l’armistizio dell’ 8 settembre
Non dimentichiamoci dell’armistizio firmato da un ignominioso nano di casa savoia chiamato re, e dal suo tirapiedi generale badoglio, con gli alleati, nostri nemici per sciagurate scelte i cui responsabili hanno nomi e cognomi.
Questo tradimento che la storia non potrà mai cancellare, non fu tanto fatto verso l’alleato tedesco nazista, ma verso il popolo e l’esercito italiano, lasciati soli e allo sbando tra due fuochi.
Per gli alleati continuammo ad essere nemici, per i tedeschi traditori, e sappiamo quali e quante furono le stragi e i massacri di civili innocenti di tutte le età.
Io sono cresciuta in Romagna negli anni 60.
Ho sentito i racconti delle donne vestite di nero come quelle sarde, donne torturate dai nazifascisti perchè rivelassero i nascondigli dei mariti e dei figli partigiani.
Ho visto nella Pinacoteca di Rimini le foto della distruzione più totale causata dai bombardamenti alleati e dalla ritirata tedesca.
Non posso sopportare di vedere il genero di rauti, uno dei fondatori di ordine nuovo, e da sempre fascista, sindaco, pardon, “podestà” della capitale.
Non posso vedere lo scranno che fu di Pertini, di Ingrao, di Nilde Iotti, sotto il culo di fini.
Non posso sopportare che l’eredità della Resistenza, il nostro riscatto democratico e costituzionale sia andato perso dietro agli affari e alle televisioni di un altro nano.
Nel 1946 tutte le forze che avevano partecipato alla liberazione si unirono nell’assemblea costituente per la rinascita di questo martoriato paese.
Inquesti ultimi anni tutte le bande politiche si sono all’unanimità unite per consegnare nuovamente il paese al caos, alla miseria, alla dittatura per impedirne ancora una volta la piena consapevolezza civile e democratica.
Solo la conoscenza rende liberi, e da più di 20 anni il progetto è ingabbiarci nell’ignoranza.
Leggiamo, raccontiamo, e non dimentichiamo, mai.
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