lavoro, disoccupazione e sottooccupazione dei giovani

Mi sembra che da un po’ dì di tempo a questa parte i mass-media abbiano dimenticato la tragica situazione della disoccupazione/sottoccupazione in Italia. Il lavoro non c’è, quando c’è non è definibile tale in quanto somiglia molto alla schiavitù: orario pesante, in nero, senza sicurezza (abbiamo dimenticato i morti sul lavoro?) sottopagato, spesso non pagato affatto. I nostri giovani invecchiano sostenuti economicamente da mamma e papà, i famosi 1000 Euro al mese non si capisce chi li guadagna, ci si può ritenere fortunati se, tramite conoscenze, si riesce a diventare precari. Sulla scuola non si investe ma si risparmia, gli enti locali danno lavoro sempre agli stessi personaggi con l’alibi che hanno già esperienza: ma come si fa questa esperienza se nessuno ti fa cominciare? Per non parlare dell’assurda clausola ormai presente in ogni concorso che a parità di merito va avanti il più giovane. Siamo ormai al delirio: un giovane può anche aspettare, chi ha passato la trentina che deve fare, suicidarsi? Il disagio è trasversale ad ogni età e tipologia di lavoro, ma molto ne soffrono le fasce intellettuali, giovani che, dopo aver investito energie nello studio e pesato sulla famiglia per studiare, vorrebbero svolgere un lavoro adeguato a ciò per cui si sono preparati. Dove pensano di portare l’Italia i nostri politici se non investono nei giovani che dovrebbero essere la risorsa di un paese civile? I più fortunati, che possono permetterselo, fuggono all’estero (nuova forma di emigrazione) gli altri, se va bene, invecchiano in squallidi call center con stipendi da fame! Tutti ora si danno da fare per tutelare i lavoratori dell’Alitalia (grande serbatoio di voti in cui i partiti hanno sistemato i loro clienti) da sempre privilegiati, ma ricordiamoci che non esistono solo loro e che i problemi del lavoro sono una calamità nazionale che va affrontata con una seria politica!

This post was submitted by arundale.

May 7, 2009

Inserito da: arundale

Categoria: Lavoro, Tutto il resto

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