IL GOVERNO E I CONSUMATORI

MA VI RENDETE CONTO DI CIO’ CHE IL GOVERNO FA’ X I CONSUMATORI!!!!!

Gasolio alle stelle con un prezzo alla pompa che negli ultimi mesi è aumentato, in modo molto poco giustificabile, proporzionalmente di più di quello della benzina, ed ecco che nascono le alternative «fai da te».

Primo fra tutti il pieno con oli vegetali come quello di colza, puro o diluito, acquistato all’ipermercato. Trasmissioni tv e giornali hanno dato enfasi e notorietà a un fenomeno “underground” molto diffuso tra gli automobilisti e ora fare rifornimento con i barattoli di olio di colza comprati al Lidl o alla Coop è diventato una pratica di moda, illegale questo è certo, non più riservata a una nicchia fan del common rail targato risparmio. Già perché un litro di olio di colza costa meno della metà di uno di gasolio, ma solo perché si evadono accise e balzelli. E il motore diesel in genere lo digerisce bene. L’ingegner Rudolf, infatti, lo progettò per fargli bruciare di tutto: il primo motore progettato dal padre del Diesel andava ad olio vegetale, di canapa e cereali.
Nessun dubbio dunque. Fare il pieno con l’olio del supermarket è illegale: si rischia una pesante sanzione per evasione fiscale. Ma qualcuno avanza anche l’ipotesi che l’olio di colza al posto del gasolio sia da considerare una reazione forte, quasi un esempio di disobbedienza civile, di fronte al caro carburanti.
La benzina un anno fa in questo periodo costava 1,094 euro al litro, il gasolio 0,901 euro al litro. Oggi invece la benzina costa il 9,7% in più rispetto al 2004, mentre il gasolio addirittura ha registrato un 20,7% in più. E il rincaro ha colpito il carburante dal rendimento, in termini di litri per km, più elevato e il suo costo è vicino al pareggio con la benzina. Penalizzando in questo modo i proprietari delle mediamente più costose vetture diesel che vedono allontanarsi il punto di pareggio rispetto all’acquisito di un’equivalente auto alimentata a benzina.

L’olio di colza costa negli ipermercati e nei discount dai 45 al 70 centesimi al litro. E la differenza è tutta nel carico fiscale, mentre l’aumento del petrolio è molto meno influente sul prezzo finale alla pompa
Biocarburanti.

L’enfasi mediatica data in queste settimane all’olio di colza come carburante “fai da te” ha riproposto agli onori della cronaca il biodiesel, ovvero il gasolio derivato da prodotti agricoli.

Bisogna tuttavia distinguere tra i due prodotti: l’olio di colza è un prodotto vegetale che viene venduto nei supermercati a uso alimentare, mentre il biodiesel si ottiene attraverso un processo industriale di esterificazione dai semi di colza e girasole.

A spingere l’utilizzo di carburanti di origine vegetale sono dunque le associazioni di categoria. Secondo Coldiretti, che parla esplicitamente di una penalizzazione fiscale per i carburanti di origine vegetale, a oltre sei milioni di auto potrebbe essere garantita l’autonomia energetica necessaria a percorrere ventimila chilometri in un anno grazie all’utilizzo di biocarburanti, da miscelare al 5% con le normali benzine o gasolio, ottenuti dalla coltivazione di oltre 250.000 ettari coltivati a colza, girasole e barbabietola da zucchero.

L’utilizzo di olio di colza al posto del gasolio nelle vetture diesel, soprattutto se miscelato con gasolio convenzionale è possibile, ma secondo dice il responsabile per l’ambiente di Coldiretti, Stefano Masini, il suo impiego oltre alla frode fiscale pone problemi di adattabilità dal punto di vista tecnico e della correttezza della combustione.

Invece il biodiesel, sottolinea Masini, è penalizzato da problemi economico-fiscali. «Produrlo è molto costoso: se un metro cubo di petrolio costa 300 euro, un metro cubo di questa miscela arriva a 650 euro. Se a questi costi di produzione si applica l’accisa che è di 400 euro a metro cubo è chiaro come il biodiesel vada del tutto fuori mercato. Ed è questa la ragione per cui chiediamo la sua defiscalizzazione. Se lo stato eliminasse l’accisa il biodiesel diventerebbe immediatamente concorrenziale».

Purtroppo non si sta andando in questa direzione. Nell’ultima Finanziaria è stato ridotto il quantitativo di biodiesel che gode di fiscalità di favore da 300mila a 200mila tonnellate mentre, ad esempio, la Francia lo ha completamente liberalizzato.
«Per questo – afferma Masini -il quantitativo prodotto in Italia è solo quello che è defiscalizzato, cioè ben poco. L’idea è di eliminare il carico fiscale su tutto il biodiesel prodotto introducendo misure strutturali nei comuni a rischio targhe alterne o l’obbligo di introdurre nei parchi autovetture circolanti delle miscele in grado di abbattere il carico inquinante». Secondo la Coldiretti, con il biodiesel, è possibile ridurre dell’80% le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50% quelli di particolato e polveri sottili.
Anche Confagricoltura ricorda che la legge Finanziaria ha favorito l’introduzione del bioetanolo, mentre è stato penalizzato il biodiesel (con la già citata riduzione da 300mila a 200mila tonnellate del quantitativo esente da imposte). Questo perché, secondo Confagricoltura, c’è un interesse a livello nazionale per spingere le filiere di prodotti nazionali, come ad esempio la barbabietola, mentre il biodiesel viene prodotto da semi di girasole o colza che importiamo soprattutto dal nord Europa.
«Quanto all’olio di colza di cui si fa un gran parlare – dice Claudio Raddino, esperto del settore in Confagricoltura – bisogna frenare questi entusiasmi: primo perché si fa evasione fiscale e poi perché c’è un problema di tecnologia, di difficoltà oggettive, non tutti i motori rispondono al meglio. È un argomento che fa molto folclore perché i prezzi sono molto bassi, anche se dal punto di vista ambientale l’abbattimento delle emissioni nocive è notevole».

A favore della fattibilità tecnica del pieno alla colza anche gli esperti di automobili. Roberto Landini, presidente di Confartigianato Autoriparazione (l’associazione che rappresenta le officine automeccaniche), sostiene infatti che «l’olio di colza non crea danni. Ha minori emissioni inquinanti. L’unica controindicazione è che utilizzarlo è illegale perché chi lo fa froda il fisco». Quanto all’utilizzo del biodiesel, il carburante ricavato dal trattamento degli scarti delle lavorazioni agricole di diverse colture, secondo il presidente di Confartigianato Autoriparazione «può già essere utilizzato al 30-50% nelle automobili a motore diesel senza controindicazioni». Le case automobilistiche frenano gli entususiami: l’utilizzo di carburanti diversi da quelli previsto nel libretto d’uso e manutenzione della vettura potrebbe invalidare la garanzia in caso di danni.

Ma quando la finiranno di prenderci x i fondelli e pensare al bene dell’Italia e del loro portafoglio.
Un sondaggio: vorrei conoscere una Vostra opinione, nell’eventualità di un altro 29 ottobre con obiettivo prenderli a calci nel c**o!
Buon lavoro a tutti.

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multa ricevuta per errore

cari amici
Il mio dissenso non è così importante ma…
mio padre ha preso una multa dal comune di roma che dichiara di aver visto passare un’auto blu di targa XYZ per le vie di roma mentre infrangeva il codice.
Bene mio padre non è mai stato a roma con quella macchina anche perchè alla targa XYZ corrisponde un motocarro col quale lui trasporta i suoi attrezzi da muratore per la provincia di asti ed alessandria.
Bene attraverso l’aiuto di un parente (carabiniere) mio padre ha dovuto mandare una lettera per spiegare il tutto con tanto di documentazione.. ha vinto la “causa” ma sentite bene… un anno dopo il comune di roma o chi per lui non so .. manda a dire che la multa non è ancora stata pagata. Ora, l’errore umano è quasi sempre consentito (se non è fraudolento o doloso) ma come mai uno strozzino è condannabile dall’opinione pubblica dalla legge e da tutti mentre chi dovrebbe difenderci dal traffico dagli incidenti e dalle frodi …ecc .ecc si può permettere di CHIEDERTI DEI SOLTI… “PERCHE’….MI DEVI PAGARE!! E ADESSO SE NON MI PAGHI DOMANI MI DEVI PAGARE CON GLI INTERESSI E TU SAI COSA SIGNIFICA VERO?…” ora io non so di quanto sia la percentuale o la tassa che si aggiunge alla multa ( e non voglio criticare il valore in denaro della multa se sia proporzionata o meno) ma UNO STROZZINO NON E’ DA MENO

This post was submitted by romabella.

Ricarica con Ricaricard

Caro Controversial,
hai mai provato a fare un ricarica
con Ricaricard sul tuo cellulare TIM?
E’ un’esperienza molto costruttiva, da provare
eseguendo ATTENTAMENTE le seguenti operazioni:
1. non eseguire telefonate per almeno 24 ore
(meglio se 48) cosicchè il CREDITO RESIDUO
possa essere calcolato secondo i tempi della
TIM;
2. fare il numero 4916 ed ascoltare ATTENTAMENTE
la voce gentile che vi ricorda che il
“VOSTRO CREDITO RESIDUO E’ DI 0,46 CENTESIMI
DI EURO” (lo 0,46 è una cifra d’esempio
i centesimi di euro NO)

3. eseguire tutte le operazioni di ricarica.
Facciamo l’esempio di una ricarica di 45 €,
costo della Ricaricard 50€

4. ASCOLTARE CON ESTREMA ATTENZIONE LA GENTILE
VOCE DI CUI SOPRA CHE VI DICE, SE VA BENE E
SE NON VI TOLGONO ALTRI SOLDI, CHE IL VOSTRO
NUOVO CREDITO E’ DI € 45. E I CENTESIMI DI CUI
SI PARLAVA PRIMA?
5. IN TASCA ALLA TIM!!!!

Ti saluto

This post was submitted by antonio speraindio.

bollette enel

Carissimi vi scrivo questo mio disappunto per evidenziare ancora una

volta un disservizio pubblico/privato:riguardo alla ditta a delinquere ENEL S.P.A
oggi ho ricevuto mio malgrado la visita nella mia attività di lavoro due tecnici della

suddetta
per una bolletta insoluta di gennaio del valore di 523.00 € con la prepotenza che si

addice a una persona poco educata sono stato aggredito verbalmente da uno dei due

addetti.Che a tutti i costi voleva accedere al contatore per staccare il servizio,io con

calma assoluta ho chiesto 5 minuti per andare in posta a pagare la menzionata bolletta mi

ha risposto che erano gia’passati troppi giorni e allora come dice lei che cosa è il tempo

se non siamo piu’ padroni di ottenere nemmeno 5 minuti davanti a personaggi cosi arroganti

da non concederti tale tempo per una cosa così banale.Non voglio tediarla con il seguito

della vicenda,o perso una ora solo per riuscire a parlare con una persona responsabile
a cui seguira’ sicuramente una denuncia dell’accaduto ma ho poche speranze che avro’

soddisfazione morale in quanto mi sono sentito
molto amareggiato dell’accaduto.
la ringrazio se leggerà questo mio piccolo sfogo
ho usato un tono pacato ma non lo ero altrettanto oggi pomeriggio come dice lei(c’è sempre

qualcuno piu’figlio di puttana di loro e allora va bene andiamo avanti.
Distintissimi saluti a un grande con amicizia

This post was submitted by antonio rea.

noi e i petrolieri

controversial,
non so se hai mai ricevuto le famose mail che dicono: “quel petroliere si comporta così e cosà, ci frega colì e colà, allora tutti d’accordo: per il giorno tal dei tali nessuno faccia benzina di quella marca così gliela mettiamo noi in c..o questa volta. gliela facciamo vedere noi gliela facciamo!!!”
Non ho ancora sentito di un petroliere che è andato dal c..o a causa dei clienti!!
Siamo noi che non possiamo più fare a meno delle cose, perchè facciamo una vita casa e lavoro e le soddisfazioni “dobbiamo” togliercele, sennò ne va dell’equilibrio psicologico. E le soddisfazioni sono ormai solo le pure gratificazioni personali, altro che picnic in mezzo ai prati! Ma se ci si scanna coi vicini di casa! Sono anni che ho la sindrome della spesa al supermercato: vado alla sera in settimana in supermercati decentrati per non incontrare nessuno, altro che uscire per socializzare!!
E’ risaputo che si può benissimo vivere senza tutte ste cose, compreso internet, ma non vogliamo più farne a meno, perchè per la nostra generazione il “è così e basta” è questo. E se finisce il petrolio pace amen! ci attaccheremo a qualcos’altro……Quasi non sembra vero che i nostri nonni abbiano lavorato tre volte più di noi e vissuto tre quarti della loro vita senza televisione, telefono, lavatrice…..

This post was submitted by maruzzella.

August 9, 2009

Posted by: Victor

Category: Cittadini e stato

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Società e privacy

Ora fatemi capire bene com’è la faccenda, cioè di sta’ sorveglianza di Quartiere del Gran K, cari Signori miei:
quindi Tizio, (il solito vecchio senza un K da fare) appostato alla sua bella finestra one way(=nessuno riesce a vederlo da fuori, mentre ti scruta fin sotto le m…!!), poichè non c’è un K di strano da ‘indagare’, gli casca la retina sul dirimpettatio Caio(tutto elegante) che esce e (ignaro di…spioni vari) va dalla (comare) Sempronia, “Ah, ah t’ho beccato anche stavolta, fringuellino!!”, smarcando esattamente tutto sul suo ordinato taccuino…
Dopo qualche minuto, oh toh, guarda chi arriva: la Gustava che, toma toma, (coll’abitino Canali) entra a casa dell’inesperto Gaudenzio, eh già: la scala ed il piano è proprio il suo!! e vai…che ti smarco subito.
Ah dimenticavo il più bello: il tutto è sigillato debitamente con la sua Iperzoom Minolta. Non c’è che dire: Tizio è un vero benefattore di questa Società!! Grazie, off grazie mille…
Sapete che Vi dico, la notte cercate di dormire anzichè pensare a come distruggere i m.i al prossimo, che la mamma dei tipi come Tizio è sigh ancora e sempre in cinta!! Meditate e soprattutto, ascoltatemi, fate un fioretto stavolta: dormite di più…sì, Voi politicanti del Gran Piffero!

This post was submitted by Victor.

le Tendopoli del terremoto

Queste tendopoli sono dei lager. Non è permesso tenere animali con sè
(tranne rare eccezioni strombazzate in televisione), non è permesso
andare a trovare amici e parenti negli altri campi senza essere
identificati, non è permesso cucinare, lavarsi, autogestirsi. Quando
arrivano i camion di roba la gente fa a botte per accaparrarsi le
mutande o due calzini non spaiati.
Ci trattano come decerebrati. Ci hanno invaso, colonizzato,
disinformato. Non arrivano giornali nei campi. Per andarli a comprare
bisogna uscire la mattina presto dopo essere stati identificati e
cercare di raggiungere l’edicola ancora agibile più vicina (abbiamo il
marchio del terremotato: un tesserino da portare sempre bene in vista
anche quando si fa la fila per mangiare o per andare al cesso o per
farsi la doccia o andare dal barbiere ogni 15 giorni).
Per le donne, soprattutto le anziane, è una tragedia, per farsi una
doccia o un bidè bisogna andare al mare o a Roma e tornare prima che
chiudano i cancelli, altrimenti doccia fredda e bene in vista (sotto gli
occhi di tutti, sbirri e maschi in generale), perché in molti campi non
ci sono containers per le docce, ma docce a cielo aperto. Le donne
anziane, disabili, le incontinenti, la fanno e se la tengono nella
tenda, perchè non ci sono cessi chimici in fondo al campo, dove c’è meno
sorveglianza. I cessi stanno all’entrata del campo, dove c’è la
protezione civile e tutti gli altri sbirri con le telecamere e i fari. I
cessi hanno tra l’altro le barriere architettoniche. Molte tende tra
l’altro sono inagibili (ci entra l’acqua e gli sfollati devono scavare
dei canali per convogliare l’acqua in una fossa, che poi svuoteranno la
mattina successiva) e quelle della protezione civile difficilmente
accessibili ( invece delle chiusure lampo hanno bottoni e spaghi per la
chiusura) e per un giovane o una giovane aitante occorrono almeno 10
minuti per aprirne o chiuderne una.

This post was submitted by sansino .

Vita di un Polizziotto

Ho notato vari commenti riguardo alle forze dell’ordine di cui io faccio parte. Mi dispiace leggere alcuni di questi commenti, ma nello stesso tempo capisco i sentimenti di chi li scrive. Personalmente, per la mia esperienza posso contribuire scrivendo alcuni pensieri:
1) Io ho deciso di indossare una divisa per servire lo Stato e per me lo Stato sono i cittadini, le persone, qualunque sia la razza, l’opinione politica, quella religiosa, il sesso… Ogni giorno cerco di rendermi utile alla società, anche fosse solo un sorriso sincero da donare alle persone che incontro durante il mio lavoro. Porto al mio fianco una pistola e non ne sono felice, perchè odio che nel mondo purtroppo si debba girare armati, vorrei tanto poter avere un fiore nella mia fondina, al posto del ferro. Ma le cose non vanno così.
2)In Italia (non generalizzo ‘nel mondo’)ci sono i buoni e i cattivi..’purtroppo’…, in tutte le realtà compresa la mia. Quando feci le visite psicoattudinali per essere preso, parlando con lo psicologo gli dissi che da ragazzo avevo fatto volontariato e lui mi disse: ah, perchè allora non vai via e continui a farlo. Al contrario, per me, aver fatto volontariato dovrebbe essere uno dei primi requisiti per indossare una divisa, capire la sofferenza delle persone.
3) Avete parlato di poliziotti cattivi, crudeli, per fortuna qualcuno ha ristretto la cerchia su un numero limitato. Anch’io a volte ho conosciuto colleghi poco docili e puntualmente gli ho detto loro la mia. Mi sarebbe piaciuto se qualcuno avesse nominato i miei colleghi morti per aver salvato altre persone, per aver fatto il loro dovere umano per 1.200 euro al mese, sacrificati per i propri cittadini e le cui loro famiglie sono quasi abbandonate dallo Stato, con un mutuo e figli da crescere.
Non indosso una divisa per i soldi, non ne varrebbe la pena. La indosso per essere utile alla gente, e ogni sorriso che un cittadino mi dona vale quanto una giornata di stipendio. Noi bravi in divisa non siamo pochi

This post was submitted by politburo gin.

l’abolizione delle pene detentive

Da tempo ho proposto e pubblicizzato l’abolizione delle pene detentive che, almeno fino ad oggi, non sono servite ad altro che a “istruire” nella attività di delinquente, anche chi è incappato nella detenzione senza esserlo: il carcere, com’è adesso, è “palestra” di malavitosità!
Secondo me bisognerebbe punire tutti i tipi di reato con condanna all’ espiazione della pena a “lavori utili” e “forzati” di durata adeguata, finalizzati a risarcire del danno, causato dal reato commesso, sia le vittime che la Società.
Niente più carceri, nè vecchie nè nuove,(tra l’altro ce ne sono a diecine già costruite e mai utilizzate che stanno andando in malora sotto l’inerzia delle pubbliche amministrazioni proprietarie), nelle quali noi Cittadini, che non abbiamo nessuna colpa, dobbiamo “mantenere” migliaia di parassiti della Società, spesso in condizioni di vita molto migliori di molti che non hanno un lavoro o che, lavorando onestamente, non riescono ad arrivare decorosamente a fine mese
e, magari, “sognano” soltanto per se o per i propri familiari gli agi di cui godono certi detenuti, specialmente da quando, chi ne ha il potere, sta facendo di tutto per abolire l’unica disposizione efficace contro certi delitti: il “41bis”! Certamente si dovrà trovare un metodo efficace di controllo, ma, sono certo che, facendoli “lavorare” forzatamente, per noi,e senza sconti temporali, il loro numero si ridurrà drasticamente: lavoro e “scomparsa” certa dal giro per un tempo adeguato saranno il deterrente!
Per quanto concerne i “drogati”, premetto di ritenerli dei poveri “malati” per cui ho proposto, credo in buona compagnia, di “costringerli” a “curarsi” in strutture pubbliche in cui la droga venga loro fornita e somministrata, sotto continuo controllo medico, e con finalità curativa di recupero.
Avranno così un freno i reati collegati e non, poichè chi si droga,come purtroppo verifichiamo quotidianamente, per avere la “sua” dose non esita a delinquere anche contro i propri cari ed amici!!

This post was submitted by salvatore stanca.

May 2, 2009

Posted by: silotti

Category: Cittadini e stato, Tutto il resto

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la certezza della pena

C’ è un solo ed unico modo per diminuire la criminalità in Italia . E’ la certezza della pena. Dovrebbe funzionare così… la polizia cattura il criminale…. il giudice lo giudica e se condannato lo stato lo incarcera. Ebbene questa procedura che all’ apparenza sembrerebbe ovvia n Italia non funziona almeno in due passaggi. I tribunali non riescono a lavorare per due motivi … personale insufficiente e leggi contraddittorie, nonostante questo ogni tanto qualche delinquente viene condannato, a questo punto è lo stato che non funziona… non ci sono carceri. I nostri politici geniali allora cosa hanno pensato … i posti in carcere sono un pò come i letti all’ ospedale , visto che mancano si è passati al sistema day hospital e nelle carceri si passerà al Day Prison ( bello usare questi termini inglesi), ovvero entri in prigione … ma prima si deve liberare un posto. Bene tutto ciò dipende da problemi di carattere economico giusto…mancano soldi e il sistema carcerario nel suo complesso costa molto. A questo punto prendendo esempio dai nostri geniali imprenditori si potrebbe fare così. Nel mondo dell’ industria per ovviare ai problemi di carattere economico si è deciso di puntare produzione e fabbriche nell’ est europeo o in paesi in via di sviluppo ebbene facciamo lo stesso con le carceri. Lo Stato crei una convenzione con qualche paese del blocco ex sovietico ad esempio ( li le carceri non mancano ), e ci inviamo i nostri detenuti… vedrete che a conti fatti ci costerebbe meno che a tenerli in Italia e secondo me , sarebbe anche un ottimo deterrente , sono convinto che chiunque sapendo di dover finire in uno di quei carceri ci penserebbe due anzi tre volte prima di delinquere. Ma ve lo vedete Previti in un gulag sovietico… eehehe… o in una prigione bulgara e che dire delle carceri turche ecc. Vabbè è una provocazione …. o forse no

This post was submitted by silotti.

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