January 14, 2011

Posted by: sebans

Category: Tutto il resto

Tags:

I figli degli immigrati nati in italia

è figlia di genitori di origine tunisina, è nata a Modena alle 00.01 dell’1
gennaio 2011, un secondo dopo l’inizio del nuovo anno ed è la prima persona nata in Italia. I suoi genitori lavorano ed abitano in Italia, contribuiscono allo
sviluppo del paese e pagano le tasse. Farah studierà in scuole italiane, potrà andare all’università, avrà una vita italiana ma non sarà cittadina italiana tanto
facilmente. Almeno con la normativa attuale. La prima nata nel nostro paese porta alla luce un tema poco indagato dai mezzi di distrazione di massa: lo status delle così dette seconde generazioni, i figli di immigrati nati in Italia o giunti qui da piccoli. Non si
tratta propriamente di immigrati poiché non hanno scelto di compiere una migrazione, ma sono cresciuti o cresceranno accanto a noi e vogliono gli stessi diritti
dei loro coetanei. Questi “mezzi cittadini” sono spesso costretti da una
legge estremamente restrittiva, la n. 91 del ’92, a cominciare l’età adulta con un permesso di soggiorno, anche se sono nati in Italia ed hanno una carta di
identità italiana che lo certifica. Si sentono chiedere cosa mangiano, se sono integrati, come se fossero diversi dai loro amici con cui studiano, giocano, amano,
tifano, progettano un futuro. Un tentativo di riforma di legge c’è, ma è fermo alla
Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati in attesa che il Ministro dell’Interno Roberto Maroni esponga in Commissione Affari Costituzionali i
dati e le procedure di concessione della cittadinanza italiana. Nel dicembre scorso la discussione ha compiuto due anni durante i quali sono state presentate 15
proposte di modifica della legge da parte di molti gruppi parlamentari.
Da una parte la Lega e il PDL che vorrebbero leggi più restrittive, dall’altra la maggioranza a cui si è aggiunto recentemente il presidente della Camera Fini,
che vuole un percorso più

January 14, 2011

Posted by: sebans

Category: Tutto il resto

Tags:

i sindacalisti

Sti merde di sindacalisti che non fanno un cazzo dalla
mattina alla sera, oramai sono 10 anni che si parla di
globalizzazione, e sti coglioni non potevano coalizzarsi
con gli altri sindacati europei per frenare le
importazioni dalla cina??? una settimana fa sono andato
a comprare un ferro da stiro e uno scaldabagno, tutti al
100% made in cina. A sto punto bisogna anche prendere
atto della situazione attuale, e non è che alla fiat si
siano abituati troppo bene??? fino ad ora nei momenti in
cui la fiat aveva modelli superati, vai di cassa
integrazione a go-go, e spesso vuoi che non ti trovi un
posto in nero, che poi quando invece la fiat lancia
nuovi modelli e ha bisogno di lavoro, allora per
continuare a tenere il posto in nero, si danno malati, e
vanno a fare i sabati in nero, che sono molto piu’
convenienti, perchè si sa che in italia se si lavora in
regola poi per mantenere la schiera di magnaroni della
pubblica amministrazione, di cui molti infilati dagli
stessi sindacati, in busta paga ti resta poco o niente!!

January 14, 2011

Posted by: sebans

Category: Tutto il resto

Tags:

Tutti i finanziamenti dati alla Fiat

Sette miliardi e seicento mila euro: è questa la cifra
che lo Stato italiano, tramite finanziamenti, ha erogato
alla Fiat tra il 1977 e il 2009. Il dato proviene da
Giuseppe Bortolussi, segretario degli artigiani e dei
piccoli imprenditori della Cgia di Mestre, che ha quindi
fornito il dato dei soldi pubblici finiti a Torino nel
corso degli ultimi 33 anni. Si tratta di “una cifra
importante – spiega Bortolussi – che ha toccato la
dimensione economica più rilevante negli anni ’80. In
questo periodo di profonda ristrutturazione di tutto il
settore automobilistico mondiale, la casa torinese ha
ricevuto dallo Stato italiano oltre 5,1 mld di euro. A
fronte di questi dati – afferma il segretario – le
affermazioni fatte nei giorni scorsi dal dottor
Marchionne mi sembrano quanto meno ingenerose”.

Bortolussi prosegue fornendo numeri più dettagliati: dal
1990 in poi, 1,279 miliardi di euro sono stati investiti
per la costruzione degli impianti di Melfi e Pratola
Serra. Altri 272,7 milioni sono stati utilizzati per
ristrutturare gli impianti di Melfi e Foggia tra il 1997
e il 2003. Lo Stato ha inoltre “coperto” gli incentivi
alla rottamazione con 465 milioni di euro. Trattasi
sempre di fondi statali, pubblici. “In questa analisi –
conclude Bortolussi – non abbiamo tenuto conto
dell’importo sostenuto per l’erogazione degli
ammortizzatori sociali. Tra il 1991 e il 2002 la spesa è
stata pari a 1,15 mld di euro. Un’entità, che è bene
ricordare, è stata sostenuta anche dalla Fiat e dai suoi
dipendenti”.

Tutte le voci, complessivamente, convogliano nei 7,6
miliardi di euro che lo Stato ha “girato” al Lingotto.
Dopo le polemiche tra Marchionne e Fini, dunque, parlano
i numeri.

January 14, 2011

Posted by: sebans

Category: Tutto il resto

Tags:

il consumatore cosmoplita

Il potere democratico del consumatore cosmoplita.
Dalla parte dei consumatori e lo siamo tutti:
imprenditori e lavoratori,elettori di destra e di
sinistra,amministratori ed amministrati,criminali e
cittadini onesti,cattolici e laici,sposati e separati,
eterosessuali ed omosessuali, insegnanti e scolari,
malati e medici, genitori e figli ………..Tutti
vogliamo i prodotti migliori per prezzo e qualità e
tutti vogliamo far parte della loro produzione.Stiamo
arrivando alla globalizzazione del mercato mondiale.
Ormai quasi tutti gli abitanti di questo pianeta sono
mossi dal desiderio di essere consumatori e produttori,
perchè ogniuno possa migliorare le proprie condizioni di
vita. Che il lavoro nobilitasse l’uomo, l’abbiamo sempre
saputo purchè lavori e libero nelle scelte del consumo.
C’è stata l’era del consumismo, che in parte c’è ancora
, come ancora c’è chi non ha di che per vivivere.
Ora, con il risveglio dei cinesi,indiani,brasiliani e
degli ex comunisti, è iniziata l’era del consumatore-
produttore con un mercato di prodotti diffuso in tutto
il pianeta e sempre più facilmente raggiungibile sul
web. E tutti cercano di produrre per soddisfare le
richieste possibilmente di tutti i consumatori a
prescindere dal sesso, dal colore della pelle, dal credo
religioso e politico, dal luogo di proveninza.

January 14, 2011

Posted by: sebans

Category: Tutto il resto

Tags:

Il Prodotto Fiat

La Fiat non riesce a stare sul mercato perché il suo
prodotto non è competitivo e costa troppo per quel che
vale e questo non cambierà con un centinaio di € in meno
del costo, che è il massimo che si possa ottenere dalla
politica di Marchionne
C’è un gravissimo problema di competenza e di
competitività a carico della dirigenza, non degli operai
Siccome questo non cambierà nell’immediato futuro,perché
di modelli nuovi e più avanzati non se ne vedono,questa
fase è comunque transitoria.
Anche vincesse il Si,non sarà tutto a posto,a condizioni
vergognose il lavoro ci sarà e a 1500 € al mese,ma sarà
solo rimandato l’inevitabile rischio di fallimento edi
nuovi licenziamenti
Marchionne se ne andrà comunque negli USA con l’ennesimo
salvataggio a spese nostre con soldi pubblici al termine
del solito rito ritrito piano di ristrutturazione a
colpi di machete
Come disse Churchill:“Potevano scegliere fra il disonore
e la guerra.Hanno scelto il disonore e avranno la
guerra”
Allora tanto vale dire di no subito
Ma forse esiste un mezzo migliore
Queste referendum che cancella la democrazia della
rappresentanza sindacale è antidemocratico non solo
nella sostanza ma anche nella forma,non è legittimo
(V.:dovrebbe esistere un NO della Consulta anche sulle
condizioni di lavoro che calspetano la Costituzione!)
Una consultazione con un’arma puntata sotto ricatto è
simile al ricatto che fece il fascismo: manganello o
olio di ricino
Chi pensa di esercitare un ruolo con questi mezzi NON
DEVE essere riconosciuto
La vera vittoria per la Fiom e per tutti sarebbe un 50%
+1 di schede bianche
Il risultato sarebbe lo stesso del No,perché senza la
metà più uno dei Si Marchionne ha già detto che se ne
va. Ma il senso simbolico sarebbe anche migliore.
Non mi permetterei mai di criticare chi voterà sì,ma se
un lavoratore sceglierà il disonore,avrà anche la
guerra.

January 14, 2011

Posted by: sebans

Category: Tutto il resto

Tags:

Volkwagen vuole comprare alfa romeo

La WV vuole comprare l’Alfa Romeo ma Marpionne non
vuole, ElCan invece si. Credo che Marpionne voglia far
passare un po di tempo perché oggi la WV, con gli
stipendi degli operai dell’Alfa fa un grande affare
(visto che in germania pagano il doppio)ed in più
comproverebbe che una vera casa automobilistica saprebbe
risolvere i problemi dall’Alfa e questo Marpionne
proprio non lo vuole. Aggiungo comunque che lo strozzino
non è Marpionne bensì la vera dirigenza Fiat. Sarebbe
come dire che un rettore è uno stronzo se applica la
riforma Gelmini del governo BERLUSCONI. Capisc’amme.
La FIAT deve smettere di produrre auto, perchè
semplicemente non sono capaci. Infatti costruiscono
macchine di merda, e fino a qui tutto regolare, il
problema è che pretendono di venderle allo stesso prezzo
di quelle buone.

La FIAT dovrebbe smantellarele linee di produzione e
installare nei capannoni enormi lampade per la
coltivazione idoor di Canapa Indiana.

Bilanci positivi garantiti.
Allegria per tutti.
Marchionne con zappa, vanga e stivaloni che sbadila
letame (pagato a cottimo).

January 14, 2011

Posted by: sebans

Category: Tutto il resto

Tags:

Il mercato del lavoro

Il MERCATO DEL LAVORO, questo il termine che qualcuno ha
coniato per definire quella condizione in cui un
lavoratore deve SVENDERSI e PERDERE DIRITTI per poter
COMPETERE con il resto del mondo.

Se c’è un lavoratore POVERO pronto a lavorare con la
febbre, con un piede rotto, gli altri devono adeguarsi,
in nome della CONCORRENZA.
Questa è la logica secondo la quale VINCE IL PIU’ FORTE
o paradossalmente il PIU’ DISPERATO.

Chi offre di meno? E’ una livella verso il basso, che
mette le AZIENDE in una posizione di forza, in cui
l’uomo conta per la sua capacità di SVALUTARSI, rendersi
MERCE A BASSO COSTO.

E il valore umano passa in secondo piano, TUTTO E’ MERCE
anche LA DIGNITA’.
Peccato che queste mie osservazioni si scontrino con la
dura realtà, che vede da una parte migliaglia di persone
senza più un lavoro e dall’altra un deterioramento della
dignità degli essere umani.

January 14, 2011

Posted by: sebans

Category: Tutto il resto

Tags:

Elenco italiani con depositi in Svizzera

Oltre 700 persone sotto inchiesta per deposito fondi all’estero

ci sono 6.963 «posizioni finanziarie» per un totale di
depositi che supera i sei miliardi e nove milioni di
dollari relativi al biennio 2005-07.
posteri
Valentino Garavani
Renato Balestra
Pino Lancetti, insieme alla sorella Edda
E poi le due società che fanno capo a Gianni Bulgari
Sandro Ferrone
Telespazio è la società di Finmeccanica che si occupa di
sistemi satellitari
Camilla Crociani, moglie di Carlo di Borbone e figlia di
Camillo, che del colosso specializzato in armamenti e
sistemi di difesa è stato presidente per diciotto anni
prima di essere coinvolto nello scandalo Lockheed.
Nella lista c’è anche il presidente della Confcommercio
Roma Cesare Pambianchi, insieme a Carlo Mazzieri,
commercialista che risulta socio nella sua attività
professionale privata.
Nome noto è pure quello di Mario Salabè, l’ingegnere
coinvolto negli anni 90 nelle indagini sui finanziamenti
al Pci-Pds con la sua società “Sapri Broker”
fratello dell’architetto Adolfo Salabè che invece fu
accusato di peculato nell’inchiesta sui «fondi neri» del
Sisde quando al Viminale c’era Oscar Luigi Scalfaro del
quale Salabè era amico attraverso la figlia Marianna.
un professore universitario Francesco D’Ovidio Lefevre.
Si va da Cinzia Campanile a Michele Della Valle, da
Carmelo Molinari a Giovanni Pugliese da Mario Chessa a
Roberto D’Antona. E ancora nell’elenco: Gabriella e
Giorgio Greco; Gianfranco Graziadei; Adriano Biagiotti;
Cinzia Santori; Marina Valdoni; Piero Dall’Oglio; Andrea
Rosati; Eleonora Sermoneta; Stefania Vento; Giordana
Zarfati; Eliane Rostagni; Fabrizia Aragona Pignatelli;
l’ambasciatore Giuseppe Maria Borga, la pittrice
Donatella Marchini, il marchese Hermann Targ

January 14, 2011

Posted by: sebans

Category: Tutto il resto

Tags:

Leggi del liberismo

Si vede avere ben chiara una cosa: le leggi teoriche del
neoliberismo,mercato, concorrenza, abilità di produzione
ecc.sono tutte balle.La verità è che qualunque
impresa,nel mondo,per reggere sul mercato ha bisogno di
aiuti dello Stato.Li hanno le imprese americane come i
contadini o gli allevatori americani,ne ha avuto sinora
a iosa la FIAT.Oggi dal governo B non ne ha più.E questo
è 1° motivo per cui chiude, oltre,ovviamente al fatto
che non si possono più vendere nel mondo auto a
combustibili fossili e tanto meno se ne venderanno
perdurando una crisi che è stata precisamente voluta
dalle speculazioni finanziarie e ora rischia di
travolgere tutto senza che alle stesse sia stato messo
alcun correttivo
Nella Prima Repubblica tutti i governi hanno pasturato
la Fiat:fondi pubblici,aiuti
legislativi,sostegni,paletti prote¬zionistici…
Il caso più clamoroso fu la protezione data da Prodi in
occasione dell’asta sull’Al¬fa Romeo. Ma si pensi alla
nuova tassa inventata da Andreotti nel 76,superbollo per
i motori Diesel.E poi gli aiuti agli investimenti al
Sud della famigerata Cassa del Mezzogiorno(rivoluta da
Tremonti per le clientele elettorali)che fu un feudo DC
e con la scusa dell’industrializzazione gettò MLD anche
nelle fabbriche FIAT
Oggi i rubinetti sono chiusi e Marchionne invece ci
sperava.Voleva da B gli stessi aiuti che la Fiat ha
sempre avuto e senza i quali sarebbe morta da un
pezzo.Se ne è pubblicamente lamentato:«dall’Italia non
arriva alla Fiat un € di utile»
Certo è inutile aspettarsi aiuti alle imprese da B che
di imprese aiuta solo la sua (salvo il MLD regalato alla
Marcegaglia)
Il governo polacco ha dato fior di soldi a
Marchionne,offrendo operai a 500 € al mese che
lavoravano benissimo,a sentir lui,accettando tutte le
sue condizioni e senza rivendicazioni e scioperi,con
produttività altissima.Eppure ciò non gli ha impedito di
chiudere anche in Polonia per aprire in Serbia dove
l’operaio costa 400 € al mese

January 14, 2011

Posted by: sebans

Category: Tutto il resto

Tags:

Investire in italia

In Italia va tutto in fallimento, ultimamemnte. Un
motivo per cui nessuno investe è che se fai qulcosa ti
saltano addosso come cavallette tasse, mafie, ecc.
Privato dei sogni di carriera, delle garanzie dei
servizi e della pensione, il lavoro dipendente è
diventato una condanna ai lavori forzati. Per questo
milioni di giovani si guardano bene da questa trappola,
salvo far restare a bocca aperta tanti stupidi liberisti
che pensavano fosse venuto il loro momento. Non
capiscono perché milioni di persone non cercano più
lavoro, il fenomeno dei bamboccioni, ecc. Gli unici a
entrare nei loro ingranaggi sono gli extracomunitari
perché, per magre che siano le entrate, riescono ancora
a sognare un futuro migliore a casa loro. Qualcuno ha
fatto degli errori grossolani non capendo le conseguenze
sociali delle scelte fatte negli scorsi anni da gente
che non aveva alcun progetto o visione del futuro. E il
futuro realizzato è questo qua.

« Older Entries   Newer Entries »