la classe politica italiana
Pare che alla fine i problemi strutturali, anzi storici, dell’Italia, generati da 25 anni di disastrose politiche economiche, stiano venedo al pettine.
E’ chiaro e naturale che, dal momento in cui il Trattato di Maastricht e l’euro ci hanno imposto il rigore e le regole (fiscali, monetarie, competitive, di finanza pubblica) che un grande paese sviluppato dovrebbe avere, la nostra economia nazionale basata sull’inflazione, sul debito pubblico e su produzioni a basso valore aggiunto, sia alla canna del gas.
Abbiamo sempre avuto una classe politica misera, di cui il governo Berlusconi pare ormai la peggior degenerazione, che ha basato la crescita di questo paese sui deficit di bilancio e sulla svalutazione della moneta, sulle bancarotte di stato (Parmalat e Alitalia sono solo gli ultimi esempi), che ha tollerato e persino incentivato lo sfascio clientelare della amministrazione pubblica. Tutto col generoso silenzio del parassitismo sindacale.
A costoro si aggiungano degli imprenditori incapaci ed affamati di denaro pubblico e di monopoli, con bassissima propensione al mercato, al rischio e all’investimento.
Da ultimo un sistema bancario iperprotetto, con una struttura di costi mastodontica, senza eguali in Europa, ed una università più simile ad una baronìa medievale che agli standard europei.
Con un settore manifatturiero specializzato nel tessile, in scarpe e maniglie, ed una spesa in ricerca e sviluppo – tra pubblico e privato – sul PIL all’1%, la nostra classe dirigente è davvero convinta che potremo reggere le sfide del futuro, chiamate Cina ed India?
Abbiamo una sola prospettiva realistica come sistema-paese Italia : il fallimento.
Un consiglio per i lettori del forum : portate per tempo i vostri risparmi oltre confine, prima che il paese imploda in stile Argentina.
This post was submitted by yoberto.

Commenti (1)
mortazza
December 29th, 2009 at 20:31
mi pare evidente che siamo rovinati, o quasi.
Eppure sorge spontanea una domanda: dove finiscono tutti i soldi (e sono tanti!) delle nostre tasse?
Ovunque leggo che non abbiamo strutture, che non abbiamo strade, che non abbiamo energia elettrica.
Eppure i soldi allo Stato noi li versiamo, puntualmente ed in dosi sempre più sconfortanti.
Forse sarebbe il caso di prendere finalmente un’iniziativa popolare seria contro i privilegi riservati ai politici.
Mi sembra incredibile che gli Italiani, pronti a scioperare per qualsiasi ragione, trascurino di muoversi per chiedere finalmente la riduzione degli odiosi privilegi economici dei politici, che svenano questo Paese derubandolo delle sue risorse.
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