le banche e i prodotti bancari

secondo me il problema è che le banche ancora oggi sono viste da molti come istituzioni serie avvicinabili in qualche modo alla figura di un comune di un ente statale o simili e non come in realtà sono ormai diventate e cioè privati commercianti che cercano di venderti qualcosa e lo fanno con gli stessi sistemi dei venditori di materassi ( senza offesa per questa categoria ) me ne rendo conto anche perchè conosco amici che ci lavorano e sono obbligati il più delle volte a venderti qualcosa che non è certo un buon investimento ma che per loro è indispensabile per raggiungere i famigerati budget… tralasciando tutto quello che ruota dietro a queste schifezze per le quali credo che bisogna essere un pochino pratici di contabilità bancaria e di borsa, rimango dell’ idea che noi comuni cittadini non dovremmo investire neanche un centesimo nella borsa o meglio, finchè non ci saranno dei controlli seri sulle contabilità di queste società quotate è meglio starne alla larga… come disse qualcuno “libero mercato = libera volpe in libero pollaio” e per parafrasare il gestore di questo blog vi faccio una domanda: ” se voi e qualcun altro aveste in mano una buona società che rende e fa guadagnare, la dividereste in tanti piccoli pezzettini per far guadagnare gli altri? ” io personalmente no e non credo che rappresenti una semplice alternativa di finanziamento ma, casomai, ad una redistribuzione del rischio di impresa con l’ unica differenza che se c’è da guadagnare guadagnano solo i soliti noti…
In sostanza vieterei in modo categorico alle banche di proporre investimenti che non siano assimilabili ai Bot dove lo Stato è garante dell’ adempimento ecc. e terrei ben distinti gli operatori di borsa e simili disciplinando seriamente tale categoria professionale in modo tale che chi volesse investire in modi alternativi avesse ben chiaro in testa che potrebbere rischiare molto, perchè secondo me come dicevo all’ inizio c’ è ancora troppa fiducia nel direttore di banca nei suoi funzionari o chiunque sia dietro uno sportello soprattutto nel caso di persone di una certa età e non.

P.S.: non penso comunque che tutte le S.p.a. siano uguali nel modo di operare come non penso che tutte le persone che lavorano in banca abbiano la volpe sotto l’ ascella ma, è evidente che trovare quegli onesti sia impresa ben ardua per noi comuni mortali…

This post was submitted by sebans.

July 16, 2010

Inserito da: sebans

Categoria: Economia, Tutto il resto

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Commenti (1)

tikki

July 16th, 2010 at 18:30    


Elencare ciò che non va nel sistema bancario richiederebbe tante pagine quante la Treccani o forse basterebbe citarne il peccato originale (alla voce signoraggio). E’ altresì vero che tra i molti “fregati” nelle faccende Argentina, Parmalat e Cirio, ce ne sono non pochi che sbavavano per avere qualche punto in più di rendimento. Questo non assolve banche e promotori. In quei casi è bastato “appoggiarlo” ed è “entrato da solo”. Date un occhiata ai bilanci delle banche, se avete voglia di liofilizzarvi gli ammenicoli. +43%S.Paolo ad esempio per citarne una. Tutte crescite a due cifre, in tempo di crisi, e meno male! A proposito lo stesso giudice ha condannato pure Unicredito. Uno degli scandali è che in Italia non esiste la “Class Action”, ossia il riconoscimento di una azione comune da parte di una “classe” di persone che ricorrano collettivamente. 300.000 “truffati” = 300.000 cause. Gli avvocati se la ridono. Chi strepita, spesso a ragione, contro la lentezza della giustizia dovrebbe anche riflettere su queste cose. Importiamo il peggio dagli USA e non quello che funziona.

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