Il braccialetto elettronico

Il braccialetto elettronico, il gioiello più inutile
Nel caso della sicurezza, l’arma fine del mondo viene evocata spesso da destra e sinistra. Uno di questi strumenti miracolosi è il braccialetto elettronico, il dispositivo che dovrebbe permettere di trasferire i detenuti dalle carceri al loro domicilio, trasmettendo l’allarme nel caso in cui si allontanino. Un congegno che negli Usa funziona molto bene, perché applicato in un sistema giudiziario diverso e in una gestione infinitamente più rigorosa: se sgarri, non hai scampo. Qui da noi, il sistema rischia di avere costi superiori ai benefici. E di non funzionare da deterrente verso nuovi reati. Quanto a costi, gli italiani li stanno già pagando. La prima volta che si decise di lanciare la sperimentazione del braccialetto fu firmato un bel contratto con Telecom: undici milioni l’anno per 400 apparecchi. Il contratto è partito nel 2003 con scadenza nel 2011 ma dopo due anni si è deciso di fermare tutto e i dispositivi sono sostanzialmente inutilizzati. Come riferisce il Sole24ore, la sperimentazione ha mostrato tutti i limiti dell’iniziativa: funziona entro un raggio limitato – 100-200 metri – e spesso il segnale scompare anche se il detenuto va in cantina o in un angolo coperto. Insomma: non alleggerisce il carico di polizia e carabinieri e non permette di intervenire rapidamente in caso d’evasione. Gioielleria penale. Che oggi viene riscoperta dai due ministri Alfano e Maroni, con scarse possibilità di successo: il contratto con Telecom impedisce di provare altri prodotti tecnologici. E, soprattutto, è un’illusione credere che esista una bacchetta magica per i problemi della giustizia: servono riforme, investimenti e competenze. Nel frattempo, però, sarebbe urgente evitare di buttare via quelle poche risorse disponibili, in denaro e in personale

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May 5, 2009

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Categoria: Cronaca, Tutto il resto

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Commenti (2)

giannino

May 5th, 2009 at 07:03    


Il bracciale elettronico mi sembra abbastanza aggirabile. Supposta vera la teoria che alcune bande per decodificare gli impulsi emessi dai trasmettitori antifurto nelle abitazioni tramite una stazione ricevente occultata, è sufficiente decodificare gli impulsi delle persone che possono rientrare nell’ organizzazione malavitosa, creare un clone, da installare nella sua abitazione, magari in mano a qualcuno che ne prova i movimenti dal controllo esterno, nello stesso tempo si ricopre il braccialetto originale con uno di piombo di modo che non possa trasmettere. la persona può tranquillamente circolare.
Diverso sarebbe inserire un microchip all’ interno della struttura umana, con suture avvolgenti arterie od organi vitali.

sintomatic

May 5th, 2009 at 07:04    


Mi permetto aggiungere i costi dell’operazione non solo per l’acquisto di oltre 4.100 braccialetti, ma anche per quelli occorrenti per istituire le centrali operative per il controllo e per gare il personale chiamato a sorvegliare il braccialetto appoggiato su un mobile o su una sedia.
Telecom già sorride fiutando odore di buon affare..
Naturalmente, sarà tutto a carico di Pantalone, con le epzze nel culo da far invidia ad Arlecchino

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