sono dubbi, continuerebbe a sorridere”.

Se l’immagine del Paese all’estero è oramai legata alle disavventure processuali e “di letto” del nostro Premier…
…e se Silvio Berlusconi, da parte sua, non fa nulla per riabilitare la propria immagine, trasformandosi anzi in una “parodia di se stesso” (persino in occasione dell’ultima visita a Roma del presidente israeliano Netanyahu, il Cavaliere non ha perso occasione per trasformare il “bunga bunga” in barzelletta!)…
…che dire?
Povera Italia! Non ci resta che piangere!!!

Si prospetta oramai una lunga fase politica “decadente” per il Cavaliere… pur se nessuno pare in grado di prevedere per quanto si protrarrà!
L’unica cosa certa è che lo spirito guida dell’”inamovibile Presidente” si può così riassumere: “muoia Sansone con tutti i Filistei!”.
Berlusconi, vittima del suo “egocentrosimo esasperato”, non prenderà mai in considerazione l’ipotesi di dimissioni, preferendo indubbiamente trascinare “al fondo” un intero Paese con sé piuttosto che fare la scelta più logica che ci si potesse aspettare da un qualsiasi uomo delle Istituzioni…
Del resto, l’immagine di “servitore dello Stato” è sempre venuta “stretta” al Cavaliere… che preferisce di gran lunga quella di uno Stato “al suo servizio”!

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Gaspare Serra

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May 23, 2011

Posted by: diana

Category: Casa Famiglia

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Il web che aiuta la nostra conoscenza

Parlare con un adolescente di oggi di internet è come parlare ad un cuoco di cucina, te ne saprà dire una più del diavolo, ma per chi invece non è nato all’epoca di internet si riscontrano notevoli difficoltà non solo nell’utilizzo del mezzo ma anche nell’accettazione della sua utilità.
Per un adulto medio che ancora non ha preso confidenza e dimestichezza con l’uso del pc è difficile accettare il fatto di fare determinate operazioni on line specialmente se ci sono in ballo dei soldi.
Se oggi per molti è abbastanza normale e soprattutto comodo utilizzare l’internet banking per fare un bonifico, il modello 730 e quant’altro ci sono ancora persone che non si fidano e preferiscono fare ore di fila allo sportello della banca piuttosto che rischiare di mettere i propri soldi on line.
Certamente quando si tratta di carte di credito, conti correnti etc. la cautela non è mai troppa specialmente quando si sente di casi di attacchi di hacker oppure di phishing che mirano proprio ai conti bancari dei malcapitati, ma questo non significa che bisogna escludere del tutto l’utilizzo del pc per questo tipo di operazioni, dopotutto basta adottare le giuste accortezze.
Ma al di là del fatto di usufruire di alcuni servizi quello che molti non capiscono o fanno fatica a comprendere è che il web è anche una forma infinita di informazioni li alla portata di tutti che aspettano solo di essere assimilate.
Facciamo finta che dobbiamo chiedere finanziamenti, mutui o quel che sia come facciamo sapere quale possiamo richiedere, quali sono i più vantaggiosi etc.
Normalmente ci saremmo recati direttamente presso gli istituti di credito, ma oggi possiamo risparmiare tempo grazie alle tante risorse che ci danno non solo informazioni riguardo a prestiti e servizi finanziari ma ci danno anche la possibilità di richiedere già preventivi e confrontare le varie offerte…
Considerando ciò potremmo anche rivalutare il nostro scetticismo…

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