January 21, 2012

Posted by: jovabbi

Category: Lavoro

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vita da operaio

Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odorava di olio e lamiera.
Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica.
L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo.
L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie.
L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università.
L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro.
L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.
Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’età lavorativa, ho visto economisti incitare alla globalizzazione del denaro, ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto direttori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chiedere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro.
Ma mi è mancata l’aria, quando lunedì 26 luglio 2010, su “ La Stampa” di Torino, ho letto l’editoriale del Prof . Mario Deaglio. Nell’esposizione del professore, i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie della retribuzione”, la “difesa del posto di lavoro” doveva essere sostituita da una volatile “garanzia della continuità delle occasioni da lavoro”, ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al minimo, non necessitava più del “tempo libero in cui spendere quei salari”, ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte

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January 21, 2012

Posted by: sebans

Category: Lavoro, Tutto il resto

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i tassisti

sono la mamma di un ragazzo di 25 anni che fa il tassista a Milano.
Chissà la maggior parte delle persone che leggono diranno che sono la solita buonista, che non capisco niente, che difendo le castine ecc ecc.

Come di recente detto anche da te noi italiani siamo un paese che crede agli asini che volano e questo governo che rappresenta le banche e le grandi corporations ci sta mettendo tutti uno contro l’altro.
La questione delle liberalizzazioni è fumo negli occhi, non è così che si creeranno maggiori posti di lavoro e non è così che si affronta la vera questioni delle liberalizzazioni. Perchè non liberalizzano sul serio la telefonia, i grandi apparati che detengono il monopolio in italia ?
Io vorrei solo far capire agli italiani quanto sia ipocrita questo governo che rappresenta le banche e i poteri forti di questo paese.

January 10, 2012

Posted by: sebans

Category: Lavoro

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lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi.

Una cosa sembra essere certa. Esistono due scuole di pensiero contrapposte.

Da un lato vi sono tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, dall’altra tutti i lavoratori autonomi.

I lavoratori dipendenti, le cui tasse sono pagate dal loro datore di lavoro, si ergono a campioni di probità. Eppure non mi è mai capitato, in 25 anni di mestiere, un solo dipendente che volesse la fattura con il relativo pagamento dell’iva. Mi capita invece di frequente vedere questi stessi lavoratori svolgere altre attività, dalle lezioni private alle prestazioni sanitarie, completamente in nero.

Nonostante sbraitino che loro “pagano tutte le tasse” mentre gli artigiani hanno il SUV e fanno le vacanze a Cortina, non ho ancora visto un dipendente, sopratutto pubblico, licenziarsi e fare il lavoro autonomo. Forse inconsciamente sanno che uno su dieci guadagna molto, e 5 su dieci vivacchiano nella continua incertezza.

Vedo invece tutti i giorni artigiani fare carte false per essere assunti nella pubblica amministrazione. Forse io vivo in una zona strana, mentre dove vive XXXX le cose vanno diversamente. Forse.

Sarei anche felice se il signor XXXX mi spiegasse in base a quale principio, a parità di reddito, un lavoratore autonomo deve pagare più tasse di un dipendente, senza comunque poter usufruire dei benefici del dipendente, dagli assegni famigliari alla malattia.
Se non è ferrato in materia fiscale ponga la domanda al suo commercialista, e si faccia fare due conti. Forse il lavoratore autonomo non è un lavoratore? E i sui figli sono forse figli di puttana?

Intanto ho molti amici ex finanzieri, quasi tutti in pensione ( a 50 anni) con i figli laureati e disoccupati. Ebbene stanno facendo l’impensabile per far entrare i figli nella pubblica amministrazione. Come mai?

Nella loro lunga esperienza avrebbero dovuto rendersi conto che gli autonomi sono tutti ricchi evasori, mentre i poveri dipendenti fanno una vita di stenti e sono obbligati a pagare tutto. Eppure si guardano bene

March 3, 2011

Posted by: marco

Category: Lavoro

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lavoratori stranieri

abitante del nord sei un coglione se ragioni per l’integrazione degli italiani del sud al nord.testa di cazzo te e gli industriali che per risparmiare sulla manodopera italiana ha riempito il nord di mambrucchi non italiani.slavi, nordafricani etc.e meglio cosi secondo te coglione del nord?pensa piuttosto che tra qualche anno non ci sara’ neanke piu lavoro per te imbecille poike’ il ricco industriale non pensa a te ed ai toui figli tanto produce all’ estero.mi dici cosa rappresenta ancora il nord (ed io lo conosco bene)senza fabbriche e solo con piccole ditte ke fanno lavorare gli stranieri?non e ke voglio difendere i mafiosi ed i poltici del mio meridione xche so ke fa schifo giu,ma sappi in poche parole ke anke il nord e finito ormai.svegliati coglione del nord non essere leghista ed ignorante ke non serve;loro (i politici)si arricchiscono con la massa di gente ignorante.siamo rovinati rispetto a paesi civili come la Germania.guarda esempio il debito pubblico…

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January 14, 2011

Posted by: sebans

Category: Lavoro, Tutto il resto

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gli operai tedeschi

Ho un dubbio: gli operai tedeschi guadagnano molto più di quelli italiani eppure le auto tedesche si vendono sempre di più, sono migliori, sono costruite meglio, perdono meno valore nel tempo. Gli operai tedeschi vivono in un Welfare nettamente migliore, producono di più, e là nessuno si sogna di ricattare Stato, Enti e istituzioni. Non sarà che Marchionne e tutto il sistema che egli rappresenta sono un mero fuoco di paglia? Forse stiamo solo sopravvalutando un manager che guadagna cifre vergognose ed ha la residenza in Svizzera, passaporto canadese e di italiano, a quanto sembra, ha solo il classico motto mai caduto in disuso: “prendi i soldi e scappa”?

May 6, 2010

Posted by: martell

Category: Lavoro, Tutto il resto

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il lavoro di commesso

si è bene guardare, ma è anche vero che a lavorare ci sono delle persone!!!!
non vorrei ma devo difendere la categoria dei commessi…. o meglio la mia….
e forse, magari genericamente, spiegando il meccanismo, riesco a togliere un pò di veleno alle persone che ogni giorno potrebbero inbattere in un caso simile….
( non so se funziona ovunque così…e non credo ma nelle grandi distribuzioni….forse …).
ogni giorno, le grandi capoccie, che possono essere dei responsabili di commercio, marketing,e fornitori, per un motivo o un’altro decidono che ….. un’articolo o più…… deve aumentare di prezzo…..
o… può capitare che magari ci siano state delle offerte nel mese precedente, scadute proprio quel giorno….
che il 4.98euro nopn era proprio bello ed è il caso di metterli a 4.99…
o ecc…
il tutto viene inserito all’interno dei com che la notte elaborano e…. stampano,
significa che il bravo commesso la matina seguente deve prendere queste etichette uscite … per la maggiore….. automaticamente… e cambiare i prezzi.
qualè il motivo losco perchè non dovrebbe farlo????
perchè non è solo questo il nostro lavoro… e qualcosa può sfuggire… o magari non hai fatto in tempo…o magari siamo di carne e sangue anche noi….e possiamo sbagliare……
credo che l’importante in certi casi… sia una buona educazione… un pò di tatto… per cercare di capire che magari per un centesimo non è proprio il caso di rompere i c……
e che comunque esiste una legge… non sò quale anche se un giorno…proprio per quel benedetto centesimo uno mi ha quasi detto il comma…
vale il prezzo esposto! se io lo vedo a4.00 e in cassa passa a5.00 il cliente deve pagare per il prezzo eposto!!!
è anche vero che bisogna fare attenzione!!! se vedo un pacco di caffè che solitamente costa.. non sò 10.00euro vicino alle bic a 0.60… c’è forse da pensare che quello non è proprio il posto del caffè e che forse qualcuno ci ha ripensato e… l’ha lasciato li per non tornare indietro….
se vogliamo possiamo tutti pensare male… anche io l’ho fatto ma dall’altra parte …
oggi ad es. mi anno chiamata dalle casse perchè un cliente haveva visto un prodotto ad un’altro prezzo e che per confermare aveva portato con se l’etichetta… io sono andata a controllare ma … dove aveva preso il prodotto l’etichetta non mancava e comunque il prezzo che passava era giusto… incuriosita … vado alla cassa per vedere cos’è che non andava…(premetto che il simpaticone aveva talmente spinto che la mia collega ha fatto passare il prezzo ovviamente più basso, e casualmente se ne era andato ) arrivata mi sono accorta che l’etichetta che il signore mostrava come uno scudo era vecchia di un’anno! Purtroppo non ho potuto fare nulla….. ma che avrei dotuto fare farmi dare i soldi io ?
cosa pensare?
se l’è portata da casa?
forse le signore delle pulizie hanno tirato fuori dai rack una vecchia etichetta?
ma???? secondome tutti e due…
dopo questo piccolo sfogo vi ringrazio se havete letto e compreso….
e vi lascio con una piccola richiesta…o morale… o follia, fate vobis…
se entrate in un negozio col sorriso anche se la persona che vi stà difronte li per li, non è al massimo, e vorrebbe cacciarvi perchè ha 20 bancali da mettere in ordine, e mantenete la calma per più di 20 sec. vedrete che tutto si volgerà a vostro favore. !!!! ………e non vale solo per i negozzi.!!!
ciao belliiiiiiiiiii

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May 5, 2010

Posted by: wwoller

Category: Lavoro, Tutto il resto

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contratto a progetto

Lo sapete quando ho scoperto che l’Italia sta andando male? Non guardando la borsa, ne’ le misere promesse berlusconiane mai mantenute e neppure la bocciatura dell’economia creativa da parte dell’EU. No.
Da quando anche persone trilingue e bi-laureati, con la moglie architetto con un pacchetto professionale Cad e 3D di pluriennale esperienza e incinta, diventano disoccupati. Da questo momento ho capito che l’Italia non va e per stare bene servono o le conoscenze giuste oppure una famiglia di provenienza quotata in borsa.
Capisco e apprezzo tante iniziative per far capire ai governanti che le cose non vanno, da un semplice sciopero che vuole alzare lo stipendio non a 60 ma a 90 euro. Capisco che alcuni occupati si preoccupano per il rinnovo delle loro tredicesime e quattordicesime, permessi malattia o TFR. Capisco e condivido. Ma siamo sempre noi che dobbiamo prendere la macchina e mettere gli ultimi dieci euro del mese di benzina per arrivare a fare il monitoraggio. Avete penalizzato solo noi poveri ancora più poveri di voi. Personalmente ho un contratto a progetto e prendo attorno agli 800 euro, non vi devo spiegare cosa vuol dire a progetto. Che oggi si lavora e domani forse. Che se vuoi un permesso oppure le ferie chiedilo a te stesso nei tuoi sogni estivi, tanto non vengono retribuiti. Mia moglie, libera professionista appena rimasta incinta, al 4°mese l’hanno buttata fuori dallo studio dove lavorava. Senza motivo, era anche lei a progetto. All’improvviso il progetto era finito. E’ vero che appena nasce il bimbo prende dallo stato 3000 euro ma fino al 9° mese bisogna svaligiare la pensione del nonno per arrivarci. Io riesco appena pagare l’affitto di 800 euro, quindi fatevi i conti. Certo possiamo scioperare, sciopero di fame, tanto siamo già li.
Da questo momento nostro e da migliaia altri simili momenti ho capito che Italia non va’.
Non voglio lamentarmi, anzi sono felice nel nostro piccolo. Voglio far notare che non sta male solo la classe operaia, ma anche la classe laureata con un pacchetto professionale molto alto.

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January 8, 2010

Posted by: sinatra

Category: Lavoro, Tutto il resto

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lavorare in Calabria

Mi accorgo ogni giorno di + quanto la Calabria sia fuori dal resto d’italia.

Cmq io vivo in calabria e vi assicuro che questo è davvero ma davvero ma veramente il minimo che ti possa succedere.
Oggi ad esempio x dirne una è venuta a casa una fisioterapista che lavora x l’asl x fare terapia a mia madre e con la faccia da ergastolana che si ritrova mi ha tramquillamente detto che la terapia x la quale bisogna solo pagare il ticket è invece a pagamento e che poi avrei dovuto pagare direttamente lei.
Per dirne un’altra: la mia ragazza è andata all’ufficio di collocamento ed ha trovato tutti i suoi dati anagrafici sballati, le hanno detto che a causa del loro errore dovevano iscriverla al collocamento da oggi facendole perdere 12 anni di anzianità di disoccupazione che poi cmq nn servono a nulla.
Io lavoro da quando avevo 13 anni ma ho solo 11 mesi di contributi previdenziali.
Conosco personalmente diverse persone che lavorano da una vita e nn sono mai state assunte.
In qualunque ufficio publico nn ti guardano neanche se nn ti manda l’amico dell’amico.
Negli uffici comunali della mia città gl’impiegati vanno solo x passare il tempo chiacchierando con gli amici.
E così via dicendo all’infinito.
Ma io purtroppo vivo in calabria.

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January 6, 2010

Posted by: attilio

Category: Lavoro, Tutto il resto

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lavorare in un ipermercato

Io lavoro in un ipermercato e, da canto mio posso dare una “spiegazione” per quanto riguarda comunque la mia esperienza…
Non so come sia organizzato nelle varie catene, ma nella mia vengono dati i cartellini e le variazioni di prezzo(per i banchi salum-pescheria etc..) alle 8:00 di mattina.
Peccato che nel primo caso si sia obbligati a sistemare prima il materiale e a volte capita che tocchi iniziare ben dopo l’orario d’apertura alla correzione del prezzo…
Può capitare e comunque nei casi in cui sia capitato di aver “perso”un cartellino e quindi non aver variato il prezzo si rimborsa comunque la persona che viene a reclamare…
Ricordiamoci comunque di controllare il prezzo del pèrodotto scelto utilizzando gli scanner che quasi tutti hanno sparsi per il negozio, la maggior parte delle volte sono proprio i clienti a cambiare posto ai prodotti, forse per “fatica fisica troppo intensa nel riporla al suo posto”
Poi chi passa dopo ne fa le spese…
Caso strano comunque, non capita mai che ci sia qualche reclamo per la ragione inversa.
E’ capitato di renderci conto per caso che un prodotto passasse a qualche euro in meno di quello esposto, ma si sa che l’onestà si crede abbia da percorrere una strada a senso unico….
Con questo non voglio difendere le catene di Iper o altro, ma non generalizziamo e ricordiamoci sopratutto di non aggredire SEMPRE(esperienza decennale)i commessi e le commesse che ci troviamo di fronte…
Grazie e scusatemi se l’intervento può sembrare un contrattacco, ma ripeto è solo per dare la mia esperienza.

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January 5, 2010

Posted by: alllano

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lavoratori dei call center

Cercasi lavoratori usa e getta!!!!

Una mia amica ha lavorato per 4 anni nel call center dell’Albacom diventando la vice responsabile del call center.
Era ormai così si cura che avrebbe lavorato li fino alla pensione che si è lanciata nella folle spesa, folle col senno di poi, per acquistare un piccolo appartamento dove vivere.
Era così sicura anche perchè la responsabile del call center era prossima alla pensione.
Si è ritrovata in mezzo ad una strada, col mutuo da pagare, una figlia che dovrebbe andare all’università, ma a questo punto ne dubito molto, e senza nessuna possibilità di essere riassunta da qualsiasi altra parte vista l’età.
Non so che contratto avesse, se le hanno concesso un mutuo non poteva certo essere un cococo.
Le motivazioni del licenziamento non si conoscono,
ma si sà che nelle grandi aziende si è solo dei numeri e che non gliene frega un cazzo se ti mettono nella merda e ti danno in pasto agli strozzini.
Che brutta fine stiamo facendo.

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