L’integrazione degli stranieri
proprio alla Lega che va rivolta la domanda: ma di quale identita’ parlate quando pretendete che i bambini stranieri vi siano «integrati» per essere accolti? Forse che i bambini di lingua tedesca di Bolzano sono prima integrati nella cultura italiana? Forse che gli ebrei devono essere integrati nell’identita’ cristiana dell’Italia e dell’Europa, per poter essere considerati a pieno titolo cittadini italiani ed europei? Forse che il papa tedesco doveva farsi ribattezzare nel Tevere per fare il vescovo di Roma?
In realta’ cio’ che questa fazione pretende dagli stranieri in Italia non e’ l’integrazione, che armonizza i diversi, ma e’ l’omologazione che impone il modello dominante e cancella tutte le differenze. La definizione piu’ agghiacciante di questa ideologia c’era gia’ nel libro di Tremonti «La paura e la speranza»: «L’inclusione degli “altri” in Europa puo’ proseguire solo se gli “altri” cessano di essere “altri” e diventano “noi”». Gli altri devono «rinunciare alla propria identita’», noi dobbiamo imporre i nostri valori non perche’ debbano o possano «essere necessariamente valori universali», ma perche’ sono «definiti come tali da “noi” e per “noi”», e passano «necessariamente attraverso una “rivendicazione di potere”»
Qui si va oltre la scuola. Il libro di Tremonti scontava l’arrivo della crisi capitalistica globale (donde la «paura»), che poi effettivamente e’ sopraggiunta, non certo perche’ abbiamo perduto o non abbiamo difeso la nostra soggettivita’, ma perche’ ci hanno tradito i nostri denari e abbiamo perduto i nostri profitti. Ma cio’ che e’ veramente pauroso e’ che la risposta alla crisi sia l’arroccamento nelle propria presunta identita’ e nei propri particolari valori, per combattere contro tutti gli altri che non siano «noi» e che non diventino «noi»
Questa e’ l’ideologia da battere, se l’America e l’Europa insieme vogliono ancora essere strumenti di civilta’ nel mondo che viene
This post was submitted by zanella.

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