il debito italiano

ORTE CONTI: DA TEMPO ITALIA VIVE AL DI SOPRA PROPRI MEZZI

ROMA – L’Italia ”da molto tempo, nel complesso e mediamente, sembra vivere al di sopra dei propri mezzi anche a causa delle tentazioni del consumismo, ovviamente, con pesante ricorso all’indebitamento”: lo ha detto il Procuratore Generale della Corte dei Conti, Vincenzo Apicella, nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato per il 2007. Apicella aggiunge che ”in altri tempi si sarebbe parlato della necessita’ di ricorrere ad un regime di austerita’. Ora per molti e ben noti motivi non sarebbe possibile: appare invece piu’ attuale operare una piu’ attenta e responsabile politica di spesa pubblica e privata”. Apicella si richiama inoltre ”a un rafforzamento dei valori professionali ma anche etici, del lavoro sia pubblico che privato”.

”Per l’Italia appare verosimile una proiezione per il 2008 non favorevole: il riflesso della caduta dell’attivita’ produttiva negli ultimi 3 trimestri prefigura una crescita del Pil prossima allo zero”. Il Pil continua a diminuire ”con intensita’ analoga a quella segnata nel quarto trimestre del 2007 (-0,5%)” inoltre ”le proiezioni per il 2005 indicano una preoccupante tendenza all’aumento del deficit”. E’ l’allarme sulla situazione economica e sull’andamento dei conti pubblici espresso dal Procuratore Generale Apicella, nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato per l’esercizio 2007.

Secondo Apicella ”Emerge una netta linea di tendenza che segna una notevole differenziazione tra l’andamento della spesa statale, in netta diminuzione, e quella delle regioni, province e comuni in forte ascesa”. Sempre in tema di spesa Apicella sottolinea che ”la prassi del sistematico rinvio dei rinnovi contrattuali determina un effetto di scarsa riferibilita’ temporale dell’andamento della spesa per il personale”. Apicella aggiunge che ”innumerevoli sono le tipologie di sperpero di denaro pubblico”.

Nel 2008, inoltre, ”senza un notevole recupero di efficienza, si prevede per la spesa sanitaria un deficit di almeno 2 miliardi e mezzo di euro, dovuto anche all’assistenza gratuita, pur se umanamente giustificata, agli immigrati”. A giudizio di Apicella, quindi, ”in definitiva, nonostante gli sforzi fatti, la Sanita’ delle tre ‘T’ (tetti di spesa, tagli e tickets) non ha dato i risultati sperati. A maggior ragione appare improponibile ritenere che il sistema possa essere governato solo da criteri aziendalistici e dall’esigenza di far quadrare i conti, perche’ all’apice della sua attivita’ deve restare la centralita’ della persona malata”. Dunque, conclude, occorre non tanto ridurre ma riqualificare la spesa ”operando un piu’ proficuo utilizzo di risorse oggi spesso male impiegate”.

”Occorre – afferma quindi il procuratore generale – che sia ristabilito un piu’ equilibrato rapporto tra vita attiva e quella coperta da pensione”. ”La Previdenza – aggiunge – richiede piu’ che mai le drastiche decisioni che ho auspicato nei giudizi sui rendiconti degli scorsi anni, quelle decisioni che l’allungarsi della vita media attiva richiedono”.”L’ampiezza delle esenzioni e delle deroghe al divieto di assumere a tempo indeterminato” nella pubblica amministrazione, deciso dalla Finanziaria 2004, ”rischia di vanificare l’obiettivo” di contenere l’entita’ e il costo del personale pubblico.

Migliorano i saldi nel bilancio dello Stato ma la loro ”significativita’, come indicatori di finanza pubblica e’ ridotta dalla scarsa rappresentativita’ dello stesso bilancio”.

CORTE CONTI: NEL 2008 DEFICIT A 4%, CRESCE IL DEBITO
”Nel 2008 il rapporto indebitamento-Pil tendenziale potrebbe avvicinarsi al 4%” mentre ci sarebbe ”un’inversione di tendenza alla riduzione del rapporto debito-Pil”: lo ha detto il presidente di sezione della Corte dei Conti Fulvio Balsamo, nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato 2004. ”I conti pubblici dell’Italia – afferma – non da oggi mostrano un peggioramento che deve allarmare soprattutto perche’ oltrepassa la soglia che sarebbe giustificata dallo sfavorevole andamento del ciclo”. E problemi ci sarebbero – secondo Balsamo – anche per il 2009.

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December 24, 2009

Inserito da: yoho

Categoria: Tutto il resto, italia

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Commenti (1)

sebans

December 27th, 2009 at 22:53    


i buchi finanziari più grossi, state certi, sono quelli “neri” dovuti al magna magna che qui in italia a livello politico ed economico è una prassi notevole.
realisticamente non si può pretendere che tale magna magna diminuisca: anzi, in tempo di carestia chi può magna quello che c’è!!!

allora altri elementi da prendere in considerazione sono la spesa, gli investimenti e gli introiti dello stato.

è fuor di dubbio che il peso fiscale pro capite aumenterà, diciamocelo subito e francamente: lo so che non è giusto ma così va la storia…

sarebbe auspicabile una politica fiscale che comunque salvaguardi la piccola imprenditoria e le classi meno agiate.

lo stato dovrebbe iniziare ad investire in settori quali l’istruzione e la ricerca: come si può pensare di risollevarci trascurando questi settori?

come già anticipato bisognerebbe favorire la piccola e media imprenditoria, i piccoli e medi consorzi, etc.

i commercianti e quei settori che gravitano intorno ad essi, dovrebbero essere costretti con un intervento a diminuire i loro prezzi assurdi: quello è un magna magna alla luce del sole.

bisogna investire sulle nuove tecnologie informatiche che, solo per fare un esempio,possono svecchiare e snellire il settore della distribuzione, dei trasporti, della burocrazia cartacea, etc.. diminuendo lo spreco di materie prime.

è necessaria una politica ambientale tesa sia a migliorare le condizioni di vita nelle città, in modo da diminuire la spesa pubblica per la salute, sia ad evidenziare le bellezze naturalistiche ed artistiche del paese (le poche rimaste a dire il vero…:-( ) per risollevare il turismo (soprattutto quello non di massa).

favorire la diffusione di impianti per lo sfruttamento di energia solare, soprattutto nel meridione. più in generale sostenere una politica energetica non distruttiva per l’ambiente e alternativa, nel senso di affiancare nuove fonti al petrolio, ormai troppo caro in termini monetari e di ricaduta ambientale. ovviamente il nucleare è escluso a meno che non si vogliano spendere i miliardi per lo stoccaggio delle scorie (che poi ancora nessuno sa come stoccarle..) e per la manutanzione delle centrali (una follia…).

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