la gestione dell’acqua potabile

Carissimi

vi scrivo in merito ad una questione che non rappresenta propriamente un problema, ma che se affrontata potrà forse incrementare la partecipazione e la coscienza dei cittadini riguardo la tutela della salute da un lato e la gestione dei servizi pubblici dall’altro: mi riferisco ALL’ACQUA POTABILE.
Da qualche tempo ho scelto di abbandonare le acque minerali in commercio per l’ “acqua di rubinetto”, con notevoli vantaggi ecologici, nonché economici; come chimico quale sono, ho la tendenza a leggere le etichette, pertanto mi sono informata appurando che in effetti la qualità dell’acqua potabile è ottimale essendo io in buona salute e non avendo particolari esigenze.
Tuttavia nutro qualche dubbio riguardo il numero e il tipo di controlli che HERA esegue sulle fonti di approvvigionamento: tali dubbi nascono dalla necessità di una Società per Azioni di aumentare i profitti riducendo i costi del servizio e dalla constatazione che HERA sta praticamente sponsorizzando di tutto (addirittura le famose “gocce” di piazza Re Enzo), quasi dovesse pubblicizzare un marchio piuttosto che fornire un servizio ai cittadini.
Poiché fortunatamente HERA è ancora a maggioranza pubblica, non sarebbe il caso di coinvolgere i cittadini su come vengono reinvestiti gli utili? Penso infatti che siano pochi quelli che prendono l’iniziativa di cercare e leggere il bilancio societario.
Come possiamo sentirci sicuri sul grado di sorveglianza dell’acqua che beviamo, quando l’Azienda che la fornisce assume sempre di più connotati liberisti? (riduzione del personale nei laboratori nonostante l’incremento della mole di lavoro dopo la fusione con le province della Romagna, assunzione con contratti a breve termine, preferenza di controlli poco costosi come i parametri indicatori piuttosto che chimici).SULL’ACQUA POTABILE VENGONO CONTROLLATI DI ROUTINE SOLO COLORE E ODORE E POCO ALTRO
Io penso che i cittadini apprezzerebbero di sapere che la loro Azienda di fornitura di acqua potabile investe risorse in controlli per tutelare la loro salute piuttosto che in pubblicità. Personalmente mi piacerebbe trovare allegata alla bolletta l’etichetta relativa alle analisi eseguite, proprio come per le acque minerali. Ne deriverebbe senz’altro una maggiore responsabilizzazione nei comportamenti alimentari e nell’utilizzo dell’acqua potabile, una riduzione dei rifiuti, un ritorno in termini di trasparenza e fiducia nel servizio pubblico.

This post was submitted by rischiatutto.

December 17, 2009

Inserito da: rischiatutto

Categoria: Ecologia, Tutto il resto

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