Gli italiani cacciati dalla Libia
Increduli e sdegnati. Si definiscono così i superstiti e gli eredi della ex collettività italiana di Tripoli, dopo il raggiungimento dell’accordo tra Italia e Libia che prevede lo stanziamento di cinque miliardi di dollari per progetti di infrastrutture nel Paese nordafricano. L’Associazione Italiani Rimpatriati dalla Libia si batte da 38 anni per ottenere una legge che chiuda il contenzioso per i beni confiscati agli italiani, sempre rinviata «per mancanza di fondi». «Avrà Berlusconi un sussulto di dignità, di umanità e di rispetto, riuscendo a dare una risposta personale ai ventimila cittadini italiani che fino ad ora hanno invano reclamato un idoneo stanziamento da parte del loro Governo, a chiusura del contenzioso per i beni confiscati da Gheddafi in violazione di un accordo internazionale?», si chiede l’Associazione, per bocca del presidente Giovanna Ortu.E ancora: «Berlusconi ci ha dimostrato che quando si vuole, o meglio quando si è costretti, tutto è possibile, anche far saltare fuori dalle poste di un bilancio critico come il nostro cifre enormi, ma bisogna trovare in contemporanea il coraggio di dare riscontro a chi ha pagato, per conto del Governo italiano, il più pesante degli acconti ed è in credito da quasi quarant’anni». «Giustizia dove sei?», ha concluso amaramente la Ortu.La risposta di Gasparri. E’ il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri a replicare alle domande dell’Associazione, commentando l’intesa tra Italia e Libia. «Il nostro governo – ha detto Gasparri – darà risposte concrete anche agli italiani cacciati dalla Libia nel 1970 con gravi danni morali e materiali».
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Commenti (1)
mssellini
October 3rd, 2008 at 08:10
RICONOSCIAMO I DANNI DEL COLONIALISMO
L’intesa, come ha confermato ieri il presidente del Consiglio in un’intervista al quotidiano libico Oya, permetterà di “voltare pagina rispetto al passato coloniale” italiano in Tripolitania e Cirenaica con una serie di compensazioni di “diversi miliardi dollari”.
Il volume degli investimenti italiani dovrebbe essere di cinque miliardi di dollari (spalmati in 25 anni), con la costruzione di immobili, lo sminamento di alcune aree del Paese nordafricano e soprattutto la realizzazione di una grande autostrada costiera che attraversi tutta la Libia, dalla Tunisia all’Egitto. Berlusconi ha riportato in Libia anche la ‘Venere di Cirene’, statua trafugata da archeologi italiani nel 1913.
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