Infortuni sul lavoro

Tutte le “situazioni” che mettono a rischio la salute delle persone in generale e dei lavoratori in particolare, hanno una matrice in comune. Naturalmente non intendo parlare degli eventi naturali, che, potendo in buona parte essere giudicati “imprevedibili”, li rendono difficilmente arginabili. Le situazioni prodotte direttamente dagli uomini, hanno solitamente una matrice economico/speculativa, che avvantaggia coloro che hanno responsabilità aziendali e amministrative. Già, le cosiddette “responsabilità amministrative”, che garantiscono grasse remunerazioni e, sostanzialmente, una sorta di impunibilità per i reati commessi in assenza di violazioni fiscali. Le spese indispensabili, per attuare una sufficiente sicurezza lavorativa ed ambientale, sono considerate “economicamente improduttive”; e, pertanto, scrupolosamente evitate. Complici tutte le “caste”, a vario titolo “economicamente interessate”. Se è così per gli infortuni sul lavoro, dove, peraltro è immediatamente riscontrabile il nesso di causalità fra “sistemi di sicurezza” e vittima, figuriamoci per le “malattie professionali”… dove le contrapposte perizie tecniche possono essere agevolmente confutate. E dove, l’inadeguata “sicurezza aziendale”, può, al massimo, essere considerata “possibile concausa” della patologia emersa. Il nesso di causalità deve essere dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio, e, pertanto, l’esito di un’azione legale diviene estremamente incerto. È così, non solo nelle attività lavorative, ma in tutti i disastri ambientali. Dove i diffusi interessi economici distribuiscono effimere ricchezze. Ricchezze che consentiranno, agli stupidi facoltosi sopravvissuti, il dominio del mondo di macerie che avranno prodotto.

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October 4, 2008

Inserito da: anika

Categoria: Lavoro, Tutto il resto

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