La memoria di Hiroshima conta 2.053 atomiche
Isao Hashimoto è l’artista giapponese che ha condotto un lavoro di ricerca che oggi in modo particolare vale la pena ricordare. Il 6 agosto 1945 alle ore 8.15 il velivolo militare Enola Gay sgancia su Hiroshima “Little Boy”, la prima bomba A(tomica). Di lì a tre giorni anche la città di Nagasaki avrebbe subìto lo stesso destino, la stessa barbara violazione e distruzione per le insensate ragioni della guerra. La resa del Giappone sarebbe arrivata il 15 agosto 1945. Non si contano i morti, i feriti, gli ammalati di leucemia o differenti patologie tumorali. “1945-1998? (del 2003) è il video che rappresenta la mappatura del planisfero animata con la sequenza delle 2.053 detonazioni nucleari partite 65 anni fa esatti fino agli ultimi esperimenti condotti da India e Pakistan. Il periodo di maggior intensità si registra tra il 1958 a il 1962. Stamattina le commemorazioni, cui hanno partecipato i rappresentanti di 74 nazioni, 55 mila persone e, per la prima volta, gli USA con il diplomatico per il Giappone Mr. John Roos. Il sindaco di Iroshima, Tadatoshi Akiba, dopo il minuto di silenzio, fa innalzare in volo 1.000 colombe in segno di pace, per poi dire Salutiamo questo 6 agosto con la rafforzata determinazione che mai nessuna persona dovrà in futuro sopportare tali orrori. All’inizio del secolo scorso Albert Einstein elaborò la teoria secondo la quale energia e massa sono equivalenti, ossia che è possibile trasformare la massa in energia e viceversa secondo l’equazione più e più volte sperimentata E = m + C2. Il processo di ottenimento dell’energia si chiama fissione, dal latino findere, spaccare. L’Uranio 235 è un nucleo atomico sufficientemente instabile da poter essere usato alla scopo. Lo si bombarda con un neutrone, l’atomo si spacca in due producendo cripto e bario e due o tre neutroni, liberi di innescare una reazione a catena su tutti gli altri atomi di uranio ivi apposti. La somma della massa dei due atomi di risultanza non fa quella dell’uranio, infatti la differenza è l’energia liberata. Immensa. Il prodotto di rifiuto consta di scorie radioattive instabili che impiegano 4 miliardi di anni per tornare a riposo. Giova ripetere che dal 1945 al 1998 le detonazioni sperimentali sono state 2.053. Nel 1939 Einstein e Leo Szilard scrissero una lettera all’allora presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosvelt, manifestando le loro personali preoccupazioni circa un uso improprio del nucleare, sottoforma di bomba atomica, arma di distruzione dal potenziale mostruoso. Le paure dei due scienziati erano rivolte alla Germania Nazista, per cui invitarono l’America a condurre proprie sperimentazioni e ricerche, cosa per la quale non si fecero pregare più di tanto. Il processo di fissione venne sperimentato per la prima volta nel 1945 a Chicago da un gruppo di scienziati capeggiati dal nostro Enrico Fermi, quindi immediatamente messo a punto per la bomba A che di lì a poco avrebbe distrutto Iroshima. Come dice un grandissimo saggio che vi sfido ad indovinare, Se i tempi non chiedono la tua parte migliore, inventa altri tempi (SOLUZIONE: onafetS inneB, 71-61 .vv II orbiL nailoaB)
Daniela Paola Aglione, HOUSE LIVING AND BUSINESS
Rassegna stampa ARTE del 7 agosto 2010
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