I vantaggi del nucleare
I vantaggi del nucleare sono ben noti e vanno (ri-)conosciuti:
non produce gas serra
inquina poco o affatto e produce poche scorie
è praticamente inesauribile alla scala umana
ha ricadute scientifiche e tecnologiche
riduce la dipendenza estera.
Gli svantaggi sono però altrettanto chiari:
- scorie e rifiuti sono ridotti, ma sono molto pericolosi e non perdono il loro potenziale devastante per migliaia di anni: non esistono luoghi sulla Terra completamente sicuri per tempi sufficienti, ci vogliono poi barriere ingegneristiche, controlli di sicurezza particolari e trattamenti vitrificanti. In Italia il lavoro di sole 4 centrali per pochissimi anni ha prodotto 28.00 m3 di scorie che ancora non hanno trovato un posto definitivo;
- alle scorie di produzione vanno aggiunti i rifiuti radioattivi che derivano dalla dismissione delle centrali che hanno terminato la loro vita o che risultano obsolete;
- il rischio di incidenti è sempre presente (non solo Chernobyl, ma anche Tokaimura): nel 1991 23 centrali francesi su 56 si sono fermate per guasti, e un incidente nucleare è più grave di qualsiasi altro incidente in centrali di altro tipo, in pratica nessun reattore è intrinsecamente sicuro e quelli in attività hanno costantemente dei problemi endemici, costosi e lunghi da riparare. Se i problemi non fossero invece così gravi, perché vengono sempre nascosti ? Inoltre l’incidente di Chernobyl dimostra che l’esposizione cronica alle radiazioni ionizzanti ha effetti ancora sconosciuti (Nature): 14 anni dopo l’incidente crescono ancora prodotti agricoli che mostrano tassi di mutazione abnormi.
- La partecipazione del nucleare alla lotta contro l’effetto-serra è comunque marginale, vista la scarsa diffusione. I guadagni sulle emissioni di CO2 ottenuti con il risparmio energetico sono sempre superiori a quelli legati alla produzione di elettricità per via nucleare.
- Le centrali nucleari costano molto e ci vogliono tempi lunghi per costruirle (5-10 anni), hanno poi vita breve: nessuna arriva ai 30-40 anni teorici e ci si attesta sui 25 anni di media. I costi di smantellamento sono elevati.
- Per via del costo capitale, delle assicurazioni contro gli incidenti, dello smantellamento finale, dello stoccaggio e smaltimento scorie il mercato finora non ha premiato il nucleare che copre solo il 6% del consumo di energia primaria mondiale. Se è così vantaggioso, perché non si investe di più ?
- Solo poche persone lo manipolano e ciò ingenera diffidenza fra la popolazione. Non c’è consenso sociale sul nucleare: sono decine i comuni denuclearizzati in Italia e sarebbe arduo piazzare oggi una centrale in qualche provincia o comune. Non bisogna poi dimenticare che nel 1987 c’è stato un referendum che ha bocciato sonoramente l’ipotesi nucleare.
- C’è un possibile uso militare che sfrutta le conoscenze acquisite e il plutonio prodotto dai reattori autofertilizzanti. Nucleare significa ancora guerra.
Complessivamente il nucleare è bocciato non solo dalla diffidenza delle popolazioni, ma anche dai problemi che ha dovunque e soprattutto dal mercato: le grandi centrali di un tempo possono essere costruite solo in presenza di forti interventi statali che abbattano i costi elevati, interventi sempre meno possibili in regimi concorrenziali privati: sostanzialmente il nucleare non conviene e impedisce di sperimentare nuove fonti più sicure.
In realtà, in generale, il problema non è tanto l’esaurimento delle risorse energetiche, quanto quello dell’ambiente che si consuma: cioè quella che si sta esaurendo è la capacità dell’ambiente di assorbire gli effetti dell’estrazione, trasporto, trasformazione e uso dei combustibili fossili senza conseguenze intollerabili soprattutto per il benessere umano. Non è solo un problema di esaurimento, ma di impatti e rischi ambientali. Per tutto questo il nucleare non può essere la soluzione.
This post was submitted by burrino.

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