gli animali nella ricerca
Questa barbara usanza di utilizzare gli animali come modelli sperimentali per l’essere umano è assai dannosa per le povere creature e inutile e pericolosa per l’uomo: infatti l’informazione che la sperimentazione animale fornisce, non solo non è riproducibile sull’essere umano, ma può deviare la ricerca dalla méta. Un esempio? Ben conosciamo l’effetto della morfina sull’essere umano, ma questa sostanza sveglia il gatto, il cavallo e la capra, mentre addormenta il ratto. Noi siamo più gatti o ratti?
“Il cloroformio, usato con successo per molti decenni nella chirurgia umana, provoca atassia, ipotensioni e convulsione nel cane, nel gatto, nel coniglio. L’osservazione di questi fenomeni ne ha ritardato per decenni l’uso nell’uomo” (da “Vivisezione o scienza” di Pietro Croce).
Di esempi se ne potrebbero fare in grande quantità.
La domanda che nasce spontanea è: qual è l’alternativa alla sperimentazione animale?
L’alternativa c’è: metodi alternativi sono ad esempio i metodi epidemiologici, le le simulazioni al computer per la costruzione di modelli matematici e i metodi in vitro (su cellule e tessuti umani) come ad esempio il test di tossicità in vitro.
Testi scientifici (come quello sopra citato)dimostrano la non attendibilità scientifica della vivisezione.
Ma allora perchè si continua a utilizzare la vivisezione come metodo di riferimento (per legge) per la ricerca scientifica?
Per poter essere usati, i metodi alternativi devono essere validati…peccato che nessuno abbia mai validato la sperimentazione sugli animali!
La spiegazione a tutto ciò è fin troppo ovvia. Il giro di affari che si trova alle spalle della vivisezione è enorme: ad esempio, esistono aziende che producono solo ed esclusivamente apparecchi di contenzione (quelli per immobilizzare gli animali durante il loro utilizzo) e aziende che “producono” animali da laboratorio. Inoltre il ciclo vitale degli animali utilizzati in laboratorio è più breve di quello dell’uomo: questo consente, per esempio, di assistere all’evoluzione di una malattia in tempi tali da poterne trarre beneficio per facili e remunerative pubblicazioni scientifiche.
Ho visto il suo spettacolo e le faccio i miei più grandi complimenti per il coraggio che ha nel denunciare le realtà scomode.
Mi farebbe piacere poter avere il suo aiuto per rendere pubblico l’orrore della vivisezione nonché la sua pericolosità per la salute umana.
Sono una volontaria della LAV-Delegazione Romana, di cui sono Consigliere Direttivo e responsabile per quanto riguarda il settore vivisezione. So che la dottoressa Roberta Bartocci, responsabile del settore vivisezione della LAV Nazionale, l’ha già contatta tempo fa e le ha consegnato del materiale riguardo l’argomento.
Sarei veramente contenta se lei contattasse me o Roberta per una collaborazione in difesa dei diritti degli animali e dell’uomo.
La ringrazio per lo spazio a disposizione e la saluto, in attesa di poterle fare i miei complimenti di persona.
This post was submitted by stipo.
