Riavvio piano Nucleare

Da parecchio tempo c’è molto movimento a proposito del riavvio di un piano “nucleare” nel nostro Paese.
Era una scelta “sicuramente giusta” nel 1964 quando Felice Ippolito subì quello che subì.
Forse lo era anche nel 1987, quando la lobby petrolifera, invece, vinse la battaglia referendaria.
Oggi lo è ancora?

1) E’ INDISPENSABILE IL RICORSO ALLA FISSIONE NUCLEARE?
Dall’allegato “fasce orarie.xls” appare evidente il fatto che la potenza elettrica del sistema italiano è messa in crisi soprattutto dal condizionamento estivo.
Incentivando la produzione distribuita di energia elettrica a ridosso degli utilizzatori (da pochi kW in su), oltre alle grandissime opportunità di recupero del calore, avremmo la possibilità di produrre la potenza frigorifera necessaria mediante banalissimi ed affidabilissimi gruppi ad assorbimento al bromuro di litio, che farebbero diminuire notevolmente, nel contempo, il fabbisogno di potenza elettrica. (per i non addetti ai lavori, i gruppi ad assorbimento producono acqua fredda, utile per il condizionamento, a partire da acqua calda a circa 80- 90°C , senza usare quindi i compressori elettrici, che mettono in crisi la rete elettrica italiana – la fiera di Rimini, ad esempio, sta facendo il freddo con gruppi ad assorbimento e non con compressori).
A questo punto non sarebbe certamente necessario un aumento della potenza elettrica generata. Addirittura, in funzione del successo dell’operazione, si potrebbe ridurre drasticamente il flusso dell’energia elettrica trasportata, ottenendo un’altro risparmio.

Verrebbero sfruttate al massimo le biomasse secondo il modello svizzero, anche con turbine a fluido organico, per sfruttare meglio i fluidi a basso contenuto entalpico.
I micro produttori dovrebbero essere obbligati a mettere sul web in tempo reale i parametri delle emissioni.
In pochissimi mesi i produttori italiani di gruppi frigoriferi dovrebbero convertire la loro produzione per costruire i gruppi frigoriferi ad assorbimento, oggi sostanzialmente far est. Con la crisi che c’è nel settore credo proprio che ce la potrebbero fare. Domande: perchè gli orientali fanno piccoli gruppi ad assorbimento e noi no? si fa peccato a pensare che l’ENEL ed EDF si sono impegnate per non farli partire?
Perchè la Toyota , che ha pronto da anni un piccolissimo, banalissimo e silenziosissimo gruppo a gas che produce energia elettrica (3kW) ed acqua calda, non riesce ad entrare in Europa?
Perchè i nostri Industriali non sono capaci a farli, oppure perchè ENEL ed EDF fanno con convinzione ed efficacia i loro interessi?

Tempi stimati per vedere i primi effetti della produzione distribuita dell’energia elettrica: DUE ANNI, perchè sono tecnologie semplici e già disponibili sul mercato.
Tempi stimati per vedere i primi effetti dopo la decisione di ripartire con il nucleare? Bastano 10 anni?
Disponibilità di Uranio del nostro paese? non ne conosco.
Disponibilità di biomassa del nostro paese? TANTA.
Questa scelta ha come unica pecca quella di far ridurre i profitti alle aziende che operano nel mercato dell’energia elettrica. Però si aprirebbero tante altre chances.

CONCLUSIONE
E’ INDISPENSABILE IL RICORSO ALLA FISSIONE NUCLEARE?
PER IL PAESE ASSOLUTAMENTE NO!
PER L’ENEL E COMPAGNI SICURAMENTE SI; PER LORO E’ UNA QUESTIONE DI VITA O DI MORTE!

2) FUSIONE NUCLEARE FREDDA
Allego un estratto de Il sole 24 ore dove si parla disinvoltamente di TRASMUTAZIONI per “risolvere” il problema delle scorie radioattive. Ne parla Roberto Germano nel libro sotto riportato. Il più efficace autore di documenti relativi alle trasmutazioni è stato il Prof. Louis Kervran, insignito nel 1993, parecchi anni dopo la sua morte, del prestigioso premio denominato IGNOBEL (a proposito di onestà intellettuale). Le trasmutazioni di tipo biologico si manifestano in numerosissimi processi; il più noto è quello relativo alla formazione del guscio delle uova degli uccelli. Quelle “tecnologiche” si fanno, fra altri metodi, con le celle elettrolitiche, con le quali si possono fare fusioni e fissioni nucleari di vario genere.
Poche settimane fa La Nazione ha fatto un bell’articolo sulla fusione nucleare calda (quella che avviene nel sole – l’unica che gli “addetti ai lavori” ritengono realizzabile), con tanto di previsione sulla possibile applicazione industriale per la produzione di energia elettrica. Un banalissimo copia incolla degli articoli che si scrivevano 30 anni fa. Con la differenza che 30 anni fa si diceva che si liberavano raggi gamma; ora si sono dimenticati. Con la fusione fredda, invece, i raggi gamma non si liberano, perchè a bassa temperatura non hanno nessuna “convenienza energetica” a farlo. E’ per questo motivo che Fleischmann e Pons non si sono “contaminati”. Queste “banalità” le potreste leggere nel testo di Giuliano Preparata sotto riportato.
La fusione fredda non è più un problema di fisica teorica; è solo un problema tecnologico che, con 6 milioni di euro complessivi in 3 anni, lo Stato italiano potrebbe mettere a disposizione delle aziende italiane e dei cittadini tutti.
Quanti miliardi di euro invece lo Stato italiano verrà chiamato a sborsare per riavviare il piano nucleare a fissione, OBSOLETO?
Mi sia consentita una battuta: Kyoto sta alla fissione come i prodotti biologici stanno agli OGM.

Cordiali saluti

This post was submitted by zenolol.

December 22, 2009

Inserito da: zenolol

Categoria: Energia, Tutto il resto

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Commenti (2)

brico

December 22nd, 2009 at 13:42    


Il nucleare non convince più come prima delle tragedie subite di cui, ancora oggi, si stanno pagando le conseguenze. Tralascio per mia ignoranza ogni altro commento sulle più diverse fonti di energia ed annessi sistemi di produzione. Nessuno tratta… dell’energia solare? Costerebbe troppo cambiare tutti i sistemi odierni? Sarebbe meno impegnativo accettare il rischio concretissimo di tragedie definitive?
Mi allontano un attimo dall’argomento.
A fronte del dilagare della violenza su donne e bambini, si sta parlando di “castrazione chimica”. Non sarebbe più utile praticare la lobotomia?

martino

December 22nd, 2009 at 15:08    


Dai dati presentati al 19° Congresso Mondiale dell’Energia, nel 2030 la produzione di energia nucleare passerà dal 16% al’8.5%. Come risulta dalla tabella aumenterà la produzione di energia ottenuta con il gas e le fonti rinnovabili, mentre diminuirà quella ottenuta da petrolio, carbone ed idroelettrica.

Ciònonostante aumentano le pressioni del mondo politico ed economico per un ritorno all’energia nucleare.

I sostenitori del nucleare affermano che questo tipo di energia sia sicuro, meno inquinante ed economico.

Non è vero.

Non è sicura.
Esiste una lunga casistica di incidenti nel mondo (come Detroit, Three Mile Island, Chernobyl, il Superphenix in Francia) che hanno causato disastri ambientali, con centinaia di migliaia di persone esposte alle radiazioni che ne hanno provocato la morte o danni genetici irreversibili.
Se le centrali nucleari sono così sicure per quale motivo non esistono Compagnie Assicurative disposte a stipulare una RC (Responsabilità Civile) per assicurarle?

Non è pulita.
I sostenitori affermano che le centrali nucleari non inquinano perchè non immettono anidride carbonica nell’atmosfera.
Vero.
Ma non si preoccupano di dire che il funzionamento di una centrale e il trattamento e la sepoltura delle scorie radioattive, determinano dei danni all’ambiente molto più gravi e duraturi.

Non è economica.
Non è vero che il costo aziendale dell’elettricità ottenuta con il nucleare sia inferiore a quello dell’elettricità ottenuta da altre fonti. Bisogna infatti includere anche i costi di smantellamento delle centrali nucleari alla fine della loro vita utile e i costi di stoccaggio, nel lungo periodo, del combustibile nucleare e delle scorie radioattive.

Ha ragione il Professor Giorgio Nebbia quando sottolinea la necessità di domandarci se valga la pena di proseguire questa corsa alla produzione di merci ed energia senza chiederci che cosa produciamo, che cosa acquistiamo, cosa accade all’interno delle fabbriche e delle centrali e a cosa servano le merci prodotte.

Un controllo pubblico sugli atti dei Governanti e degli imprenditori ridurrebbe le morti e i danni per gli uomini e costituirebbe un formidabile stimolo per l’innovazione, la ricerca scientifica e per la realizzazione di prodotti in grado di soddisfare i veri bisogni umani che comprendono la sicurezza, il diritto alla vita e la dignità.

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