le fondazioni liriche sinfoniche
Ciao a tutti. Un aggiornamento sulla situazione alla Scala. I sindacalisti
della Cisl, dopo il fallito tentativo di pompieraggio, girano ora per il
teatro al grido di: “Estintori alla patria!”. Vanno dai lavoratori, con un
occhio di riguardo per quelli stagionali, chissà perché poi? e gli raccontano
su la bava, un po’ Beccaris, e la fava, molto Sodoma e poco Gomorra. La stessa
bava che sbrodolano addosso a tutti, senza distinzione di categorie lavorative,
quella per cui solo ieri si sono beccati i fischi e gli insulti dagli operai
della Fiat. Qualcun altro, poi, servo di tre cotte, si adopera solerte a
raccogliere firme di solidarietà e stima pro divin maestro di Molfetta, fuori
grande direttore dentro mezza calzetta, forse speranzoso di una congrua ricompensa.
Nel frattempo, l’8 marzo si è tenuta alla VII commisione del Senato la prevista
audizione sulla situazione, grave, del teatro, dove i rappresentanti sindacali
hanno illustrato le motivazioni a sostegno della lotta, rimarcando la mancata
trasparenza nella definizione dei nuovi assetti al vertice della Fondazione
e ribadendo la necessità di intervenire sulla legge 367/96 istitutiva delle
Fondazioni Lirico-Sinfonìche per riequilibrare poteri e funzioni nei CdA.
Per i prossimi giorni l’azione sarà caratterizzata dalle seguenti iniziative:
- domenica 13 alle ore 10, partecipazione all’iniziativa dei Liberi Loggionisti
presso la Sala Puccini del Conservatorio di Milano, assemblea pubblica, melomani,
appassionati dalla musica e del arte, cittadini e lavoratori scaligeri sono
invitati ad intervenire; – lunedì 14 pomeriggio, presidio in P.zza della
Scala in occasione del Consiglio Comunale; – martedì 15 sciopero generale
dei lavoratori delle fondazioni contro l’emandamento Asciutti che interviene
impropriamente sulle autonomie negoziali e sulle preroragative delle parti
sociali. Disperderemo nell’aria irrespirabile di Milano questa marmaglia mefitica e corrotta. Di mezze tacche, mezzi delinquenti, mezzi giornalisti, mezzi uomini, riciclatori di denaro sporco, chitarristi amministratori di
dubbia fama, uomini di fiducia del primo ministro, calvi indossatori di maglieria
intima da notte di Capodanno, mascellati direttori d’orchestra e sindacalista
tirapiedi ne abbiamo pieni i coglioni. Vano è spaventarci con le riunioni
segrete. Vano fare comunicati. Vano eleggere e nominare. Vano ficcare le
mani sporche in ciò che amiamo, perché la risposta sarà sempre e solo una:
VI FACCIAMO NERI
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