l’estetica degli impianti delle energie alternative

Risparmiare per le rinnovabili

In altri Comuni, (stanchi dei ritardi “Statali” o solo lungimiranti non so), il ricorso all’energia solare, termica e fotovoltaica, è reso “obbligatorio” nei regolamenti edilizi per le nuove costruzioni e/o ristrutturazioni; l’avanzamento della ricerca ci offre interi tetti fotovoltaici, che si integrano perfettamente anche a livello estetico: coppi fotovoltaici e altro ancora.
Secondariamente chiedo: sono forse “belle” le parabole bianche sui tetti rossi in tutta Ravenna? I condizionatori piazzati ovunque, pure su palazzi storici?
Credo che l’estetica, se fattore limitante, debba valere per TUTTO. Sennò è una scusa.
Il ripetitore/monumento (suppongo per telefonini) nella rotonda di Via Trieste è forse arte moderna e sono io a non capirlo?
Non è mai abbastanza quanto si può fare per il risparmio energetico e le energie rinnovabili, e una cosa, su questo insisto molto, “finanzierebbe” l’altra.
Ravenna potrebbe e dovrebbe fare molto di più, e non solo con progetti specifici, bensì, mi auguro, in modo sistematico, a partire dalle semplici lampadine in tutte le case.

Allargo ulteriormente il discorso:
Il progetto della Regione per la costa è una buona cosa, ma come tempi rischiamo di perdere un’altra stagione estiva… Comune e Provincia possono impegnarsi ad andare “oltre”?, a premere perchè finalmente ci sia una vera svolta e non le sterili chiacchiere che si sentono da anni a tutti i livelli?…
Il Ministero attività produttive tiene in sospeso tutto il settore, non avendo ancora quantificato quanto l’energia rinnovabile debba essere remunerata dall’Enel.
Il decreto di recepimento della direttiva 2001/77/CE ha rimandato in pratica sine die la decisione, fondamentale, di quanto pagare l’elettricità da rinnovabili versata in rete. In febbraio doveva finalmente uscire il decreto attuativo: tutto tace.
Invece tali fondi, a petrolieri e inceneritori sono garantiti da anni: le insensate energie “assimilate” (sic) a rinnovabili.
Sempre in barba alle direttive europee (e aggiungo io al buonsenso…) ma qui “chi di dovere”, almeno nella nostra città, sa già tutto e non occorre dilungarsi.
Ricordo che le compagnie per il risparmio energetico (Esco) coprono gli investimenti di tasca loro, senza che le P.A. tirino fuori un centesimo. Il loro lavoro è garantito dai risparmi che si ottengono dalle bollette, decisi contrattualmente per tot anni, dopodichè le P.A si ritrovano a gestire scuole, uffici etc che costano molto meno di prima, e hanno fondi a bilancio per altri investimenti, tra cui le energie rinnovabili.
Un meccanismo virtuoso che basta voler attivare.

This post was submitted by lulio filo.

December 16, 2009

Inserito da: lulio filo

Categoria: Scienza, Tutto il resto

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