Colza e biodiesel
Troppi sedicenti esperti, tanta confusione e faciloneria in merito all’olio di colza da utilizzare al posto del gasolio nei motori diesel richiedono di fare chiarezza.
Il vero biodiesel non è un olio di semi per uso alimentare e, comunque, anche il vero biodiesel può essere impiegato senza danni soltanto nei motori predisposti per l’utilizzo!
Chi pensa di essere furbo risparmiando poche centinaia di euro all’anno andando a comperare l’olio di semi alimentare al supermercato per fare il pieno all’auto diesel dell’ultima generazione rischia di spendere poi migliaia di euro in riparazioni. Oppure di passare la patata bollente (o meglio… fritta) al successivo, inconsapevole acquirente di quella diesel usata. Per questo, forniamo alcuni consigli in materia:
Non confondete il biodiesel con l’olio di semi per uso alimentare. Anche se utilizzano la stessa materia prima (sono estratti da semi di colza o girasole) si tratta, però, di prodotti con caratteristiche completamente differenti fra loro. Adatto ai motori il primo, adatto alla cucina il secondo.
Il biodiesel è un vero e proprio combustibile per motori diesel, che rispetta criteri molto severi descritti dalla norma europea EN 14214. L’olio di semi di colza o di girasole, invece, no.
Se si usa l’olio di semi in un moderno diesel si provocano, presto o tardi, danni molto costosi da riparare all’impianto iniezione (pompa e iniettori) e al motore: per risparmiare un centinaio di euro si provocano danni per migliaia di euro. Magari nei semplici, lenti e pesanti motori diesel di trent’anni o quarant’anni fa non succede nulla di grave utilizzando tali oli; nei moderni motori, invece, non è così: sarebbe come mettere nel motore un olio pensato per i motori degli anni Cinquanta.
L’olio di semi alimentare lascia dannosi depositi carboniosi, morchie e gomme negli iniettori e nella camera di combustione. Non è un olio pensato per resistere alle temperature che si trovano all’interno del motore (basta lasciare troppo tempo una padella con olio di semi sul fornello della cucina per rendersi conto dei depositi che si creano).
Per utilizzare il vero biodiesel al posto del gasolio, occorre disporre di modelli di autovetture in grado di funzionare senza problemi con tale combustibile. Sono pochissimi quelli già predisposti dalle Case per funzionare con il biodiesel puro, mentre molti accettano una miscela costituita dal 30% di biodiesel e il 70% di gasolio.
Utilizzando biodiesel puro in una vettura che non lo prevede comporta immediatamente il decadere della garanzia.
Una consistente quota del gasolio realizzato in raffineria contiene già una parte di biodiesel (sino al 5%) perché così diluito è un ottimo additivo lubrificante per il gasolio senza zolfo.
Dal momento che il costo di produzione del biodiesel non è competitivo con il gasolio ricavato dal petrolio, ogni anno il Governo stabilisce un tetto massimo per la produzione di biodiesel esente da accise. Per questo motivo, oltre che per altri, la produzione di biodiesel è limitata.
Nella foto, lo sportello del serbatoio di una moderna Skoda “Octavia”: un caso interessante, visto che, in passato, il gruppo Volkswagen è sempre stato fra i sostenitori del biodiesel…
This post was submitted by uomo ragno.

Commenti (1)
givannolo
December 14th, 2009 at 13:09
Olio di colza.
Sicuramente ne avete già parlato.
Ma se tu immagini, sterminate coltivazioni di colza lungo la Salerno-Reggiocalabria. Coltivatori di colza napoletani arricchiti che pagano le tasse per la lombardia e lottano per togliere la tassa del Nord per il recupero delle regioni minori. Milanesi con la valigia di Pollini che si trasferiscono al sud per diventare contadini della colza… l’Italia, paese del sole, che diventa la nuova Arabia… no?
La fiat che fabbrica motori Bio.diesel apposta fatti per usare il nuovo rivoluzionario combustibile siciliano.
Un bello spot con Controversial che cucina le patatine fritte e con l’olio della friggitrice fa il pieno alla nuova Multipla JTC (dove la C è la C di Colza)…
Fantascienza?
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