May 15, 2012

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La Società Costruttiva

Qual è il primo gradino della scala che porta alla risoluzione di un problema? La consapevolezza di esso! Se vogliamo che i problemi della nostra società vengano risolti dobbiamo cominciare a rendere sempre più persone coscienti che essi esistono in quanto problemi, informarle, coinvolgerle, renderle partecipi, adottando un metodo costruttivo che sia il meno possibile aggressivo e pretenzioso.

Una volta compreso il problema poi non dobbiamo limitarci a segnalarlo, dobbiamo in prima persona impegnare le risorse a nostra disposizione per risolverlo nella maniera più definitiva possibile. All’interno del video dell’intervento "La Società Costruttiva" tenutosi a Verona durante il Simposio sulla Società Sostenibile organizzato da Zeitgeist Italia, Ecco Cosa Vedo traccia le linee di un nuovo approccio utile da adottare per risolvere i problemi che angosciano la nostra epoca.

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gli Scout gay

May 9, 2012

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gli Scout gay

gay-scout-tenda

Il 12 novembre 2011 scrissi nel post “Gay Scout: omosessualità e scoutismo“: La buona notizia è che oggi gli scout cattolici si riuniscono per parlare di omosessualità. Finalmente verrà data una risposta all’annosa domanda dello scoutismo:

quando 8 ragazzoni all’apice del picco ormonale sono stipati in una tenda di 6 m² si chiama riunione di squadriglia o ammucchiata?

Purtroppo il seminario c’è stato, gli atti sono usciti recentemente ma alla mia domanda non è stata data risposta. In compenso del convegno degli scout in questi giorni ne hanno parlato tutti.

gay-scoutGli scout sono contro gli omosessuali?

Sulla questione, come al solito, i giornalisti hanno poche idee e molto confuse: da una parte Marco Politi su Il Fatto Quotidiano afferma: Agesci: sei gay? Puoi fare il capo scout, dall’altra il Corriere della Sera lo interpreta come un divieto: L’Agesci sugli omosessuali: “Non facciano i capi scout” .
Poi c’è anche chi non si sbilancia a dire se possono o non possono farlo ma lo definisce “un problema”: Gli scout cattolici e l’omosessualità: ”I capi gay sarebbero un problema” (La Repubblica)Gli scout: «I capi gay sono un problema» (Il Secolo XIX)L’Agesci: “I capi scout omosessuali sono un problema educativo” (TGCOM).

Da segnalare l’articolo di Diana Alfieri sul quotidiano di Zio Tibia Sallusti. Non tanto per il titolo che ha il solito virgolettato falso («Capi gay per gli scout? Meglio di no») ma per l’incipit, un vero gioiello del giornalismo pruriginoso che caratterizza il Giornale:

A volte ci si spinge un po’ in là, nelle gite, nelle escursioni, nelle serate a base di pizza e chitarra. [Eh, chissà quali turpi lupanari e sabba orgiastici si nascondono in queste escursioni! Del resto le tende canadesi, si sa, hanno al centro un palo, proprio come la sala bunga-bunga del proprietario di Sallusti e del Giornale]. Ma quando il sesso non è etero? E, soprattutto, quando il non-etero è un capo, un leader con qualche anno e qualche esperienza in più? [L'avete notato? Si insinua che il capo non-etero che "ha più esperienza" - e abbiamo capito tutti quale tipo di esperienza - si tromba i ragazzini durante le serate a base di pizza e chitarra. Il solito: sei gay quindi sei pedofilo]

Vanity Fair, con la consueta leggerezza si limita a registrare lo status quaestionis: Scout e omosessuali, è polemica. Complimenti: non ce n’eravamo accorti.

scout-italianoLinee guida ufficiali o atti di un convegno clandestino?

Mentre Adnkronos specifica giustamente che si tratta degli atti di un convegno (Convegno Agesci sull’omosessualità: “Scout gay? Chiamare lo psicologo”), il Messaggero titola: «Scout gay un problema, serve psicologo». Bufera per il dossier dell’Agesci. Un titolo che è un capolavoro, se lo guardate bene: innanzitutto il virgolettato si usa per riportare le parole testuali di qualcuno, ma come per Il Giornale, quelle parole testuali non le ha pronunciate nessuno. E il convegno si trasforma addirittura in un dossier. Davvero i giornalisti del Messaggero non conoscono il significato delle parole.

Per essere pignoli, il documento si intitola “Atti del Seminario di studio organizzato dalla redazione di Scout-proposta educativa”. Niente dossier e niente linee guida.

Però, cari amici con i calzoncini corti, non siate ipocriti: non potete continuare a dire che sono solo le opinioni di un gruppetto sconosciuto e che non hanno niente a che vedere con la vostra Associazione:

  1. La rivista si chiama Scout, il convegno si è svolto allo Scout Center di Roma in Largo dello Scautismo, 1. Cioè, con quale faccia potete dire che non c’entra niente con gli scout?
  2. Sia i relatori (tranne una) che i partecipanti sono capi scout, molti dei quali con mansioni direttive.
  3. l’AGESCI non ha preso distanze dal contenuto degli atti

Eh sì, perché il vero problema degli scout è la C (ho detto la C non il C). La “C” di AGESCI, ovvero Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani. Il titolo del post di Gayburg lo sottolinea in modo corretto. Se leggete gli atti del seminario, vi accorgerete infatti che le affermazioni più antiscientifiche, superficiali e sessiste sono state pronunciate da padre Francesco Compagnoni, uno dei tanti vecchi che invece di tacere quando non conosce un argomento non solo ne parla, ma ci tiene addirittura lezione all’università e ci fa convegni.

Ora, lui è un prete quindi non ci si può aspettare che sia intelligente, ma quelli che lo hanno invitato e gli hanno fatto fare l’intervento di apertura non sono scusabili. Ma leggendo le bigottissime affermazioni fatte dai giovani capi che partecipavano al seminario non ci si sorprende più di tanto.

Per essere onesti, l’intervento del capo scout e psicoterapeuta Dario Contardo Seghi non è ottuso e disinformato come quello di Compagnoni, ma apporta anche lui la sua dose di idiozie non supportate dalla letteratura scientifica e comunque non ha preso posizione contro le affermazioni del prete. Anche alcuni (pochi) partecipanti hanno espresso timidamente l’opinione che per fare l’educatore basta essere un bravo educatore, l’orientamento sessuale non c’entra niente.
Ma queste voci “fuori dal coro” sono deboli e marginali nell’AGESCI perché se il Papa dice “seduto” i cattolici si mettono seduti, se dice “zampa” porgono la zampa e se dice “cuccia” si mettono a cuccia.

In sintesi

Già solo dai titoli risulta chiaro che il 99% dei giornalisti non ha letto gli atti del seminario. Si sono limitati a dare un’occhiata alle 4-5 righe delle agenzie e ci hanno ricamato sopra un pezzo, come fanno sempre. Se volete farvi un’idea più precisa scaricate gli atti oppure leggete Gay Scout su Il Fatto Quotidiano.

Stiamo attenti all’uso delle parole: è scorretto dire che “gli scout ce l’hanno con i gay” o sono “contro i gay”. Intanto perché non sono “gli scout” ma una associazione scout in particolare (l’AGESCI). Semmai sarebbe più corretto dire “i cattolici ce l’hanno con i gay”, che è sempre una generalizzazione, ma non sbaglieremmo di molto.
Inoltre, non sono tutti gli scout che ce l’hanno con gli omosessuali ma, semmai, i capi, o meglio ancora i dirigenti dell’AGESCI. Io di scout ed ex-scout gay ne conosco tantissimi, e anche quelli etero non ho mai avuto l’impressione che fossero omofobi.

Questo documento non ha nulla a che fare con i dossier: non sono stati analizzati dati sulla percentuale degli scout omosessuali, non è stata fatta attività di dossieraggio dei capi scout (tipo Feltri con Boffo o Belsito con Maroni) e per la verità le relazioni del convegno sono anche molto deludenti: mancano di scientificità, si riducono a quattro chiacchiere da bar senza alcun dato scientifico sul quale discutere. E quando mancano i dati concreti e verificabili sui quali discutere chiunque può dire qualsiasi idiozia – lo sanno tutti ci sono le prove. Lo sa anche Simone Cristicchi:

La verità è come il vetro / che è trasparente se non è appannato / e per nascondere quello che c’è dietro / basta aprire bocca e dargli fiato!


May 8, 2012

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GLI INFEDELI

Mostruosamente infedeli

Sei episodi per redigere un trattato sull’infedeltà maschile.

Dongiovanni, seduttori, sciupa femmine simpatici, fedifraghi redenti e mancati. Queste sono le stereotipate figure di cui si compone Gli infedeli, pellicola scritta a quattro mani da Jean Dujardin e Gilles Lellouche.

Progetto ambizioso che vive dell’apporto stilistico di sei regie, Gli infedeli prova a scandagliare gli istinti e le motivazioni di continue e reiterate infedeltà verso il sesso opposto. Pensato e ideato come un unico film, la pellicola in realtà assume una forma indefinita a causa dei nove episodi completamente slegati tra loro (tre dei quali sono sketch brevissimi). In realtà il Prologo – diretto da Fred Cavayé – e Las Vegas – diretto da Jean Dujardin e Gilles Lellouche – sfoggiano gli stessi protagonisti e, posti all’inizio e alla fine dell’opera, chiudono idealmente un cerchio. Questi due segmenti di pellicola fissano il fulcro del tema; successivamente viene spolpato in diverse declinazioni, mantenendo sempre, di fronte a uno sfondo irriverente, uomini deboli, sfuggenti e vigliacchi. L’interesse di fondo dei due attori-sceneggiatori è quello di trattare con umorismo e leggerezza qualsiasi situazione che affrontano e che ridicolmente mettono in scena. Difatti l’ostentazione prolungata di una sessualità effimera sfocia spesso in qualcosa di parodistico, soprattutto le tre “pillole” di presentazione dirette da Alexandre Courtès. Esse sono funzionali per l’ideazione dell’episodio Gli infedeli anonimi, la summa della pellicola, una sorta di terapia di gruppo nella quale si osserva un punto di vista differente, incarnato dal personaggio femminile di Marie-Christine (Sandrine Kimberlain). Eppure neanche questo spezzone riesce a raggiungere appieno il suo obiettivo, esibendo un velato umorismo e una conclusione deprimente e di facile lettura.

Sicuramente Gli infedeli è un progetto temerario, che guarda al cinema italiano di costume e a episodi di Dino Risi (la struttura de I mostri è l’ispirazione più evidente), ma non riesce a raggiungere la sua irriverente libertà. La pellicola palesa una mancanza di ritmo causata dall’alternanza dietro la macchina da presa di registi come Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Emmanuelle Bercot, Fred Cavayé, Alexandre Courtés, Michel Hazanavicius, Eric Lartigau, che si devono adeguare alla sceneggiatura stilata esclusivamente dai primi due. Nove brevissimi film (di una durata massima di venticinque minuti), che non riescono adeguatamente ad analizzare il tema, mettendo alla berlina numerose falle strutturali. Gli infedeli si rivela una pellicola esile e ridondante e si trascina stancamente verso una conclusione anticonvenzionale, che però non appaga e si rivela parecchio fuori luogo. Infatti se l’intento delle “pillole” di Courtès è dichiarato e volutamente provocatorio (rasentando la barzelletta sconcia), l’episodio Las Vegas appare poco ispirato e risulta essere il peggiore di tutti. Ma volendo passare in rassegna tutte le parti si può associare un aggettivo stilistico ad ognuna di esse: Prologo è retorica, La domanda è claustrofobica, La coscienza pulita è scolastica e Lolita è banale. Il risultato è un film che non gira e si aggrappa pericolosamente al camaleontismo narcisistico del duo Dujardin-Lellouche.

Gli infedeli, scorretto e insolente,ricorre alla vecchia costruzione a episodi e cerca di realizzare qualcosa di innovativo, ma, lasciandosi travolgere da battute di, più o meno, basso livello, si ferma a un’analisi raffazzonata e superficiale. Il sesso maschile esce, da questa pellicola, parecchio martoriato e l’auto-ironia del duo transalpino non è sufficiente. Gli infedeli dimostra una mancanza narrativa di fondo che non può essere sostituita dagli espedienti comici, che rimpolpano, inadeguatamente, intere sequenze.

Uscita al cinema: 4 maggio 2012

Voto: 5-/10

Leggi la recensione anche su Persinsala.it

http://www.persinsala.it/web/anteprima/recensione-gli-infedeli-1342.html

Postinstaller su Ubuntu

May 2, 2012

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Postinstaller su Ubuntu

PostinstallerF su Ubuntu 12.04 Precise

Da pochi giorni il team PostinstallerF dopo aver rilasciato lo script con il supporto per Fedora 17 ha annunciato il rilascio della nuova versione dedicata al nuovo Ubuntu 12.04 Precise.
Il nuovo PostinstallerF per Ubuntu 12.04 Precise ci permette di installare le principali applicazioni, codec, flash ecc con un solo click. Attraverso una semplice interfaccia scritta in zenity avremo a disposizione una lista con oltre 100 applicazioni più conosciute e utilizzate per Ubuntu presenti e non nei repository ufficiali.
PostinstallerF per Ubuntu 12.04 Precise permette di installare tutti i principali codec audio e video, java, unzip e rar oltre a molte applicazioni non presenti nei repository ufficiali come Skype, Google Chrome, Google Earth e molto altro. L'utilizzo è semplicissimo basta selezionare le applicazioni da installare e cliccare su Ok ed il gioco è fatto.
Una volta terminata l'installazione ci verrà segnalato con una notifica.

Leggi il resto dell’articolo…

Ritorna l’asse Roma – Berlino.

May 1, 2012

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Ritorna l’asse Roma – Berlino.

Roma-Berlino. Un asse in nome del rigore, ma soprattutto della crescita. E un patto segreto, ormai in via di definizione, tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente del Consiglio italiano Mario Monti. Missione della nuova coppia europea, dopo l’exploit in Francia di François Hollande a danno di Nicolas Sarzoky, la sincronizzazione dei processi di ratifica del Fiscal Compact e del Fondo Salva Stati (Esm) nel parlamenti di Roma e Berlino. In contemporanea. A rivelare i progetti Merkel-Monti è il quotidiano la Repubblica.

Storico trattato voluto dal duce e dal fhurer per consacrare la profonda comunità di spiriti e di opere esistenti  fra l’Italia Fascista e la Germania Nazista.    Ma non c’eravamo già cascati?

April 17, 2012

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Bruno Cesario

A San Giorgio a Cremano (Napoli) c’è un politico che sognava di essere ricordato per aver salvato Silvio Berlusconi e invece passerà alla storia per aver cancellato il Pdl dalla città di Massimo Troisi. Si chiama Bruno Cesario, è un deputato eletto nel Pd e poi migrato nel centrodestra berlusconiano tramite i Responsabili. Il commissario regionale del Pdl Francesco Nitto Palma lo aveva nominato coordinatore elettorale del partito sangiorgese per le amministrative. In poche settimane Cesario è riuscito nella titanica impresa di non far presentare la lista Pdl in un comune dove in un recentissimo passato gli azzurri hanno sfiorato il 30%. Chissà se in premio otterrà la ricandidatura alle politiche. Il sindaco uscente, il Pd Domenico Giorgiano, sentitamente ringrazia.

Questa potrebbe essere un’ottima strategia per fregare Belrusconi e il PDL.

prossima versione di GNOME 3.6

April 16, 2012

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prossima versione di GNOME 3.6

GNOME 3.6 roadmap

A poche settimane dal rilascio di GNOME 3.4 lo sviluppo si concentra ora per la prossima versione 3.6, per la quale è arrivata in questi giorni la roadmap ufficiale.
Lo sviluppo del nuovo GNOME 3.6 sarà di "solo" 6 mesi, nei quali verranno rilasciati le varie release 3.5.x, una versione beta ed una release candidate, fino ad arrivare al rilascio della versione stabile previsto per il 24 settembre 2012. Tra le novità che arriveranno con il nuovo GNOME 3.6 troviamo il supporto per SkyDrive, per Gnome Documents, ed il supporto per Exchange su Gnome Online Account. Miglioramenti arriveranno anche per il gestore della stampa, le notifiche di sistema e per il blocco schermo: nonché molte altre novità che sicuramente vi segnaleremo nei prossimi mesi di sviluppo.

Leggi il resto dell’articolo…

April 6, 2012

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iTv si chiamerà iPanel e sarà lanciata nel 2012

I Rumors parlano da mesi di un nuovo e rivoluzionario prodotto Apple, si tratta di una Tv, il sogno più grande di Steve Jobs, secondo alcuni analisti questo dispositivo potrebbe vedere la luce ben presto.

Il nome del dispositivo non dovrebbe essere iTv come si era detto ma iPanel, a rilasciare queste dichiarazioni è stato l’analista Peter Misek che si basa su alcune fonti affidabili.
Secondo Peter Misek, il nome di questo rivoluzionario dispositivo non può essere iTv perchè sminuirebbe molto le funzionalità, ma anche perchè il nome iTv è di proprietà di una emittente britannica e l’azienda di Cupertino non è riuscita ad acquistarne il copyright, quindi sembra che Apple abbia scelto il nome iPanel.
Secondo l’analista iPanel dovrebbe eseguire numerose funzioni tra cui: Tv, centro multimediale, computer, centro di automazione di casa e tante altre, il prezzo dovrebbe aggirarsi attorno ai 1250€.
Si tratta di un dispositivo in grado di rivoluzionare definitivamente il mercato delle Tv che, in questo modo, diventerebbero dei veri e propri centri multimediali.
La produzione dovrebbe iniziare a Maggio o a Giugno del 2012 in modo da avere tra i 2 e i 5 milioni di unità per il lancio che dovrebbe avvenire nel quarto trimestre del 2012.
Gli schermi verranno prodotti da Sharp e avranno la tecnologia IGZO HD, alla parte harware invece penserà la Foxccon che a quanto dicono le voci sarebbe già pronta ad iniziare la produzione.
le riserve di combustibili fossili modificate

March 28, 2012

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le riserve di combustibili fossili modificate

Articolo di Luis
Cosin su
The Oil Crash del 14 Marzo 2012.
Traduzione a cura di Massimiliano Rupalti.

Cari lettori,
Questa settimana Luis Cosin si è offerto per chiarire un tema che è solito
confondere i profani, cioè come si valutano le riserve petrolifere , cosa
significano in pratica e perché stiano cambiando così tanto. Spero che attraverso
il suo articolo monografico possiate capire meglio e a contestualizzare i tanti
annunci che oggigiorno si fanno sulle grandi scoperte di giacimenti.
Vi lascio con Luis. 

Antonio Turiel

RISERVE
DI COMBUSTIBILI FOSSILI: COSA SONO E COME SI MISURANO?

0.- INTRODUZIONE

Ultimamente c’è un gran fluire di
notizie che parlano del tema delle
riserve di combustibili fossili
che stimolano domande:
      
Perché
subiscono revisioni al rialzo ed al ribasso?
      
Si
scoprono realmente nuove riserve o sono ampliamenti di quelle esistenti?
      
Come
si possono conoscere le loro dimensioni?
      
Una
riserva di gas o di petrolio sono la stessa cosa?
      
In
definitiva: come si sommano pere e mele?
In questo articolo ho la
pretesa di descrivere brevemente il processo di formazione dei combustibili
fossili, necessario per comprendere le particolarità di ogni tipo di
giacimento, e il processo che viene seguito per scoprire nuovi giacimenti e
stimarne la prosuzione futura.

1.-
COME SI FORMANO I COMBUSTIBILI FOSSILI
I combustibili fossili sono, essenzialmente,
materia
organica
fossilizzata, proveniente da organismi
viventi. In termini quantitativi di massa, la materia vivente è composta
essenzialmente da:
                    
Glucidi (o carboidrati), che formano parte della
parete cellulare e dei tessuti strutturali dei vegetali (steli, rami, foglie,
tronco…).
                    
Lipidi (o grassi, principalmente trigliceridi) che costituiscono le
riserve di energia metabolica.
Essa contiene anche proteine
e DNA, ma in quantità che sono proporzionalmente molto piccole, irrilevanti per
l’analisi che stiamo per fare. Carboidrati e lipidi si fossilizzano in modo
diverso e portano a materiali totalmente distinti.

1.1.-
Fossilizzazione dei lipidi: il petrolio e il gas naturale

I lipidi o grassi (in gran parte trigliceridi)
sono composti ricchi di idrogeno e poveri di ossigeno. La loro formula
stechiometrica:

Cn+1H2n+2O3

E’ quasi come quella di un
idrocarburo convenzionale (C
nH2n+2) e la loro struttura è di lunghe catene di
carbonio de idrogeno collegati:

http://www.monografias.com/trabajos31/lipidos/lipidos.shtml




Struttura di un trigliceride tipico, formato da una molecola di
glicerina (3 atomi di carbonio a sinistra) e lunghe catene di carbonio e
idrogeno che possono superare i 15 o addirittura i 20 legami. I trigliceridi,
dal punto di vista chimico, ésteri di glicerina con acidi grassi di lunga
catena.

A causa della scarsa presenza di ossigeno, non fermentano, anzi, a causa del
calore e della pressione de in assenza di ossigeno sono sottoposti a due tipi
di reazione:
                    
Transesterificazione, che forma lunghe catene di idrocarburi
e che da luogo agli olii minerali (biodiesel).
                    
Rottura (“cracking”) termica o pirolisi, che produce la decomposizione termica
dei trigliceridi e di altri composti organici in molecole semplici, come
alcani, alcheni, sostanze aromatiche (componenti fondamentali del petrolio e
del gas naturale) ed acidi carbossilici.
Le molecole
piccole
, risultato del cracking (fondamentalmente metano 90-95%, etano 2-6%, e propano 1-2%), insieme ad altri gas
come elio, sulfuro di idrogeno, azoto e
marcaptani
formano quello che è conosciuto come “gas naturale”.
Per questo motivo, il gas naturale di
solito è presente nei giacimenti di petrolio e costituisce una parte fondamentale delle riserve di
combustibili fossili.

Il plancton marino e le alghe
microscopiche
accumulano grasso in grande quantità nel proprio organismo
come riserva di energia:


Per quello che si sa, sono le
principali  fonti di materia organica dalla quale
derivano il petrolio de il gas naturale che esistono attualmente.

1.2.-
Fossilizzazione degli idrati di carbonio: il carbone

Gli idrati di carbonio hanno la formula generica:

Cn+x H2nOn

Stechiometricamente, sono
quasi una combinazione di carbonio (C) de acqua (H
2O). Per questo si chiamano “idrati di
carbonio. Per questo motivo:
                    
Possono
essere fermentati a causa
dell’azione dei batteri anaerobici,
che consumano il proprio ossigeno dai carbiodrati per produrre energia,
liberando  CO
2 e H2O e incrementando gradualmente il contenuto di carbonio anella misura in cui
l’ossigeno si  esaurisce (notare che
questo non accade coi lipidi, che non fermentano). Questo processo è conosciuto
come “carbonificazione”.
                    
Inoltre,
sottoposti ad altre pressioni e temperature, subiscono una reazione di disidratazione (perdita de acqua),
perdendo carbonio elementale (cosa conosciuta anche come “carbonizzazione”).
E’ ciò che osserviamo, ad esempio quando si riscalda del legno senza farlo
ardere ho un blocco di carta. Il processo di disidratazione ad alte temperature
e quello che genera il carbone vegetale o “picón”(chiedo
scusa, ma non trovato una definizione plausibile in italiano, forse biochar,
ndT).
Per la sua abbondanza, ci
sono due tipi di idrati di carbonio che meritano una menzione speciale: la lignina e la cellulosa. La cellulosa è un polimero naturale,
formato da unità di glucosio (che è
un carboidrato) polimerizzata (connessa
l’una con l’altra in una specie di maglia estesa):




La cellulosa forma le pareti cellulari dei
vegetali. La parete di una cellula vegetale giovane contiene
approssimativamente un 40% di cellulosa; il legno circa il 50%, mentre
l’esempio di maggior purezza della cellulosa è il cotone che ne contiene in
percentuale superiore al 90%.


Da parte sua, il legno è ricco di lignina
(il nome proviene esattamente dalla parola latina “lignum”, che vuol dire
“legno”) che è un altro polimero naturale, di struttura più complessa della
cellulosa ma con una stechiometria simile (da carboidrato) ed è presente in
gran quantità nelle parti cellulari delle piante e anche le alghe dinoficee del
regno dei cromalveolati.

 Per esempio, c’è un tipo di
carbone giovane chiamato lignite,
così chiamato perché si presenta spesso con la forma del legno dal quale
proviene:



2.- COME A QUANDO SI SONO
FORMATI I COMBUSTIBILI FOSSILI

I combustibili fossili, ai
quali oggi siamo così tanto affezionati, hanno origine in due ere molto
specifiche del paleozoico: il Devoniano
e il Carbonifero
.



I diversi tipi di vita (e di
materia organica associata) presenti in questi periodi e le diverse forme in
cui si trova fossilizzata, hanno dato vita al petrolio e al  gas nel Devoniano e carbone  nel Carbonifero.

2.1.- Il Petrolio e il Gas naturale

Durante il Devoniano (nome proveniente dalla
contea del Devon, in Inghilterra), gli oceani de i fiumi si riempirono di plancton e alghe microscopiche che,
come abbiamo visto, accumulavano grandi quantità di grasso nei loro organismi.


Nella misura in cui i loro
cadaveri si andavano accumulando in bacini
sedimentari
, normalmente mari poco
profondi
e letti di fiumi, e
continuavano ad essere ricoperti da nuovi strati di sedimenti, la pressione e
la temperatura nei sedimenti più profondi aumentavano fino a che
iniziarono le reazioni di fossilizzazione che conducono alla formazione di
petroli e gas naturale. Il processo di formazione del petrolio e del gas
naturale è lento e casuale e consta dei seguenti passaggi:


                    
I
sedimenti mescolati con sabbia si depositano in un ambiente anaerobio in fondo ai bacini sedimentari marini e
fluviali.
                    
Poco
a poco, vengono ricoperti da nuovi
strati di sedimenti
, ciè che fa sì che sprofondino e che aumenti la loro pressione e temperatura.
                    
A
pressione e temperatura sufficienti, iniziano le reazioni di formazione degli idrocarburi e si trasformano a poco a
poco in sabbie bituminose. In alcuno
casi il processo avviene qui (per esempio, nei giacimenti di sabbie bituminose
del Canada).
                    
In
seguito, a pressioni anche maggiori ,
le sabbie bituminose si trasformano (si producono cambiamenti
mineralogici) dando luogo a rocce
arenarie impregnate di petrolio e gas
e si intensifica il “cracking” degli idrocarburi pesanti per
dar origine ad altri più leggeri.
                    
In
alcuni casi, a temperature troppo alte o
mantenute per troppo tempo, tutti gli idrocarburi si trasformano in gas
naturale
.  Normalmente, solo
una parte si trasforma in gas e il resto rimane come idrocarburi allo stato
liquido.
                    
Gli
idrocarburi e il gas migrano verso
l’alto
, solito perché hanno una densità minore dell’acqua e della roccia, o
meglio perché vengono trascinati e lavati dallo strato d’acqua
inferiore.


                    
La
migrazione continua fino a che:

                    
O emergono all’esterno, formando fumarole
di gas o affioramenti di bitume, come quelli che si possono vedere in certe
zone del mar Morto (da lì proviene il “Bitume della Giudea”):



                    
Oppure
rimangono intrappolati da una roccia impermeabile, chiamato roccia
“sigillo” o “trappola” (tipicamente rocce saline di antichi bacini
marini oppure rocce argillose di antichi bacini fluviali).


Di fatto, si stima che la stragrande
maggioranza del petrolio e del gas
(più del 99%!) formatosi nel tempo sia
già uscito in superficie
. Resta solo quello che, casualmente, è stato
catturato in una trappola da una roccia sigillo, tipicamente argille (in zone
fluviali) e rocce saline (in antichi mari) che sono poco permeabili. La roccia
nella quale il petrolio ed il gas restano imbrigliati si chiama roccia
“magazzino”
ed è di importanza fondamentale. Dalle sue caratteristiche
fisiche e chimiche dipende la quantità di petrolio che si potrà estrarre da
un giacimento.



Ogni petrolio ha la “sua”
ricetta e la “sua”
storia. Non ce ne sono due uguali. Anche la composizione
di ciò che si estrae dallo stesso giacimento varia nel tempo.

Per questo motivo, in senso
commerciale, si è soliti lavorare con valori medi di densità,  contenuto di zolfo…ecc. Il petrolio
commerciale è una miscela di prodotto di vari pozzi con una specifica più o
meno costante. Così, estrarre petrolio è paragonabile a questo:

 2.2.- Il Carbone

Durante il Carbonifero (letteralmente “l’età del
carbone”) gli alberi ed i vegetali legnosi di grandi dimensioni colonizzano
la terraferma e le paludi, ed i loro resti      
legno e foglie si accumulano in zone paludose, lagunari o marine
di poca profondità.


Il
processo di formazione del carbone richiede l’azione di batteri anaerobici o
calore
, è molto più semplice di quello del petrolio ed segue questi
passaggi:
                    
I vegetali
terrestri
morti, foglie, legno, cortecce e spore, ricchi in cellulosa e
carboidrati, vanno accumulandosi nel fondo di un bacino di sedimentazione,
in zone paludose, lagunari o marine di poca profondità. Rimangono coperti di
acqua e, pertanto, protetti dall’aria.
                    
I batteri
anaerobici
trasformano lentamente il materiale mediante la fermentazione,
consumando l’ossigeno della materia organica stessa, liberando CO
2 e H2O e lasciando
un residuo sempre più ricco di carbonio.
                    
In
seguito possono venire coperti da depositi argillosi provenienti da
alluvioni o inondazioni, il che contribuirà al mantenimento dell’ambiente
anaerobico adeguato perché continui il processo di carbonificazione.

Possiamo trovare diversi tipi
di carbone in funzione del grado di carbonificazione che abbia subito la
materia organica. Più o meno sono i seguenti:
                    
Antracite, che è carbonio cristallino praticamente
puro.
                    
Bituminoso con poche sostanze volatili.
                    
Bituminoso con media quantità di sostanze volatili.
                    
Bituminoso con alta quantità di sostanze volatili (carbon
fossile
).
                    
Sub-bituminoso.
                    
Lignite con una conformazione che ricorda ancora
l’origine vegetale.
                    
Torba carbone giovane mescolato con resti di vegetali non ancora
carbonificati.

Questi tipi sono abbastanza
omogenei in tutto il mondo.
Si pensa che la maggior parte
del carbone si sia formato durante il carbonifero (da 190 a 345 milioni di anni
fa).


3.- DOVE TROVARLI

Come abbiamo spiegato
nell’esposizione precedente, il petrolio e il gas naturale si trovano
in:
                    
Zone
che sono state bacini sedimentarie di mari o fiumi durante il Devoniano.
                    
Che
abbiano subito processi geologici di trasformazione delle sabbie
sedimentarie in arenaria.
                    
E
che dispongano di uno strato di roccia impermeabile che ha impedito che
gli idrocarburi formati salissero fino alla superficie.

Da parte sua, il carbone si
trova in:
                    
Zone
che sono state bacini sedimentari di mari poco profondi e paludi durante
il Carbonifero.
                    
E
che si trovino in zone dalla vegetazione abbondante durante quell’epoca.

E’ molto più abbondante del
petrolio e del gas. Di solito si trova sotto uno strato di ardesia e sopra uno
di sabbia e argilla.

4.- COME SI TROVANO

Il Dio Ade dei greci (Plutone
per i Romani) regnava nell’inframondo e custodiva con zelo i suoi tesori. Lo si
invocava colpendo il suolo con la mano o con un bastone e lanciando ogni tipo
di maledizione. Come troviamo petrolio e gas oggi?

Bene: facendo esattamente
la stessa cosa!
Anche se le maledizioni si riservano ai casi in cui si
trivella e non esce nulla. Una volta che abbiamo identificato un antico bacino
sedimentario
, una parte fondamantale dell’esplorazione consiste nel fare “mappe
degli strati profondi della crosta terrestre. Ciò si ottiene per mezzo
di tecniche sismiche:



Un dispositivo generatore di onde
sismiche
(qualcosa che colpisce il suolo o fa scoppiare piccole cariche
esplosive) genera onde che si riflettono e si rifrangono sui
diversi strati del suolo e vengono “ascoltati” da geofoni situati ad una
certa distanza dalla fonte.
Il suolo, essendo molto
denso, è un trasmettitore eccellente del suono, cosa che possiamo
verificare in estate, sulla spiaggia, mettendo l’orecchio a terra ed ascoltando
i passi di una partita di calcetto a più di 100 metri di distanza. Inoltre, la velocità
del suono è molto diversa in funzione della composizione di ciascuno
strato. .

Misurando i tempi di
ritardo delle onde nel tornare in superficie, ed essere raccolte dai diversi
geofoni, e risolvendo i sistemi di equazioni corrispondenti, si possono
redigere mappe relativamente precise dei diversi strati.


Esempi di mappe sismiche

Queste mappe sismiche non
misurano distanze, ma tempi!
Per ottenere la profondità di strato in
strato, bisogna conoscere la densità e la velocità del suono in ogni
segmento e questo si potrà fare soltanto con i primi sondaggi. I geologi
ed i geofisici passano ore davanti a questi diagrammi, assistiti da potenti
computer, per cercare di trovare le formazioni suscettibili di diventare trappole
per il petrolio
. E’ tipico il caso degli anticlinali (pieghe
convesse verso il basso) e  delle faglie
(attraverso le quali il petrolio migra verso la superficie).


Di fatto i computer moderni,
con capacità di processo impensabili qualche anno fa, hanno comportato un salto
qualitativo
nella qualità di queste analisi preliminari ed hanno migliorato
drasticamente l’affidabilità di questa tecnologia. Le più recenti scoperte
sarebbero state impossibili senza questa tecnologia, poiché
richiederebbero migliaia di milioni di ore di calcolo manuale. Una volta
localizzata una zona promettente, bisogna fare una prima perforazione… La
perforazione del primo pozzo di prova è un momento chiave.
                    
Una
perforazione onshore (sulla terra
ferma) può costare quasi un milione di dollari (senza contare i costi per
trasferire i macchinari e le infrastrutture necessarie sul posto).
                    
Una
perforazione offshore (in acqua, su
una piattaforma o una nave) può costare varie volte di più ed è alla portata
delle sole compagnie più grandi.

La media dell’industria su
scala mondiale è di una perforazione di successo ogni 15-20 perforazioni
secche
.


Va da sé che, nellla
perforazione offshore, la complessità ed il costo aumentano rapidamente
con la profondità dell’acqua. L’esplorazione in acque profonde (altezza
delle acqua superiore a 1000 metri) è diventata praticabile e ragionevolmente
sicura solo da 7-8 anni. Il carbone è, in confronto, molto più semplice
da localizzare e da estrarre . Di solito affiora in strati lungo le faglie
del terreno
e si trova fra uno strato di argilla ed uno di ardesia.

Si stima che la maggior
parte delle vene carbonifere siano ancora da scoprire
, per il fatto che non
sia vantaggioso il loro sfruttamento (sono troppo piccole o perché si trovano
troppo lontane dai centri di consumo).


5.- COME SI VALUTA LA QUANTITA’


5.1.- “Risorse” (Petrolio nel
posto”) e “riserve” non sono la stessa cosa

La quantità totale stimata
 di petrolio in un bacino, includendo
le parti estraibili e non estraibili, si chiama “risorsa” (“oil in place
in inglese). Date le caratteristiche di ogni bacino e le limitazioni delle
tecnologie di estrazione del petrolio, solo
una parte
delle risorse può essere portata in superficie. Questa parte è
denominata “riserve”. Il quoziente riserve/risorse viene chiamato fattore
di recupero,
FR (“recovery factor”, in inglese) e varia enormemente
da un posto all’altro. Dipende da:
                    
La densità del petrolio. A maggiore
densità, corrisponde maggiore difficoltà di flusso e di estrazione del
petrolio.
                    
La pressione alla quale si trovi il
bacino. A maggiore pressione corrisponde una maggiore densità del petrolio o
del gas e minori sforzi per estrarli.
                    
La porosità della roccia magazzino. A
minore porosità corrisponde una difficoltà maggiore a che il petrolio o il gas
fluiscano e saranno necessari più pozzi.
                    
La distribuzione fisica del bacino (la sua
irregolarità). Ci possono essere zone inaccessibili che richiedano la
perforazione di pozzi supplementari.
                    
La tecnologia utilizzata: in generale, il
fattore di recupero migliora se si fanno ulteriori investimenti in un bacino
come:
1. Iniezione di gas o acqua per aumentare
la pressione.
2.
Inondazione per trascinare il petrolio verso la parte superiore del
bacino.
3.
Uso di microbi anaerobici che “digeriscano” il petrolio più pesante e lo
trasformino  
     in composto più leggeri.
4.
“Fracking” (fratturazione idraulica o fisica mediante esplosioni),
consistente nel rompere la roccia magazziono per migliorare la sua porosità.
Questo tipo di tecnologia permette di estrarre petrolio e gas dall’ardesia
(“shale oil”/”shale gas”), che è una roccia molto poco permeabile. E’ un
procedimento controverso a causa della possibilità di inquinare le falde
acquifere, creare faglie e addirittura anche terremoti locali (se vi guardate
il documentario “Gasland” scoprirete che è una certezza, ndT).

In generale:
                    
Il gas naturale ha un fattore di recupero superiore
al 80%
.
                    
Le
riserve di  petrolio leggero, come
quello nigeriano, iracheno o saudita possono arrivare ad un fattore di
recupero del 50 %.
                    
Quello
del petrolio intermedio (per esempio quello del Mare del Nord), di
solito non supera il 20%,
anche se estratto con tecnologie migliorate
(“enhanced recovery”) può arrivare al 25%.
                    
E il
fattore di recupero del petrolio pesante ed extra pesante, come quello
messicano  o venezuelano, raramente
supera il 5% attualmente, a causa del fastto che lo sfruttamento non può
avvenire a cielo aperto (come nel caso delle sabbie bituminose del Canada).

Attualmente assistiamo ad un
certo “revival” di zone che erano entrate in fase di declino grazie alle nuove
tecniche di recupero avanzato (“enhanced
recovery”
). Si parla di recupero secondario o anche terziario

5.2.- Riserve provate,
probabili e possibili.

La contabilità delle riserve
di petrolio e del gas è l’incubo dell’economista con mentalità da contabile,
poiché le riserve non si sommano come euro, dollari, aautomobili o chili di
mele.
Per cominciare, i criteri per misurare la quantità stimata delle
riserve non sono uniformi ed alcune aziende petrolifere statali usano
criteri propri (non omologabili) per valutarle. Qui commenteremo gli standard
più accettati
dall’industria a livello internazionale. In funzione della
certezza con la quale si spera di trovare riserve in un giacimento, si parla di
riserve provate, probabili e possibili.
                    
Le riserve provate sono quelle certezza
superiore 90% di essere recuperate
alle condizioni tecniche e politiche attuali. Solitamente si parla di P90 o 1P.
                    
Le riserve probabili sono quelle con una
certezza superiore al 50% di
essere recuperate alle condizioni tecniche e politiche attuali. Solitamente si
parla di P50 o 2P. Cioè, sono quelle che è più probabile che esistano piuttosto
che no.
                    
Le riserve
possibili
sono come “il racconto della latteria”: sono quelle con una
certezza superiore al 10% di poter
essere recuperate. Solitamente si parla di P10
o 3P. E’ una valutazione
generosa della dimensione possibile del giacimento.


Per quello che abbiamo detto
primasui fattori di recupero, le riserve possibili sono diverse volte
superiori
a quelle probabili o provate (dell’ordine da 1 a 10 o 1 a 20). Le
compagnie (private e alcune statali) si sottomettono periodicamente a revisioni
delle riserve
per verificare la veridicità dei numeri che pubblicano. Il
problema è che due delle maggiori compagnie petrolifere statali, che si presume
accumulino più del 60% delle riserve mondiali di petrolio (non c’è bisogno di
dire quali!) e dalle quali dipende buona parte della fornitura mondiale, non
accettano di sottomettersi a questo tipo di revisione.
Si suppone che
“qualcuno” stia manipolando quei numeri, ma naturalemnte non sono di dominio
pubblico.


5.3.- Stima delle riserve di
petrolio e gas

Ci sono vari metodi per il
calcolo delle riserve e normalmente si utilizzano tutte visto che qualsiasi
informazione
che serva da contrasto aiuta nel prendere decisioni di
investimento che sono enormemente costose.


Si raggruppano in tre
categorie e tutte hanno vantaggi e svantaggi:
                    
Bilanciamento dei materiali: usa un’equazione termodinamica che
mette in relazione il volume di acqua, petrolio e gas che sono stati prodotti
nella storia del giacimento e i cambiamenti di pressione osservati nello
stesso, per dedurre il petrolio restante. Richiede una gran quantità di dati
(che non sempre sono disponibili) e serve solo per giacimenti che hanno
prodotto fra il 10 ed il 15% della propria capacità.
                    
Curva di declino: utilizza la curva di produzione storica
per stimare la produzione futura, aggiustandola ad una curva di regressione
(che di solito è iperbolica, esponenziale ed armonica). Richiede uno storico
esteso ed esaustivo perché la stima sia buona.




                    
Volumetrici: cercano di determinare la quantità di petrolio presente (“oil in place”)
utilizzando la dimensione del giacimento così come le proprietà fisiche delle
sue rocce e fluidi. Si presume quindi un fattore di recupero basato
sull’esperienza di giacimenti simili il cui comportamento è conosciuto e ciò
fornisce delle riserve stimate. Sono le più utili nel momento di prendere una
decisione di sfruttamento iniziale e di inizio vita del giacimento.

Nei metodi volumetrici, l’industria è
solita usare il seguente modello di tipo “schermata discendente” per
determinare le riserve provate, probabili e possibili:


Risorse =
Volume del giacimento (V)
            ×
Porosità
(?)
            ×
            Saturazione degli idrocarburi (S)
            ×
            Fattore di espansione a pressione
atmosferica (N)
             ×
Fattore
di recupero (FR)

Il prodotto Risorse = V×?× S ×N non è mai maggiore del “oil in place” che,
moltiplicato per il fattore di recupero (FR), ci dà le riserve.

Vediamo
come si determina ognuno di questi fattori:

                    
Volume del giacimento (V): abbiamo già spiegato come il petrolio
si trovi detenuto , abitualmente in una roccia impermeabile (roccia sigillo) e
uno strato d’acqua inferiore. Il presupposto è stimare tanto lo spessore dello
strato quanto la sua estensione. Per questo, i geologi sono soliti fare
affidamento su informazioni fornite per pozzi di campionamento realizzati lungo
una regione, immagini di sismica a rifrazione e correlazioni con altri
giacimenti già conosciuti ( L’industria ha dietro di sé più di 100 anni di
esperienza nel fraintendimento della valutazione della dimensione dei
giacimenti).
                    
Porosità (?): mediante pozzi di campionamento, si
estrae materiale e si sottomette ad una analisi mineralogica per determinare la
dimensione media del poro ed il grado di connessione fra pori adiacenti. In
questo modo si valuta lo spazio reale disponibile per il petrolio ed il gas
“estraibili”.
                    
Saturazione degli  idrocarburi (S): nei giacimenti, e dovuto al processo
stesso di formazione del petrolio e del gas, questi di solito si trovano
mescolati con acqua. La saturazione in olio o gas (la percentuale in massa di
olio o gas ed acqua nella roccia)viene determinata mediante campionamenti.
                    
Fattore di espansione a pressione
atmosferica (N)
: i
giacimenti di solito si trovano sotto chilometri di roccia, a pressioni
immense, per cui il petrolio ed il gas si trovano enormemente compressi e si
espandono rapidamente nella misura in cui ascendono per il tubo mentre vengono
estratti a pressione atmosferica.


Ciò può provocare uno degli incidenti più
tipici (e pericolosi) di questo tipo di sfruttamento: il blow out
(l’esplosione):


I fattori tipici di espansione sono 100/1
o perfino 1.000/1.
                    
Fattore di recupero (FR): come abbiamo detto prima, in funzione
delle caratteristiche del giacimento citate anteriormente, si stima per
comparazione con altri simili la percentuale di risorse che è possibile
estrarre e si determinano così le riserve.

Dato che esiste un margine di
errore più o meno ampio in ognuna delle variabili precedenti, è abitudine
determinare per ognuna di esse un intervallo di sicurezza, una distribuzione di
probabilità (per esempio, triangolare, con valore minimo, massimo è più
probabile) e di usare la simulazione di Montecarlo
per ottenere una distribuzione probabilistica del prodotto. Questa
distribuzione è solita somigliare a questo (una distribuzione di tipo “beta”,
che è simile a una normale, ma  con un
valore probabile più prudente):
In generale, la conoscenza di
un giacimento migliora col suo sfruttamento e la indeterminazione iniziale va
diminuendo. Le prime stime di solito sono per difetto e le riserve di solito
col tempo,
semplicemente per aggiustamenti fra il modello teorico iniziale
conservativo e la realtà osservata. Nel 2007, la SPE (Society of Petroleum
Engineers), il WPC (World Petroleum Council), la AAPG (American Association of
Petroleum Geologists) e la SPEE (Society of Petroleum Evaluation Engineers)
hanno elaborato un sistema più sofisticato di valutazione delle riserve che
include tanto quelle provate quanto le:
                    
Contingenti: quantità di petrolio che si stima si
possano recuperare ma i cui progetti sono bloccati e che non sono state
dichiarate commerciali per cause contingenti (litigi, assenza di mercati,
tecnologia in via di sviluppo).
                    
Prospettive: quantità di petrolio che si stima si possano
recuperare ma che non sono ancora state scoperte (per esempio, le zone
circostanti ai grandi giacimenti molto produttivi) e hanno alcune possibilità
di esserlo in futuro.




5.4.- I criteri della SEC
(Secouristes and Exchange Commission)

La SEC obbliga le imprese
energetiche sono quotate nei mercati dei valori USA a calcolare le
proprie riserve in accordo con una metodologia che, in generale, sta diventando
obsoleta (le regole datano in gran parte agli anni 70). I criteri
economici
sono quelli che hanno maggior peso (la normativa è pensata
per proteggere l’azionista)  ed un
effetto perverso degli stessi è che le riserve crescono quando sale il
prezzo  e diminuiscono quando si abbassa,
il che non sembra molto ragionevole.

Recentemente sono stati fatti
alcuni cambiamenti che cercano di mitigare il ballo di cifre, poiché è
controproducente, e cercano di raccogliere in qualche modo le riserve
contingenti, anche se con criteri molto conservatori.


5.5.- Stima delle riserve di
carbone

Le riserve di carbone si
stimano in modo analogo a quelle di petrolio: mediante sismica di alta
precisione
e pozzi di sondaggio si cerca di determinare l’estensione
e lo spessore della vena e le difficoltà tecniche per estrarla. Il tipo
di sfruttamento dipenderà dal materiale e dalla sua distribuzione:

                    
Le
vene di torba e lignite, che sono geologicamente più recenti, normalmente
sono orizzontali e vicine alla superficie per non aver subito piegature e si è
soliti sfruttarli attraverso miniere a cielo aperto, un’opzione più
semplice ed economica in generale (anche se il materiale estratto ha molto meno
potere calorico per unità di massa).

                    
Quelle
di antracite e carbon fossile 
(come, ad esempio, quelle esistenti nel nord della Spagna e in gran
parte del Nord Europa) hanno molto più potere calorico, ma si trovano di solito
in strati antichi, piegati e deformati dalla tettonica, per cui il looro
sfruttamento è solita avvenire in miniere convenzionali (tunnel
sotterranei) ed è, pertanto, più costosa e pericolosa.


Finiamo con una stima attuale delle riserve di carbone:Finalizamos con una
estimación a día de hoy de las reservas de carbón:


I grandi produttori di
carbone:

March 26, 2012

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L’osservazione Cambia La Realtà

DI MARCO CANESTRARI

VEDI TUTTA SERIE IN PLAYLIST

Durante i consueti incontri di Riflessione Sulla Coscienza a cura di Marco Canestrari ci siamo chiesti: L’osservazione può influenzare la realtà?

Attraverso l’esperimento di fisica quantistica della doppia fenditura, si è arrivati alla conclusione che la sola misurazione di un fatto, il solo atto di osservarlo, lo modifica in tempo reale. Infatti, osservando le particelle subatomiche è stato dimostrato che gli elettroni sotto osservazione si comportano differentemente dal normale. Si comportano infatti come delle particelle, al contrario di quando non c’è alcun osservatore. Ciò è stato dimostrato guardando gli effetti dell’esperimento: senza la misurazione del fenomeno, gli elettroni compiono traiettorie totalmente diverse.

Quindi l’osservazione cambia a tutti gli effetti la realtà, anche se è del tutto falso affermare che l’osservatore possa decidere di cambiarla. Chi osserva sta già influenzando la materia, sta già operando il cambiamento.

Testo di Fauno Lami

INFORMAZIONI SUGLI INCONTRI A ROMA

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Memoria Interna Piena su Android, ecco come risolvere il problema

March 23, 2012

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Memoria Interna Piena su Android, ecco come risolvere il problema

Memoria Interna Piena su Android,

E capitato proprio in questi giorni che un mio collega mi chieda come risolvere un problema al suo smartphone Android il quale segnala di rimuovere alcune applicazioni perché la memoria interna sta per esaurirsi. Il problema molto comune sopratutto a possessori di Smartphone di fascia bassa che vengo rilasciati con poca memoria interna la quale bastano davvero poche applicazioni, cache ecc perché questa esaurisca. Per risolvere questo problema ci viene in aiuto una fantastica applicazione gratuita denominata Link2SD la quale ci permette di salvare tutte le applicazioni nella memoria Sd evitando quindi di consumare in fretta tutta memoria interna.

Link2SD ci permette di salvare qualsiasi applicazione nella memoria SD ed inoltre ci permette utili funzionalità per congelare le applicazioni e liberare velocemente la memoria da dati inutilizzati come dalvik-cache cache ecc.

Leggi il resto dell’articolo…

January 20, 2011

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sistema satellitare motorizzato

Ho un sistema satellitare motorizzato. E’ stata sempre la mia passione la ricerca di frequenze e canali da tutto il mondo, o quasi.
Capisco l’inglese, lo spagnolo e il rumeno. Un po’ il francese lo intuisco per alcune Assonanze con la lingua italiana.
Ieri sera ho guardato nell’ordine il tg 24horas della TVE spagnola, il tg di TF2, francese, il tg rumeno della PROTV International, la Cnn e il tg della BBC 1. Naturalmente ci ho impegnato un po’ di tempo.
Conclusione, mi son vergognato di essere italiano. Gli spagnoli con noi e in seconda battuta i francesi ci hanno preso per i fondelli fino in fondo. La prima domanda che si ponevano era il perche’ Berlusconi potesse essere ancora al governo e non si fosss gia’ dimesso. La seconda, piu’ interessante, era quella che chiedeva come mai tanti italiani continuassero ad avere fiducia in lui. La CNN e’ stata piu’ caustica e senza fronzoli e commenti facevano il paragone tra quello che sarebbe accaduto in America in casi simili e che invece in Italia non avviene, le dimissioni.
La BBC 1,dal canto suo ha usato un commento ironico ma piu’ sobrio nei confronti del nostro Paese, con un sorrisetto del conduttore egli si chiedeva quale sarebbe stata la prossima “marachella” del sempreverde Berlusconi.
Il tg rumeno ha dato spazio per pochi secondi alla notizia del bunga bunga e ha definito la situazione italiana uno scandalo ifinito di cui non si vede la fine.
Conclusione: Meno male che non capisco l’arabo, lo svedese il tedesco e il turco…

January 6, 2010

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i programmi tv di musica per giovani

sarebbe bello riuscire a portare al bando la visione di programmi come top of the pops,cdlive etc etc…ma purtroppo nelle radio non mandano altro…. è veramente una situazione che fa acqua da tutte le parti.Il mio discorso sarebbe molto più lungo.. oggi poca gente ha la “scelta” di sentire la che musica vuole… purtroppo per fare delle scelte bisogna “ascoltare” che sò una decina di generi?E una decina di band o autori per ogni genere, no?COsì si puo’ fare una scelta…
Ma cosa ca..o si puo’ scegliere se in tv,negli spot,in radio,nei negozi ci sono sempre le stesse puttanate di canzoni, dove i cantanti non sanno neanche chi l’ha composta la canzone che cantano?Ci sono vari modi di ascendere al successo.. o entri in top ten facendo da canzone “tipo” di un gestore telefonico.O ti mettono a ripetizione in tutte le radio (un produttore che conta…magari son pure sue le radio..)
Sto rimbambito di Paolo Menecazzi lo volete capire che è un “figlio” di un certo padre?E che è stonato?E che ha fatto un album con una sola canzone ripetuta una diecina di volte?La faccia da ebete, da soggetto.
Lo volete capire sta Laura MenoPausini all’estero non ha fatto un bel niente,altrochè autrice INTERNAZIONALE???
Lo volete capire che questo imbecille di Luca Di Stò Risio è una creazione di + persone che fanno una selezione di quello che puo’ andare di moda o meno, gli affibbiano un brano preso dall’albero dei compositori “scelti” (giusto per nn dire mercenari) e lo fanno cantare?Questi si muovono neanche se sono i mostri della musica, solo perchè pestano lo stesso palco di una trasmissione che fa venire gli U2?
Chi diavolo è Tiziano Sferro?!? C’è bisogno di commenti????
Chi diavolo è Vasco Rossi?Nulla togliendo alle sue capacità di dialettica,e di “scriba”. VASCO ROZZI, ROCK ITALIANO?????MA voi lo sapete che quando il blasco va in sala a registrare il ROCK ITALIANO paga a fior di DIN DINI i Fratelli Bissonett?(gente che ha la fatto la storia del rock….ma in america!E nn sono Italiani ovviamente!)
E avendo parlato con uno dei suoi ex chitarristi(ad un seminario) mi disse che agli “italiani” li mandava a cagare a prima mattina durante le registrazioni?Scegliendo poi gli “stranieri”?
Chi diavolo è Cesare DisCremonini?Un bifolco che scrive testi degni di un diario di un bambino all ‘asilo?Che strimpella male 2 strumenti musicali e si crede polistrumentista?
Chi diavolo è AVRIL LAVIGNE!!!!NOOOOOO DITEMI CHI E’?””’!!!!
Una ragazza che DEVE sembrare un esaurita altrimenti nn vende?Avete mai visto in faccia una persona che guadagna milioni su milioni???Vedete Avril LAvigne, porca pu..ana , sta sempre incazzata,come ca..o si fà? E’ quella la parte che deve recitare… sono desolato.
Per oggi finisco con la rassegna “Ma che diavolo ci sta facendo ascoltare l’italia?”
P A G L I A C C I!!!!

This post was submitted by assione.

January 5, 2010

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i giornali e la televisione

A ben vedere i giornali si sono “telesivizzati”. La TV privata serve solo a vendere pubblicità. Maggiore è l’audience (i contatti medi) maggiore la tariffa, maggiore il margine di lucro.
Ora anche i giornali servono solo a vendere pubblicità. Ma siccome le vendite non tirano in Italia, è nato il giornale contenitore di gadget. Libri, cassette, dvd, vibratori, tutto si vende come allegato del gioranle, chè noi andiamo in edicola prendiamo l’allegato buttiamo il giornale. Siamo allora oltre alla televisizzazione: siamo all’edicola bazar.
Anche tutti i supplementi sono fatti per vendere pubblicità. Kilate di stronzate patinate per vendere pubblicità. Per fare tutti quei supplementi abbattono decine di alberi della foresta amazzonica.
Due momenti hanno rivoluzionato in senso involutivo i giornali.
1) la bomba Veltroni: è lui che ha introdotto per primo la vendita con l’Unità delle cassette. Un successo clamoroso. Tutti hanno copiato.
2) la bombetta Repubblica: ha iniziato ad allegare intere enciclopedie, fidelizzando il cliente. Tutti hanno seguito.
Ma se si vedono i giornali esteri, sono piccoli, sottili, pochissima pubblicità. E sono quindi + liberi.

This post was submitted by bugliolo.

January 5, 2010

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l’auditel

amici,

si, è vero. Le macchinette auditel sono una grande farsa: o la si mette a tutti i televisori venduti (ma c’è un rischio per la privacy leggermente inquietante) o a nessuno, perchè quando sento share del 42% mi chiedo immancabilmente: bene, ma quale sarà quello VERO? Il 42% è sui possessori dei rilevatori auditel, che non sono neanche un decimillesimo degli italiani(*). E’ come un exit poll quando ha votato il 2% della poplazione, o anche meno. Quando ha votato lo 0,025% degli aventi diritto!!
L’auditel è ASSOLUTAMENTE ININFLUENTE E NON HA SENSO.
Tempo fa ho proposto, se si vuole colpire una certa azienda televisiva di un certo figuro molto sorridente, di boicottare le sue trasmissioni. In un’epoca dove la politica la fai (o puoi solo più farla) comprando un prodotto anzichè un altro, un calo di ascolti fa più male di un rinvio a giudizio. Il problema è che possono farlo MILIONI di persone SENZA che ci si accorga di nulla. L’auditel ci frega, perchè quelle 5000 (*) famiglie continueranno come prima.
Forse la soluzione è di farlo sapere in un modo diverso dall’auditel. Per esempio trovandosi nei parchi, nei musei, nei cinema (non medusa perfavore ;-D), trovarsi a milioni. Se un servizio in tv dice che 30 milioni di italiani nel weekend non stavano guardando la tv, l’auditel ha poco da dire: i nostri dati ci dicono che 40 milioni guardavano la tv e 20 di loro hanno guardato il granpremio. Dovrebbero sempre specificare: 20 milioni IN PROIEZIONE hanno PROBABILMENTE guardato il granpremio (*).
L’altro modo è quello di usare internet: uno decide di non guardare la tv e manda un’email a rai e mediaset perchè lo sappiano, e un’email ai vari quotidiani perchè lo sappiano ance loro visto che le tv NON LO DIRANNO MAI. Milioni di email, che ne so?, alla “stampa” o al “corriere” che dicono “nonostante i dati auditel, io non ho acceso la tv tutto il giorno” smuoverebbero qualcosa (se la stampa è ancora leggermente libera). Anche solo MIGLIAIA di email servirebbero allo scopo. E se la stampa non ha più un briciolo di libertà, mandiamole ai siti di controinformazione.
Allo stesso modo, se si vuole boicottare un’azienda televisiva a caso per motivi politici e ideologici, lo si faccia e poi si mandino email all’azienda, agli organi d’informazione, alle aziende che mandano in onda la pubblicità su quelle reti.. se l’email in sé non basta all’azienda televisiva, magari un certificato calo di visibilità spingerà gli inserzionisti a diminuire le pubblicità, in una spirale che alla fine- in un’epoca di spa, di acquisti, di stock options- darà i suoi frutti.
Potrebbe essere una via.

Nel caso specifico dello sciopero tv dico: facciamolo e facciamo in modo da farci vedere. Mandiamo anche email per certificarlo, se non bastassero i dati d’affluenza a mostre, musei, parchi.

[*: dal sito dell'auditel
(...) Auditel svolge il suo servizio dal dicembre 1986. Dall'agosto del 1997 la numerosità del campione è raddoppiata. Oggi, il sistema di rilevazione si vale della collaborazione di 5.101 famiglie: 8.000 rilevatori meter, attivi su altrettanti televisori, fotografano le scelte di circa 14.000 individui in ogni momento della giornata.(...)]

This post was submitted by allora.

January 5, 2010

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i programmi televisivi

amici,

sono stanco di assistere a spettacoli avvilenti come reality ecc. ecc.
oggi non esiste più democrazia di informazione, tutto è camuffato,tg che parlano solo dell’operato del governo,mettendo in primo piano facce tristi, programmi di falsi paladini di giustizia (striscia/le iene) che fanno finta di aiutare i meno abbienti.comici che fanno battute contro Berlusconi e poi sono stipendiati da Mediaset ( così potrà sempre dire ” vedete,pago della gente che parla contro di me; cosa volete di più? )
odio vedere attaccare ballarò solo perchè qualcuno del pubblico si permette di applaudire quelli dell’opposizione.
persino nello sport c’è quest’aria di regime dove tutti devono parlare bene del pianeta calcio e del Milan. Lasciateci blob,ballarò,report,tg3 e tenetevi quella spazzatura fatta solo di stupidità, litigiosità.
io sono costretto a pagare sky solo per vedere qualche documentario,film e i Simpson.
ai leghisti vorrei dire ” ma se disprezzate tanto Roma, perchè non tornate tra la nebbia??)è comodo parlare male a Pontida la domenica, poi da lunedì si torna a mettere il culo sulla poltrona a 15.000.00 € al mese.
che schifo

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January 5, 2010

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il contratto con SKY è scaduto !

è scaduto il mio contratto con sky. oggi mi chiedono la restituzione del decoder. mi reco al negozio e mi sento dire che non mi verra’ resa la cauzione perchè sono in ritardo con la restituzione.
faccio presente che telefonicamente mi era stato detto che mi avrebbero fatto sapere loro quando e dove rendere il decoder.
io, ora, come mi dovrei comportare?
ho pensato di rivolgermi a Lei per una dritta, in quanto la stimo molto e sono vicinissima alle sue idee.
certa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente

This post was submitted by monica.

January 5, 2010

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la televione e la rete internet

amici,

pensate che da settimane non accendo più la televisione e senza accorgermene!!
Il risultato?mi sento meglio,più “attiva”,mi sveglio riposata..e faccio un sacco di cose!!
Quando vedo fuori dalla mia finestra i miei vicini che stanno ore davanti alla tv mi viene una tristezza…
Le notizie le prendo da internet,la sera esco,vedo gli amici o mi leggo un bel libro…E, SE NE HO VOGLIA ACCENDO LA TV: NON E’ ANCORA SUCCESSO!!!!

This post was submitted by anuilo.

January 1, 2010

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la televisione oggi

Ho avuto una visione,una visione senza tele!

gente che invadeva un campo da calcio andava verso le telecamere toglieva le tele a chiudeva nelle camere tutti i calciatori e i tifosi per un anno a parlare tra se e se quindi in uno spazio molto ridotto…;

i palinsesti si riassestavano sul nulla a tutte le ore, le trasmissioni di intrattenimento non trattenevano piu’ nessuno, anzi tutti uscivano da se stessi e non ci facevano piu’ ritorno;

la prima serata era oscurata dalla seconda e la terza oscurava quella prima, e tutto era chiaro finalmente chiaro;

il sabato sera era sostituito da Venerdi’ e Venerdì insieme a Robinson Crosue’ portavano tutti in mezzo a un mare di guai e guai a loro se non ci restavano…;

i conduttori venivano condotti dove potevano tenere una condotta piu’ consona alla loro natura: diventavano cavi elettrici e finalmente capivano cosa vuol dire darsi una scossa…

Le ospitate creavano emicranie tali da non riuscire a esser curate nemmeno con cachet miliardari;

i casi umani di certi disumani venivano risolti da CANI, cioe’ male e A MORSI E RIMORSI,

(il rimorso di non aver smesso prima di fare trasmissioni BESTIALI);

ballerine venivano imballate per poi danzare piu’ spedite;

annunciatori e annunciatrici boomerang (che erano diventati giornalisti per il vento che tirava), ritornavano annunciatori e annunciatrici;

miriadi e miriadi di simpatici a se stessi che diventavano finalmente antipatici a noi stessi; “teleaspettari” che non aspettavano piu’ e decidevano di andare a Ramengo ,a quel paese, o anche chissà dove, piuttosto che starsene con chissà chi a vedere chissà cosa per chissà quanto e chissà come;

comici che ritornavano in teatro o al cinema o in radio o al citofono piuttosto che tornare in tv;

giovani fan che presi da stima in se stessi smettevano d’esser presi per il catodo,leccavano meno gelati meno telefoni e meno idoli, e soprattutto, perchè essendo veri “fan”, li mandavano a “fan” culo’;

cuochi che tornavano in cucina a lessare i marroni;

concorrenti a caccia di soldi che sparavano idiozie e poi si sparavano anche tra di loro e nessuno in quel caso MANIFESTAVA CONTRO LA CACCIA;

direttori di rete che cominciavano a pensare;

nessuno che si alzava piu’ in piedi se premiavano un cretino alla carriera o una finta donna vestita da finta pantera;

nessun giornale che scriveva piu’ di chi ha fatto la storia della tv, anzi sembrava qualche critico cominciasse a togliersi dalla tv e ci raccontasse che storia e’ questa non quella della tv;

pensatori che si accorgevano che non potevano far niente dall’interno perché la tv dentro non ha niente;

sceneggiati reality e sit comedy interrotte dalla buon costume, dal buon gusto, di buon grado, dal bel tacer, dal buon padre di famiglia, dal bell’imbusto, dai Nas, dalla bella addormentata, dal buon samaritano, dal Buon Dio……

Ho avuto una visione, una visione senza tele!

Sogno o bisogno?

Dipende sempre da quanto siam complici e conniventi di certi ambiti da deficenti!

Da solo chi scrive di tv o fa tv non va avanti!!!

Togliamo la nostra benzina, a forza di andare avanti solo a spinte si fermeranno…

Crescete e moltiplicatevi. Cresciamo e moltiplichiamoci.

This post was submitted by mullo.

December 30, 2009

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i testi delle canzoni di fabrizio de andre

cari amici

Proprio ieri sono stato a Genova, mi sono immerso nei carrugi, ho percorso via del campo e ho visitato il negozio di Tassio: per 20 minuti mi sono sentito immerso nel mondo di Faber… la sua chitarra, le copertine dei suoi dischi, le cartoline che scriveva agli amici, i dischi e i libri di personaggi che lo hanno ispirato (Brassens, Brel, Mannerini)… un mondo intero girava vorticosamente intorno a me. Ho sempre amato Faber, fin dal primo album che ho ascoltato: la buona novella. Ha ragione chi parla di “profeta del nostro tempo” e lo paragona a Pasolini: ci sono persone, quelle come lui, che riescono a vedere più lontano di altre. Ci sono persone che riescono a scrivere testi di intensa e lirica spiritualità pur essenso atei.
Percorrendo via del campo me lo immaginavo passeggiare da giovane in quelle vie, tra puttane e poveri ubriaconi… e ascoltare le loro storie. Tutti quelli che lo hanno conosciuto raccontano la sua grande capacità di ascoltare le persone, senza farle sentire giudicate. Me lo immaginavo coi suoi amici tirare cacche di uccello dai tetti nei contenitori di latte delle massaie. Me lo immaginavo con quella prostituta che ha amato per due anni, Anna, andarla a prendere al bar Olimpia in via XX settembre, chiudersi con lei alla pensione Groppallo… Me lo immaginavo con tuo fratello Andrea, Controversial. Cercavo con emozione e quasi con avidità il suo segreto, cercavo in quelle vie le cose che sono riuscite a dargli quello sguardo così lucido e lirico insieme, il suo verso folgorante…
Mi manca, mi manca tanto, ancor di più per non averlo mai visto dal vivo, di persona, ma solo attraverso le sue canzoni.
A dir la verità non mi piace chiamarlo profeta, non mi piace questa parola altisonante, che contrasta troppo con la sua riservatezza e la sua umiltà.
Riporto (a memoria, quindi non letteralmente) quanto disse in un’intervista, alla domanda di Mollica “Di cosa ha paura oggi Fabrizio De André?”:

“Sicuramente della morte, che, se mi darà il tempo di accorgermene, mi faràà provare la mia buona dose di paura…
Ma soprattutto dello scarso attaccamento alla vita che vedo in molti miei simili, che si ammazzano per cose sicuramente più futili del valore dellaa vita.
Io ho paura di quello che non capisco, e questo proprio non mi riesce di capirlo”

This post was submitted by billo.

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