la la pubblicità ci rende la vita migliore…

La pubblicità siamo noi!
Non è cattiva, ma un poco meretrice…
E come le donne da marciapiede, vende ciò che è “assolutamente” indispensabile, perché così si crede.
È democratica, la pubblicità: raggiunge tutti.
Si vincono anche le elezioni!
E ti fa comprare a costo mille ciò che ne costerebbe 10.
Ma è la gente che lo vuole…
Rammento un episodio capitatomi anni fa, quando ancora ero giovane.
Un amico doveva ASSOLUTAMENTE trovare una Lacoste nera a maniche lunghe.
Mi caricò in macchina – andava di moda la Golf e lui quella aveva! – e girammo 4 città per trovare l’indispensabile capo di abbigliamento: niente!
Disperato, pensai di contattare l’azienda per avere la certezza che esistesse, poi – piangendo – chiesi ad un vù cumprà visto all’angolo di una strada di fabbricarmela seduta stante per evitare il tracollo dell’orchite…
Niente Lacoste nera a maniche lunghe? E allora non compro nulla!
Ed è così per tutto…
Non si vive senza i Levis. Sono più buoni…
Guardate quanto guadagnano gli stilisti, che vendono il nulla.
E allora l’acqua più buona deve essere per forza “altissima e purissima”, male che vada deve essere quella che mette un uccello (per anni ho temuto fosse quello di Zambrotta!) sulla spalla di Del Piero!
È così anche per i libri! Anni fa tutti lessero il nome della rosa di Eco perché andava di moda!
Conosco chi è passato dall’almanacco del calcio ad Eco in un attimo, poi non ha letto più nulla in tutta la vita!
Chi, oggi, non ha letto il codice da Vinci!?
Sono due grandissimi libri, ma hanno avuto la fortuna di essere pubblicizzati ad arte.
Controversial afferma che internet è il futuro, la nuova frontiera, ma chi lo ha capito per primo è chi vende ciò che la gente vuole: pornografia!
I siti più visitati sono quelli! Nessuno li guarda, tutti detestano la pornografia, ma…
È come sapere, capire chi ha votato per Berlusconi: nessuno lo ha fatto!
E allora, come cazzo ha fatto a vincere le lezioni?
Perché ha le televisioni!
E la pubblicità che ne deriva…
Io non ho la televisione…
Preferisco farmi una bella passeggiata per le vie della mia città, respirando il gradevolissimo ossido di piombo, attento a non mangiare la dannosissima polenta!
Il fatto è che “crediamo” a quello che “qualcuno” ci dice, perché è più facile…
Da studente arrivai ad urlare ai miei compagni: “Siete talmente coglioni, che se vi mettono, nudi!, dentro ad un magazzino ricco di ogni ben di dio, per vestirvi avete bisogno di guardare fuori della finestra per vedere che cosa indossa la gente che passa per strada! Se passo io, siete fregati: vestireste tutti come me!”
Non è che la pubblicità ha forza, è l’uomo che è debole.
Per non sentirsi “inferiore” deve essere accettato, e per far questo deve “integrarsi”, diventare – come diceva il compianto Gaber – un pollo di allevamento…
Ai bambini si regala lo zainetto firmato che costa dieci volte di più, e per merenda le merendine del Mulino Bianco e le patatine dell’uomo ragno che le frigge insieme alle ragnatele!
La pubblicità esercita il suo mestiere, come la politica, le religioni, la moda…
È un serpente che si morde la coda, dopo averci pizzicato il culo…
La pubblicità è buona, dolce, mansueta: ci vuole bene!
Così come la produce e chi la commissiona…
Se funziona tanto bene, è perché siamo davvero bambini, ma viziati, perché figli del benessere.
Il superfluo è diventato indispensabile…
In ogni casa vi sono almeno 70mila televisioni e il DVD e 140mila telecomandi, la play station e non si cucina più senza il microonde e il risotto surgelato è più buono di quello fatto ancora col riso!
Siamo noi, la pubblicità.
Se un cane vuole morderci, lo evitiamo.
Con la pubblicità, al contrario, siamo sereni…
Ho scritto un sacco di puttanate, certo, retoriche e melense, ma leggete il numero del 740 di Armani…
Tutto è figlio di ciò che noi vogliamo.
Per fortuna che la pubblicità ci rende la vita migliore…

This post was submitted by ruby vale.

December 18, 2009

Inserito da: ruby vale

Categoria: Cultura, Tutto il resto

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Commenti (2)

rutelloni

December 18th, 2009 at 22:18    


Dice il saggio: La pubblicità sta alla qualità dei prodotti come la quotazione delle azienda in borsa sta alla qualità dei loro bilanci.
In altre parole, più pubblicità, meno qualità. Più azioni vendute (ad esempio un azionista che decide di scendere sotto il 51%)…
Chi ha orecchi, intenda.

antony capra

December 18th, 2009 at 22:19    


Dazi & CO ma chè se dobbiamo essere solo dei consumatori meglio risparmiare io del sud proporrei di comprare solo prodotti esteri o comunque quelli che costano meno visto che ogni cosa che ci passa sotto gli occhi viene prodotto al nord o altrove .Perche dovremmo sostenere la guerra alla cina .Cari industrialotti del nord
avete mai pensato di aiutare quei poveri consumatori dei vostri prodotti??

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